I dati del Censimento della popolazione Istat 2024 certificano che in Italia vivono poco meno di 59 milioni di persone (58.943.464) distribuiti in: 20 regioni, 107 province (di cui tre province autonome), 7.896 comuni (-2 nel 2026). La regione più popolosa è la Lombardia, con più di 10 milioni di abitanti, seguita dal Lazio (5 milioni 700mila) e dalla Campania (5 milioni 600mila). Veneto, Sicilia, Emilia Romagna e Piemonte, in ordine decrescente hanno una popolazione tra 4.255 mila e 4.857 mila abitanti. Puglia e Toscana superiore ai 3milioni e mezzo. Le altre sette regioni sono al di sotto dei due milioni di abitanti, di cui quattro al di sotto di un milione (Umbria, Basilicata, Molise e Valle d’Aosta).
I dati del 2024 confermano la tendenza ormai decennale, dal 2014, al calo ininterrotto della popolazione residente in Italia. Non si tratta di una congiuntura ma di un andamento consolidato. Negli ultimi tre anni (dal 2021 al 2024) il saldo naturale (-896.084) della popolazione non è stato compensato da quello migratorio estero (804.696). La diminuzione, leggermente attenuata dall’aggiustamento statistico, di cui fa parte il fattore censimento (+4.719), è di 86.669 unità (-1,5 per mille). Tuttavia, gli andamenti sul territorio sono tutt’altro che omogenei e producono una redistribuzione della popolazione tra ripartizioni, regioni, province e comuni. Nel Nord, sia Nordest che Nordovest, aumenta la popolazione residente (+190.194), ma con variazioni differenziate. Lombardia (+0,9%) ed Emilia-Romagna (+0,8%) sono in crescita, le altre praticamente stabili: Veneto (+0,1%), Liguria (+0,1%), Piemonte (-0,1%), Friuli Venezia Giulia (-0,1%). In calo la Valle d’Aosta (-0,7%). Centro, Sud e Isole perdono popolazione e così tutte le loro regioni.
In Piemonte la popolazione rimane stabile grazie all’immigrazione