Nella foto da sinistra: Ruggero Piccolo, Mirco Manciulli e Steven Tranquilli
I casi presentati nel corso dell’evento conclusivo del progetto AI Magister hanno attraversato settori molto diversi tra loro, con un filo comune: l’AI non è riservata solo alle grandi aziende, e i risultati si possono misurare già oggi. La presentazione delle case history è stata divisa in due gruppi, partendo dalle aziende che hanno ottenuto servizi da parte della Iulm all’interno della progettualità AI Magister.
A rompere il ghiaccio è stato Ruggero Piccolo, responsabile IT e produzione di Marlanvil SpA, azienda con quarant’anni di storia che produce materiale elettrico civile e industriale interamente in Italia:
«In precedenza il nostro approccio all’AI era individuale e reattivo: ognuno usava ChatGPT per conto suo, senza una visione condivisa. Mancava un disegno strategico accessibile a tutti, anche a chi non ha una formazione tecnica specifica». Con il progetto, l’azienda ha analizzato i propri processi produttivi e organizzativi, lavorando sull’integrazione dei dati e sulla possibilità di interrogarli in linguaggio naturale: «I benefici attesi riguardano la riduzione dei costi di analisi e l’automazione del reporting. Porteremo avanti questo percorso con una consapevolezza nuova: l’AI è un fattore chiave per la nostra organizzazione».
In seguito è toccato a Mirco Manciulli, Innovation Manager che si è occupato di seguire le progettualità in capo a Iulm, il quale ha presentato i progetti Seabit e Sigma 3:
«La prima è una start-up attiva nel campo della nautica che ha sviluppato un progetto innovativo di navigazione assistita; la seconda si occupa di manutenzione di sistemi antincendio, dagli estintori agli sprinkler, e ha testato l’applicazione dell’AI per la manutenzione predittiva e il monitoraggio in tempo reale. Il valore aggiunto che entrambe hanno riscontrato si articola su tre livelli: aver acquisito consapevolezza delle potenzialità dell’AI, aver toccato con mano che anche una piccola impresa o una start-up può usarla concretamente, e aver realizzato un prototipo funzionante che ora possono sviluppare su scala industriale e commerciale».
A completare il primo blocco di presentazioni è stato il dottor Steven Tranquilli, direttore generale di Federpreziosi:
«Siamo in un settore legato alla tradizione, dove l’innovazione non è scontata. Individuare i fabbisogni concreti di questi operatori non è stato semplice, ma i risultati sono stati molto positivi: lo conferma il questionario somministrato prima e dopo il percorso». Tranquilli ha portato sul palco un caso particolarmente insolito: 18 operatori del settore orafo della provincia di Savona sono stati coinvolti in un percorso formativo sull’AI applicata alla promozione e alla comunicazione del gioiello. L’obiettivo era allargare la vetrina fisica dei negozi grazie all’AI, trovando nuovi modi di valorizzare e presentare il prodotto: «Si pensi solo a quanto sia difficile fotografare un gioiello in modo efficace. Riuscire a proiettarlo in altre dimensioni, renderlo più accessibile al cliente, è un vantaggio competitivo reale per tutto il settore».
L’incontro è proseguito con la cerimonia di consegna dei diplomi agli studenti della XVII edizione dell’Executive Master in Social Media Marketing & Digital Communication della IULM, a testimonianza del legame tra formazione avanzata e innovazione tecnologica.