L'indagine

Manifattura lombarda in crescita

Produzione stabile nel secondo trimestre 2026, mentre salgono fatturato e ordini. Preoccupano però il rincaro delle materie prime e l’incertezza internazionale.

Manifattura lombarda in crescita

La manifattura lombarda continua a crescere, anche se a un ritmo più contenuto.

Nel secondo trimestre del 2026 la produzione industriale è aumentata dello 0,1% rispetto al trimestre precedente, confermandosi sui livelli più alti della serie storica. A sostenere le imprese sono soprattutto il fatturato, in crescita dell’1,4%, e gli ordini provenienti dall’estero, saliti del 2,5%. Più contenuto, ma comunque positivo, l’andamento della domanda interna, con ordinativi in aumento dello 0,5%. Anche il mondo dell’artigianato mostra segnali incoraggianti: produzione a +0,5%, fatturato a +0,7% e ordini interni a +0,5%. Anche in questo caso è il mercato estero a fare da traino, con ordinativi in crescita dell’1,4%. I dati dell’Osservatorio economico di Unioncamere Lombardia restituiscono quindi l’immagine di un sistema produttivo che continua a reggere, nonostante uno scenario internazionale tutt’altro che semplice.

Export sempre più decisivo

Guardando al confronto con lo stesso periodo del 2025, i numeri confermano il segno positivo. La produzione cresce del 2,1% nell’industria e del 2% nell’artigianato. Il fatturato aumenta rispettivamente del 4,4% e del 2,5%. A giocare un ruolo sempre più importante è l’export. La quota di fatturato industriale realizzata oltreconfine raggiunge infatti il 39,3%, mantenendosi sui massimi livelli storici. Anche la domanda interna, dopo una fase più debole, mostra segnali di recupero: su base annua gli ordinativi crescono del 2,8% nell’industria e dell’1,1% nell’artigianato. Le aspettative degli imprenditori, inoltre, sembrano migliorare. Nell’industria tornano positive le valutazioni su produzione, fatturato, domanda estera e occupazione. Resta più debole il mercato interno, anche se il saldo negativo si riduce in modo significativo, passando dal -9,5% al -2,5%.

I settori che crescono di più

La ripresa non riguarda tutti i comparti allo stesso modo, ma la maggior parte dei settori industriali registra risultati positivi. Le performance migliori si osservano nei mezzi di trasporto, con una crescita del 5,5%, seguiti da pelli e calzature (+3,3%), chimica (+3%), alimentare (+2,8%), carta-stampa (+2,7%) e meccanica (+2,4%).In calo, invece, siderurgia (-0,5%), legno-mobilio (-0,9%) e abbigliamento (-2,9%). Nell’artigianato spiccano soprattutto minerali non metalliferi (+6,7%) e tessile (+5,6%). Sopra la media anche legno-mobilio, gomma-plastica e meccanica. L’unico comparto in flessione è la siderurgia, che registra un calo del 6,3%.

Il problema resta il caro materie prime

Accanto ai segnali positivi, non mancano però gli elementi di preoccupazione. Il principale è rappresentato dall’aumento dei costi. Nel secondo trimestre i prezzi delle materie prime sono saliti del 4,5% per l’industria e del 6,4% per l’artigianato: gli incrementi più elevati degli ultimi due anni. Un fattore che rischia di mettere sotto pressione soprattutto le imprese più esposte ai costi energetici e all’approvvigionamento delle materie prime.

Tiene anche il mercato del lavoro

Nell’industria gli ingressi continuano a superare le uscite, con un saldo occupazionale positivo dello 0,3%. Nell’artigianato il saldo è invece nullo. Il ricorso alla cassa integrazione rimane comunque contenuto. Il quadro, insomma, resta positivo, ma invita alla prudenza. La manifattura lombarda continua a dimostrare capacità di tenuta e competitività, con l’export sempre più centrale. Sul futuro pesano però le tensioni internazionali, il costo delle materie prime e le difficoltà legate all’accesso al credito. La sfida dei prossimi mesi sarà riuscire a trasformare questa capacità di resistenza in una crescita più stabile e duratura.