L'inchiesta sul cicloturismo

Quello del cicloturismo è uno sprint che vale 6 miliardi di euro

Un boom che riguarda salute, sport ed economia.

Quello del cicloturismo è uno sprint che vale 6 miliardi di euro

Sarà che i prezzi dei voli e del carburante per chi si sposta in auto sono saliti alle stelle. Sarà che certe destinazioni hanno perso l’appeal che avevano a causa delle guerre in corso. Sarà che anche la salute ne guadagna. Certo è che la vacanza a due ruote, pedalando s’intende, ha sempre più adepti.

A darci un’idea di come il fenomeno sia particolarmente diffuso e in netta crescita è il report “Viaggiare con la bici 2026: 6° Rapporto sul cicloturismo”, a cura di ISNART-Legambiente, che nel corso del 2025 ha realizzato oltre 30 mila interviste a turisti italiani e stranieri che hanno soggiornato per almeno due notti presso strutture alberghiere, extraalberghiere e abitazioni private italiane. Lo scorso anno, la quota percentuale di cicloturisti ha ruotato attorno a una media del 6,5% sul totale dei turisti. Praticamente si parla di quasi 49 milioni di presenze, in linea con il dato che aveva caratterizzato il periodo pre-pandemico, ma con un impatto economico nettamente più consistente: gli oltre 6 miliardi di euro registrati equivalgono, infatti, a un +37% sugli oltre 4,6 del 2019, quota in proporzione superiore anche alla crescita media dell’Italia (+29%).

La fotografia delle nostre regioni

Lombardia, Piemonte e Liguria possono davvero definirsi “terre di cicloturisti” sotto un duplice aspetto: sono cioè territori ricchi di persone che hanno spesso preferito la bici per fare la loro vacanza, ma sono anche regioni che sono frequentemente scelte come mete per passarci le ferie sulle due ruote.

La Lombardia è una delle regioni italiane leader per il cicloturismo, con una quota stimata attorno al 14% dei cicloturisti totali in Italia che qui trovano una molteplicità di ambienti con cui confrontarsi: dai percorsi lacustri, in particolare sul Garda e sul Lario, a quelli lungo i fiumi fino a quelli montani, soprattutto in Valtellina.

Non è da meno il Piemonte dove si sono registrati circa 16 milioni di pernottamenti di cicloturisti per una spesa stimata in circa 1,1 miliardi di euro. Non per nulla i percorsi cicloturistici sono in netta crescita (siamo ormai ben oltre i tremila chilometri), in particolare in alcune aree come la provincia di Cuneo insieme alle zone UNESCO di Langhe e Monferrato. Un territorio, tra l’altro, molto amato anche oltre confine: infatti, nell’ultima estate, si è registrata una forte crescita delle presenze di stranieri (+8,7%).

La Liguria, coi suoi percorsi montagna-mare, è tra le regioni più ambite dai cicloturisti; e la pista ciclabile del Ponente, che attraversa la Riviera dei Fiori ed è una delle più lunghe piste ciclabili sul mare in Europa, ha sicuramente contribuito ad aumentare il suo appeal.

Chi è il cicloturista

Il report “Viaggiare con la bici 2026” traccia anche una sorta di identikit del cicloturista. Il target è sempre più trasversale, sia per età che per sesso. Il fenomeno interessa maggiormente le fasce 45-60 anni (34) e quella prima, i Millennial tra i 31 e i 44 anni (32%); ma la bicicletta sta coinvolgendo sempre di più anche la Gen Z (17%; 9% nel 2024) e i baby boomer (14%; 8% nel 2024). Quanto al genere, le donne sono in netta crescita: sono passate dal 30% del 2024 al 47% dello scorso anno.

Tra le altre caratteristiche del “cicloturista tipo”, si rileva che la quota di laureati si attesta al 42%, quella degli occupati è pari al 75% e la situazione economica dichiarata è media (44%) o medio-alta (32%). Inoltre, il cicloturista viaggia sempre più in compagnia: partner, famiglia (36% ciascuno) o amici (17%).

Tra le motivazioni di viaggio del cicloturista cresce nettamente l’interesse per il turismo naturalistico in generale (33%; 19% nel 2024) e si consolida quello per il patrimonio culturale nazionale (48%, rispetto al 45% nel 2024), ma possiamo davvero parlare di “esplosione” di interesse per l’enogastronomia (23%; 7% nel 2024). Questi interessi trovano poi un riscontro pratico a destinazione: aumentano i cicloturisti che visitano centri storici (45%; 29% nel 2024) e che degustano prodotti tipici locali (34%; 10% nel 2024).

La spesa dei cicloturisti

Qual è l’impatto economico complessivo della spesa cicloturistica in Italia? Lo scorso anno si sono superati i 6 miliardi di euro, di cui ben 4 miliardi riguardano la componente straniera.
Alloggio e ristorazione sono le due principali voci di spesa e portano via oltre 3 miliardi di euro per il 49% del totale. Un risultato che conferma la centralità dell’ospitalità e rafforza l’importanza della dimensione enogastronomica. Durante il soggiorno, il cicloturista spende in media 69 euro al giorno per persona per l’alloggio; e 91 al giorno per l’acquisto di beni e servizi, con un deciso incremento della spesa media rispetto ai 70 euro del 2024.

E’ interessante evidenziare come sempre di più ai cicloturisti stia a cuore il proprio benessere. Infatti, lo scorso anno il 36% di loro ha speso 18 euro in servizi wellness e il 33% ne ha spesi 17 per le cure termali.

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