Inchiesta sull'economia domestica

Far quadrare i conti: un esercizio sempre più difficile per tutti

Economia domestica sempre più difficile per le famiglie italiane: i dati del Termometro di Altroconsumo.

Far quadrare i conti: un esercizio sempre più difficile per tutti

Immagine di apertura creata con intelligenza artificiale.

Solo una famiglia italiana su tre è riuscita a sostenere le spese senza difficoltà nel 2025 e più della metà delle famiglie prevede che quest’anno incontrerà maggiori difficoltà. Inoltre, una famiglia su tre sostiene di aver avuto difficoltà a risparmiare.

E’ tutt’altro che roseo il quadro tracciato dal Termometro Altroconsumo, l’indagine annuale che misura la capacità delle famiglie di affrontare le principali spese dell’anno precedente e le aspettative per l’anno in corso. Inoltre, evidenzia forti preoccupazioni da parte delle famiglie per un futuro che resta più che mai incerto. Se poi si aggiungono le fosche previsioni espresse anche dal nostro Governo, causa guerra in Medio Oriente, c’è davvero poco da stare allegri.

Scarsa capacità di spesa e di risparmio

L’indice della capacità di spesa rilevato da Altroconsumo si è attestato nel 2025 a 49,3 punti/100, in lieve ripresa rispetto al 2024; ma solo una famiglia su tre è riuscita a sostenere le spese senza difficoltà.

L’indagine, eseguita su un campione di 2.882 persone tra i 25 e i 79 anni, distribuite su tutto il territorio nazionale, prende in considerazione le principali voci di spesa delle famiglie – casa, salute, mobilità, alimentazione, istruzione, cultura e tempo libero – e restituisce un indice sintetico della capacità di sostenerle che nel 2025, appunto, si è attestato a 49,3 punti su 100, confermando il leggero miglioramento già registrato nel 2024 dopo diversi anni di flessione.

Ma se il dato segnala un moderato recupero, non consente, però, di parlare di una reale inversione di tendenza. Il 17% delle famiglie italiane, infatti, risulta ancora sottoposto a una forte pressione economica, con difficoltà per ciascuno degli ambiti di spesa affrontati. Inoltre, per il 35% delle famiglie è stato molto difficile, se non impossibile, riuscire a risparmiare nel corso dell’anno.

La situazione nel Nordovest

Tra le regioni del Nordovest, quella messa meglio è indubbiamente il Piemonte: qui, secondo il Termometro, risulta un indice di 52,1 punti/100, di quasi tre punti superiore alla media nazionale. Fa meglio solo l’Umbria che registra un indice di 53,8. Comunque, risultano sopra la media anche Liguria e Lombardia, rispettivamente con un indice di 50,3 e 49,8.
Le maggiori difficoltà sono state riscontrate dalle risposte dei cittadini delle regioni del Sud e delle Isole, con le Marche che si fermano a un indice del 46,8 e la Sardegna a 47,1. Mancano, però, i dati di alcune regioni del Centro Sud, quali Calabria, Basilicata, Abruzzo e Molise.

Le prospettive 2026 sono anche peggiori

Secondo il Termometro di Altroconsumo, le prospettive per il futuro restano incerte. Certo le guerre e le forti tensioni geopolitiche con l’aumento dei costi di energia e carburanti non aiutano, ma rischiano di erodere ancora di più il potere d’acquisto delle famiglie. Gli esperti calcolano che potranno avere mediamente un’incidenza di circa 300 euro in più a famiglia.
Infatti, per il 2026 le famiglie italiane prevedono un peggioramento della situazione economica: l’indice delle aspettative future si ferma a 47,5 punti, quasi due punti in meno rispetto alla valutazione relativa al 2025.

«Più della metà degli intervistati (52%) ritiene che la propria famiglia avrà maggiori difficoltà a sostenere le spese nel 2026 – si legge nel report – mentre circa un terzo pensa che la situazione potrà migliorare e il 16% prevede che resterà invariata».

Non va meglio sul fronte del risparmio. Le prospettive restano piuttosto fragili se il 69% degli intervistati ritiene che nel 2026 sarà difficile mettere denaro da parte, e per il 37% sarà molto difficile o addirittura impossibile. In un simile contesto, le spese obbligate – dall’abitazione all’energia, dagli alimentari ai trasporti – rischiano di assorbire una quota crescente dei bilanci familiari, comprimendo ulteriormente le altre voci di spesa.

Il dettaglio delle spese

Casa e salute si confermano anche nel 2025 le voci di spesa che mettono maggiormente in difficoltà le famiglie italiane. Il 47% degli intervistati dichiara di aver avuto problemi nel sostenere i costi legati all’abitazione, mentre il 43% segnala difficoltà per le spese sanitarie: in particolare, il 47% ha avuto difficoltà a sostenere le cure odontoiatriche e il 46% le visite mediche. Seguono le spese per cultura e tempo libero, che hanno creato difficoltà al 39% delle famiglie, e quelle legate a alimentazione e mobilità, entrambe indicate dal 35% degli intervistati.
Più contenuta, ma comunque significativa, la quota relativa all’istruzione (21%), anche perché va considerato che molte famiglie, non avendo figli che vanno a scuola, non hanno sostenuto questo tipo di spesa nel corso dell’anno: tra quelle che lo hanno fatto, il 44% dichiara di aver incontrato difficoltà nel sostenerla.

Entrando nel dettaglio delle singole voci, emergono alcune spese particolarmente gravose per i bilanci familiari. Nel 2025, infatti, le maggiori difficoltà sono state registrate per i costi legati al mantenimento e all’utilizzo dell’automobile, segnalati dal 52% degli intervistati, seguiti da viaggi e vacanze (51%). Pesano, inoltre, in modo significativo le bollette domestiche (41%) e la spesa alimentare, in particolare per carne, pesce e alternative vegetali (40%), ma anche per frutta e verdura (34%). Difficoltà molto rilevanti anche per le famiglie che devono sostenere un mutuo (47%) o pagare un affitto (43%).

 

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