Inchiesta sulla salute mentale

Disturbi psichici, ne soffrono migliaia di cittadini anche nel Nordovest

Secondo il rapporto sulla salute mentale del ministero della Salute, l’82,2% dei pazienti psichiatrici seguiti dai servizi specialistici italiani abbandona le cure senza alcun accordo con i medici.

Disturbi psichici, ne soffrono migliaia di cittadini anche nel Nordovest

Immagine di apertura realizzata con Intelligenza artificiale. 

Un italiano ogni 58, di età maggiore ai 17 anni, nel corso del 2024 è stato assistito dai servizi specialistici per problemi di carattere psichiatrico.

Un numero che sale nelle regioni del Nordovest: in Lombardia se n’è registrato 1 ogni 57 abitanti, in Piemonte e Valle d’Aosta 1 ogni 50 e in Liguria si arriva addirittura a 1 ogni 22 abitanti, il valore più alto del nostro Paese.
Sono dati rilevanti su cui va fatta una riflessione. Soprattutto dopo quanto accaduto a Modena nei giorni scorsi, quando un uomo ha investito con la sua auto lanciata a tutta velocità diverse persone che stavano camminando su un marciapiede. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha detto subito che si è trattato di un «fatto collocabile in una situazione di disagio psicologico»: l’investitore, infatti, soffriva di disturbi psichici. Le indagine appureranno tutti i contesti in cui è sortito questo gesto drammatico con ombre di fondamentalismo e l’eventuale incidenza della malattia: resta il fatto che si è trattato di un evento che ha profondamente colpito non solo la comunità locale, ma il sentimento popolare dell’intero Paese.

Partiamo dai numeri: quanti sono in cura

Per un’analisi corretta partiamo dai numeri forniti dal Rapporto Salute Mentale del Ministero della Salute e riferiti al 2024. Mancano i dati della Regione Abruzzo e i dati del Molise sono incompleti, comunque gli utenti psichiatrici assistiti dai servizi specialistici nel corso del 2024 sono stati 845.516, con tassi standardizzati che vanno da 119,1 per 10.000 abitanti adulti delle Marche (praticamente 1 caso ogni 84 abitanti), fino al già citato caso della Liguria che ha un tasso di 447,2: la media nazionale è di 171,9, come detto, un caso ogni 58 abitanti (nella tabella sotto i dati di tutte le regioni). Gli utenti sono di sesso femminile nel 55,9% dei casi, un dato che è ancora più significativo in Liguria, dove sfiora il 57%.

Per quanto riguarda la composizione per età dei pazienti, questa riflette l’invecchiamento della popolazione: la più alta concentrazione si ha nelle classi 45-54 anni e 55-64 anni (45% circa in entrambi i sessi) e le femmine presentano, rispetto ai maschi, una percentuale più elevata nella classe superiore ai 75 anni (6,4% nei maschi e 10% nelle femmine).

Le differenze di genere sono più evidenti in base al gruppo diagnostico: i tassi relativi ai disturbi schizofrenici, ai disturbi da abuso di sostanze e al ritardo mentale sono maggiori nel sesso maschile rispetto a quello femminile, mentre l’opposto avviene per i disturbi affettivi, nevrotici e depressivi. In particolare per la depressione il tasso degli utenti di sesso femminile è quasi doppio rispetto a quello del sesso maschile (27 per 10.000 abitanti nei maschi e 46,5 per 10.000 abitanti nelle femmine).

Strutture e costi

La rete dei sevizi è costituita da Centri di salute mentale, centri diurni e strutture residenziali. Nel 2024 il sistema informativo salute mentale ha rilevato a livello nazionale dati di attività di 1.236 servizi territoriali, 1.962 strutture residenziali e 800 strutture semiresidenziali. Per quel che riguarda il Nordovest, i servizi territoriali sono 264 (21,3% dell’intero Paese), le strutture residenziali ben 722 (36,8%) con il Piemonte che ne ha il numero maggiore di tutta Italia, 333, praticamente più di 9 ogni centomila abitanti, e 205 strutture semiresidenziali, un quarto del Paese.

Per quanto riguarda i costi dell’assistenza psichiatrica, il Rapporto del ministero calcola un costo medio annuo per residente pari a 75,2 euro, calcolato dividendo il costo complessivo dell’assistenza psichiatrica per la popolazio ne adulta residente a fine 2023. Nelle nostre regioni è inferiore in Lombardia (67,3 euro), Piemonte (72,7 euro) e Valle d’Aosta (55,4 euro), mentre è nettamente superiore in Liguria (101 euro). Abbiamo, quindi un costo complessivo di oltre 3,57 miliardi di euro, di cui 1,57 miliardi per l’assistenza ambulatoriale e domiciliare, 404 milioni per l’assistenza semiresidenziale e quasi 1,6 miliardi per l’assistenza residenziale. Per quanto riguarda l’assistenza psichiatrica ospedaliera, la remunerazione teorica delle prestazioni di ricovero ospedaliero è nel 2024 pari a 192 milioni di euro.

In assoluto, la Lombardia è quella che spende di più, quasi 570 milioni di euro, si ferma a meno della metà la spesa del Piemonte (265 milioni di euro), mentre la Liguria, con oltre 132 milioni di euro, in proporzione è quella che spende di più. Sembrano tanti soldi, ma, a dire di tutti gli esperti del settore, non sono sufficienti.

L’abbandono delle cure

Da segnalare, infine, il problema del precoce abbandono delle cure. Secondo il rapporto sulla salute mentale del ministero della Salute, l’82,2% dei pazienti psichiatrici seguiti dai servizi specialistici italiani abbandona le cure senza alcun accordo con i medici. Solo il 10% circa delle interruzioni avviene perché il percorso terapeutico si è concluso regolarmente. E’ questo il tema che preoccupa di più.

Sono tanti i pazienti in cura per malattie mentali. Ma quali sono le patologie coinvolte? Ci sono diversi gruppi diagnostici in cui sono suddivise. Ecco una sintesi per capire quant’è vasto il problema.

• Il gruppo diagnostico “Schizofrenia e altre psicosi funzionali” comprende quelle gravi condizioni psichiatriche caratterizzate da una perdita di contatto con la realtà, deliri, allucinazioni e alterazioni del pensiero.

• Il gruppo “Mania e disturbi affettivi bipolari” tratta i disturbi caratterizzati da alterazioni cicliche dell’umore, come il disturbo Bipolare di Tipo I e II o indotto da sostanze/farmaci. Si distinguono per la presenza della mania, uno stato di euforia patologica, irritabilità, ridotto bisogno di sonno e aumento di energia.

• Il gruppo “Depressione” comprende patologie caratterizzate da tristezza, perdita di interesse e alterazioni cognitive e fisiche.

• Il gruppo “Sindromi nevrotiche e somatoformi” comprende disturbi psichiatrici legati principalmente all’ansia, allo stress e alla somatizzazione fisica: vanno dalle varie forme di fobia, come ad esempio l’agorafobia (paura dei luoghi affollati) o la claustrofobia (paura dei luoghi chiusi e angusti quali gli ascensori) ai disturbo ossessivo-compulsivi fino all’ipocondria.

• Il gruppo “Disturbi della personalità e del comportamento” comprende dal paranoide che mostra diffidenza e sospettosità verso gli altri al borderline che denota instabilità nelle relazioni interpersonali, nell’immagine di sé e negli affetti, con marcata impulsività.

• Il gruppo “Alcolismo e tossicomanie” comprende i disturbi per uso di sostanze.

• Il gruppo “Demenze e disturbi mentali organici” tratta le patologie caratterizzate dal deterioramento delle funzioni cognitive (memoria, linguaggio, attenzione) e da alterazioni comportamentali e psicologiche: parliamo di Alzheimer piuttosto che della malattia di Parkinson, ma anche di demenze vascolari o dovute a traumi cranici.

• Il gruppo diagnostico “Ritardo mentale” comprende patologie di cui alcune facilmente diagnosticabili come la Sindrome di Down e quella del Cromosoma X Fragile, di natura genetica, e altre avvolte nel mistero perché non se ne conosce la causa scatenante.

 

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