C’è lavoro, ma non sempre ci sono le persone per farlo. È questa la fotografia che arriva dal nuovo monitoraggio Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro: a settembre le imprese italiane prevedono 565mila entrate, un numero che sale a 1,5 milioni se si considera l’intero trimestre settembre-novembre. La domanda, rispetto allo stesso mese del 2025, è leggermente diminuita, dello 0,6%, ma il problema per le aziende rimane soprattutto quello di trovare i profili cercati.
Nel quadro territoriale, la Lombardia si conferma in cima alla graduatoria per numero di entrate programmate, con 114.480 ingressi previsti a settembre. Segnalata per la Liguria una contrazione del 7,2% rispetto a settembre 2025, una delle flessioni più marcate registrate tra le regioni.
E’ un mercato del lavoro che continua dunque a offrire opportunità, ma nel quale domanda e offerta faticano a incontrarsi. Le imprese dichiarano infatti difficoltà nel reperire il 44,1% dei lavoratori che intendono inserire. Il motivo principale è la mancanza di candidati; più contenuto, ma comunque presente, il problema di una preparazione ritenuta non adeguata.
Servizi in prima fila
A guidare la domanda sono soprattutto i servizi, che concentrano il 65,6% delle entrate programmate. Industria e costruzioni rappresentano il 26,5%, mentre al settore primario spetta il 7,9%. Quanto alle figure professionali, le imprese cercano soprattutto personale per gli impieghi, le attività commerciali e i servizi: sono 177mila le entrate previste in questo gruppo, pari al 31,4% del totale. Seguono gli operai specializzati e i conduttori di impianti e macchine, con 163mila ingressi, pari al 28,8%, e dirigenti, specialisti e tecnici, con 120mila ingressi, il 21,3% della domanda. In cima alla lista delle singole professioni ci sono gli esercenti e addetti alle attività di ristorazione, con 66.790 ingressi programmati, pari all’11,8% del totale. Seguono gli addetti alle vendite (41.300), il personale non qualificato nei servizi di pulizia (34.820) e il personale non qualificato addetto allo spostamento e alla consegna delle merci, insieme ai conduttori di veicoli a motore (29.180).
Le professioni che avanzano
Il rapporto introduce inoltre una nuova chiave di lettura: l’individuazione delle professioni che registrano i maggiori incrementi rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Tra dirigenti, specialisti e tecnici emergono i tecnici di apparecchiature ottiche e audio-video, gli specialisti dell’educazione e della formazione e gli ingegneri. Tra impiegati, professioni commerciali e servizi crescono invece gli addetti alle macchine d’ufficio, gli esercenti delle vendite e le professioni qualificate nei servizi ricreativi e culturali. Sul fronte degli operai specializzati e dei conduttori di impianti e macchine, gli incrementi più significativi riguardano i conduttori di veicoli a motore, i conduttori di macchine per il movimento terra, il sollevamento e la movimentazione dei materiali e gli operai addetti a macchine automatiche e semiautomatiche per la lavorazione di metalli e prodotti minerali.
Quasi un posto su due è difficile da coprire
Il dato più significativo per le aziende è però quello sul reperimento. Nel complesso, il 44,1% dei lavoratori ricercati è difficile da trovare. In alcuni casi il problema assume dimensioni ancora più rilevanti. Per gli specialisti nelle scienze della vita, la difficoltà di reperimento arriva al 73,3%; è del 67,3% per direttori e dirigenti generali di aziende e del 63,5% per i tecnici in campo ingegneristico. Tra le professioni commerciali e nei servizi, il dato raggiunge addirittura il 90,9% per gli esercenti delle vendite e il 72,6% per le professioni qualificate nei servizi ricreativi e culturali. Tra gli operai specializzati, il mismatch arriva all’86% per brillatori, tagliatori di pietre e coltivatori di saline e all’83,8% per i conduttori di impianti per l’estrazione e il primo trattamento dei minerali.
Esperienza, giovani e stabilità
Le imprese continuano a puntare soprattutto sull’esperienza: nel 65% dei casi viene richiesta una specifica esperienza professionale o maturata nello stesso settore. Il 18,5% delle entrate è destinato invece a persone con un titolo terziario, laurea o diploma ITS Academy. Sul totale degli ingressi programmati, il 27,6% riguarda under 30, il 23% lavoratori stranieri e il 17,1% personale femminile. Quanto alla forma contrattuale, il 22% delle entrate sarà stabile, con un contratto a tempo indeterminato oppure di apprendistato.