Dormono troppo poco e, in molti casi, fuori dagli orari biologicamente più adatti. E’ il quadro che emerge tra gli studenti universitari: il 74% dorme meno delle 8-9 ore raccomandate dall’Associazione mondiale di medicina del sonno e circa 1 su 5 presenta un disturbo del ritmo circadiano, il cosiddetto “ritardo di fase” o “cronotipo gufo”.
Questi giovani tendono ad addormentarsi molto tardi e avrebbero bisogno di dormire più a lungo nelle prime ore del mattino, ma lezioni, esami e impegni lavorativi spesso non lo consentono. Il risultato è il cosiddetto “social jet lag”: una cronica riduzione del tempo dedicato al sonno che può tradursi in maggiore stress, stanchezza e sonnolenza diurna, sintomi ansiosi e depressivi e un peggioramento del rendimento scolastico. Un problema tutt’altro che marginale, ma ancora sottodiagnosticato e spesso confuso con l’insonnia. La prevalenza nella popolazione generale è stimata tra il 7 e il 16%: in Piemonte si parla di circa 45 mila persone. A occuparsi di questi disturbi è il Centro di riferimento regionale di Medicina del Sonno delle Molinette, diretto dal professor Alessandro Cicolin, in collaborazione con i Dipartimenti di Neuroscienze e Psicologia dell’Università di Torino.
Dopo il monitoraggio del ciclo sonno-veglia, vengono definiti percorsi terapeutici personalizzati, basati soprattutto su strategie non farmacologiche: dalla cronoterapia, che modifica progressivamente l’orario del sonno, alla fotostimolazione con luce calibrata, fino alla melatonina quando indicata. Il sonno è essenziale per memoria, attenzione, regolazione delle emozioni, equilibrio ormonale e salute cardiovascolare. Le alterazioni croniche del sonno sono inoltre associate a un maggiore rischio di patologie come infarto, ictus, diabete, obesità, tumori e demenza, con ricadute anche sui costi sanitari. Fondato nel 1999 e riconosciuto dal 2003 come centro regionale di riferimento, il Centro delle Molinette segue oltre 9mila pazienti e offre diagnosi strumentali e trattamenti farmacologici e non. Un’équipe multidisciplinare di medici, psicologi, infermieri e tecnici accompagna i pazienti verso diagnosi e terapie personalizzate.
«Si parla ancora troppo poco dei problemi del sonno, che sono in continuo aumento», sottolinea il direttore generale dell’Aou Città della Salute e della Scienza, Livio Tranchida.