Immagine di apertura realizzata con Intelligenza artificiale.
L’estate sta finendo e per migliaia di studenti si avvicina l’ora di tornare in classe. Per le loro famiglie significa, come al solito, mettere mano al portafoglio: e se i calcoli dell’associazione Codacons si riveleranno corretti, ci sarà un conto piuttosto salato. Ma se questa, purtroppo, è una consuetudine a cui siamo abituati, è proprio tra i banchi che si registrano numerosi cambiamenti. Allo scoccare della prima campanella, a seconda dell’età e delle tipologie di scuole, gli studenti dovranno affrontare non poche novità: il ritorno allo studio delle poesie a memoria e i primi approcci con l’informatica per i più piccoli, la ricomparsa della distinzione tra storia e geografia e l’avvento dell’Intelligenza artificiale per i liceali, e una vera e propria rivoluzione per i “primini” degli istituti tecnici.
Ma andiamo con ordine.
Scuola primaria, tornano le poesie a memoria e i riassunti
Noi che abbiamo una certa età, tra un po’ non saremo più visti come i boomer che si dilettano in citazioni tipo “La donzelletta che vien dalla campagna” o “Sempre caro mi fu quest’ermo colle” di leopardiana memoria. E non saremo più guardati male se, davanti a un paesaggio autunnale, citeremo “La nebbia agli irti colli / piovigginando sale, / e sotto il maestrale / urla e biancheggia il mar” di Giosuè Carducci. Già, perché a settembre nelle scuole primarie si tornerà a dare maggiore rilevanza alle poesie a memoria. Secondo le Nuove Indicazioni Nazionali per il primo ciclo di istruzione del Ministero dell’Istruzione e del Merito, infatti, permetterebbe di rafforzare la memoria, l’attenzione e la concentrazione: quindi sarà uno strumento didattico che verrà adottato maggiormente. Un’importanza fondamentale viene riconosciuta anche alla scrittura a mano e al corsivo: scrivere a mano «allontana i bambini dagli schermi e permette di tutelare gli spazi vitali dell’esperienza concreta», si legge nelle Indicazioni, che aggiungono come «scrivere in corsivo permette di migliorare l’attenzione al dettaglio e alla percezione della separazione fra le parole». Il documento richiama anche l’importanza dell’esercizio del riassunto, definito «fondamentale per apprendere a scrivere e a pensare». E grande attenzione sarà riservata alla grammatica e alla sintassi perché, stando alle prove Invalsi, a molti nostri studenti mancano le basi della nostra lingua.
Dal passato al presente: in coerenza con la Raccomandazione del Consiglio dell’Unione europea del novembre 2023, l’informatica viene introdotta fin dalla scuola primaria perché i bambini ne acquisiscano le basi concettuali. Anche nell’ottica di potenziare le competenze tecnologiche (che non abbiamo), gli alunni dovranno imparare a «modellare tramite dati», «progettare algoritmi» e «utilizzare linguaggi artificiali».
Scuola secondaria di primo grado
Due sono le principali novità introdotte. La prima, che ha fatto arricciare il naso a qualcuno ed esultare altri, è la possibilità, a partire dalla seconda media, di studiare il latino, come materia opzionale. «Ripensare il ruolo del latino nella scuola del XXI secolo è compito necessario e quanto mai attuale, perché incrocia questioni basilari come la conoscenza e la valorizzazione della lingua e della cultura italiana, anche in prospettiva storica, e il rapporto tra la cultura italiana e quelle europee – scrivono nelle Nuove Indicazioni Nazionali gli esperti del Ministero – Il latino mostra la sua utilità contribuendo alla qualità linguistica dell’espressione degli studenti, ma anche alla migliore comprensione di concetti e idee che fanno ormai parte dell’immaginario europeo e, più latamente, globale».
L’altra riguarda i percorsi ad indirizzo musicale nella scuola secondaria di primo grado: si applica a partire dalle classi prime la sezione delle Indicazioni relativa all’insegnamento dello strumento musicale, perché «lo studio dello strumento musicale si pone come veicolo per valorizzare il patrimonio culturale nazionale e internazionale, incoraggiando negli studenti una visione ampia e articolata dell’arte musicale».
Superiori, tornano Storia e Geografia e debutta l’AI
Le maggiori novità si registrano tra licei e istituti tecnici. A cominciare dall’addio alla cosiddetta “geostoria”: fine dell’insegnamento integrato introdotto nel 2010 e ritorno alle classiche Storia e Geografia che riavranno programmi propri, identità distinta e libri di testo separati. D’altra parte, basta guardare qualsiasi quiz televisivo per rendersi conto di quanto poco sappiamo in termini di geografia… Per quanto riguarda nello specifico Storia, viene esteso l’arco temporale coperto dal programma, che arriva fino alla svolta cinese e ai nuovi equilibri geopolitici e diventa più centrale la storia d’Italia, così come quella d’Europa.
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Rivoluzionaria sarà l’introduzione dell’Intelligenza artificiale. Come? Attraverso un approccio diverso alla matematica che avrà il compito di fornire i concetti e il linguaggio che stanno alla base dei sistemi di IA.
Per i “primini” degli istituti tecnici comincia una nuova era perché in queste scuole si vuole potenziare le competenze tecnico-professionali degli studenti, dando maggiore centralità alle attività di laboratorio e creando un collegamento sempre più stretto tra il mondo della scuola e quello delle imprese. Quando poi arriveranno in terza, gli studenti avranno nuovi indirizzi di specializzazione tra cui scegliere. Per quanto riguarda l’ambito economico, l’offerta formativa include gli indirizzi di amministrazione, finanza e marketing e di turismo, beni ambientali e culturali. Ancora più articolata sarà la scelta per il settore tecnologico-ambientale, che mette a disposizione diverse specializzazioni: si va da meccanica, meccatronica ed energia a trasporti e logistica, passando per elettronica ed elettrotecnica, informatica e telecomunicazioni e grafica e comunicazione. Completano il quadro i percorsi in chimica, materiali e biotecnologie, sistema moda, agraria, agroalimentare e agroindustria, fino all’indirizzo in costruzioni, ambiente e territorio.
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