E’ sul territorio lombardo che il conflitto scoppiato poco più di un mese fa in Medio Oriente sta avendo le ripercussioni più pesanti, per quanto riguarda il costo dell’energia nel nostro paese. Le famiglie lombarde quest’anno, dovranno pagare la bellezza di 1 miliardo e 143 milioni in più rispetto al 2025. Si parla di una cifra record di 9 miliardi e 753 milioni di euro per le bollette di luce e gas delle famiglie lombarde. E per le imprese la previsione dell’aumento raddoppia, arrivando a quota 2 miliardi e 292 milioni di euro in più rispetto al 2025, con una cifra totale di spesa per l’energia di 19 miliardi e 374 milioni di euro. E’ quanto si legge in una stima stilata dall’Ufficio studi della Cgia di Mestre, che vuole calcolare quanto impatteranno sulle bollette le incertezze determinate dagli sviluppi della guerra con l’Iran. Per le altre regioni del Nordovest la situazione non è migliore: in Piemonte il calcolo prevede un aumento di 879 milioni di euro in più per le imprese e 432 per le famiglie. In Liguria invece le imprese dovranno sborsare 175 milioni di euro in più rispetto al 2025, e le famiglie 134 milioni.
Il peso maggiore è nella componente elettrica
Scorporando le due categorie di spesa, luce (o meglio, energia elettrica) e gas, emerge come sulla bilancia degli aumenti pesi di più la componente legata all’energia elettrica, in termini assoluti. Nel 2026 si calcola una variazione assoluta di 10 miliardi e 224 milioni di euro (7 miliardi e 235 milioni per le imprese e 2 miliardi 989 milioni di euro a carico delle famiglie) per l’energia elettrica. Per il gas l’aumento, sempre in valori assoluti, è di 5 miliardi e 32 milioni di euro (2 miliardi 557 milioni per le imprese e 2 miliardi, 475 milioni di euro per le famiglie). In termini percentuali per il gas si registra una crescita del 14,6% rispetto all’anno scorso, mentre per l’energia elettrica la variazione è del 12,9% sul 2025.
«I rincari previsti per quest’anno rispetto al 2025 potrebbero raggiungere complessivamente i 15,2 miliardi di euro: 10,2 miliardi legati all’energia elettrica e 5 miliardi al gas».
Si prevede un’altra stangata in bolletta, anche se non è come gli aumenti scatenati dalla guerra tra Russia e Ucraina
Gas che ha aumentato il suo prezzo, sui mercati energetici, di 26 euro a MWh (+81%), mentre l’energia elettrica ha subito un rincaro di 41 euro per MWh (+38%).
«Si tratta – così si legge nel report – di una vera e propria stangata, con il rischio concreto di mettere sotto pressione i bilanci domestici e la tenuta finanziaria di molte aziende. Il quadro, tuttavia, non è ancora compromesso. Ovviamente, molto dipenderà dalla durata del conflitto, dalla sua intensità e da un eventuale allargamento del teatro di guerra. La situazione, seppur preoccupante, è comunque molto diversa da quanto successe qualche mese dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. Se nel 2022 la media del prezzo del gas toccò i 123,5 euro per MWh, il prezzo dell’energia elettrica si stabilizzò addirittura a 303 euro per MWh; oggi, nonostante i forti rialzi avvenuti in queste ultime settimane, il gas è quotato a quasi 58 euro per MWh e l’energia elettrica supera i 148 euro per MWh».