Il Focus

Quando l’intelligenza artificiale fa il suo ingresso nelle imprese

Alla Iulm presentato il progetto AI Magister.

Quando l’intelligenza artificiale fa il suo ingresso nelle imprese

L’intelligenza artificiale è già entrata nelle nostre imprese, con risultati eccellenti. E chi, se non le stesse imprese, possono raccontare nel migliore dei modi questo processo fondamentale? È ciò che è successo lunedì 30 marzo all’auditorium dell’Università Iulm di Milano, dove si è svolto l’evento conclusivo di AI Magister, intitolato «Dalla sperimentazione al valore – Risultati, case histories di successo e strategie per l’adozione dell’AI nelle imprese e nella PA». AI Magister è uno dei Poli Europei di innovazione digitale (EDIH), sportelli unici che aiutano le imprese e le Pubbliche Amministrazioni a migliorare i processi di business e di produzione, i prodotti o i servizi che utilizzano tecnologie digitali.

Ad aprire il pomeriggio di lavori è stata la professoressa Valentina Garavaglia, rettrice della Iulm:

«Siamo insieme a istituzioni, imprese e studenti, uniti da un’attenzione all’AI che va al di là di ogni retorica. Di tecnologia si parla moltissimo, ma è importante mettere al centro l’intelligenza naturale. Il compito di un’università non Stem come la Iulm è coltivare la capacità critica rispetto agli strumenti che usiamo ogni giorno – e l’AI non fa eccezione. Dobbiamo essere noi a tenere le briglie: la nostra capacità critica e creativa non può essere delegata a nessun algoritmo».

A partecipare all’incontro, moderato da Alice Groppelli, responsabile della comunicazione di Netweek, è stato anche Alessandro Fermi, assessore a Università, Innovazione e Ricerca di Regione Lombardia, intervenuto da remoto:

«Dopo un anno e mezzo di lavoro sulla diffusione dell’AI nel tessuto economico e istituzionale lombardo, abbiamo approvato in Giunta una proposta di legge che contiamo di portare in vigore entro l’estate. Si regge su due pilastri: sostenere le imprese che faticano ad abbracciare queste tecnologie e migliorare l’efficacia della pubblica amministrazione attraverso l’AI. Vogliamo liberare capitale umano dalla burocrazia e dalle mansioni ripetitive. Per farlo servono competenze: abbiamo lanciato un bando da 8 milioni di euro che si è esaurito in una settimana. Lo riapriremo a breve». L’assessore Fermi ha poi sottolineato la necessità di un approccio etico e umanistico: «L’utilizzo consapevole dell’AI deve entrare anche nella formazione dei ragazzi nelle scuole superiori».

Ad illustrare i numeri del progetto è stato Simone Caporale, coordinatore del polo AI Magister per conto di Profima, la società capofila:

«È stata un’iniziativa impegnativa, con 17 partner riuniti in un’associazione temporanea di scopo. Siamo partiti a luglio 2024, con finanziamento PNRR, e in un anno e mezzo abbiamo servito più di 300 imprese, erogando oltre 5 milioni di euro in servizi – con l’aiuto riconosciuto direttamente in fattura, come sconto. Abbiamo lavorato sulla formazione, sull’analisi della maturità digitale delle aziende, ma il servizio che ha riscosso più successo è stato il Test Before Invest: perché le imprese non vogliono solo sentir parlare di AI, vogliono metterla davvero al lavoro, con l’uomo sempre al centro dell’innovazione».

Un ruolo determinante è stato giocato dal professor Guido Di Fraia, responsabile dello Iulm AI Lab e coordinatore scientifico del progetto:

«Il pubblico a cui ci rivolgiamo soprattutto è quello degli imprenditori – ha affermato – Grazie a questo progetto abbiamo dimostrato che l’intelligenza artificiale non è qualcosa di là da venire, ma è già qui. Vale la pena cogliere questa opportunità adesso, per non perdere competitività. AI Magister ha attivato formazione, ha realizzato prototipi, ha aiutato le imprese a cogliere le opportunità dell’AI nell’immediato. In futuro questa tecnologia sarà sempre più presente».

A chiudere i lavori è stato Luigi Laurelli, anch’egli intervenuto da remoto, del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, che ha delineato le prospettive nazionali ed europee:

«Oltre agli EDIH, esistono altre modalità di finanziamento statale per il trasferimento tecnologico. Per il futuro, però, le risorse disponibili saranno inferiori e dovremo razionalizzare: i 48 centri attivi oggi sono un numero elevato. Abbiamo previsto di ridurre quelli cofinanziati dalla Commissione europea e di organizzarli per categorie tematiche – automotive, sanità, trasporti, agritech – con uno specifico dedicato alla pubblica amministrazione. Tutti con un focus comune: i servizi basati sull’intelligenza artificiale».

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