Continua inesorabile, seppur con qualche difficoltà di vario genere, la transizione ecologica nel nostro Paese. Uno dei punti di osservazione da cui da cui notare alcuni passi avanti è quello che riguarda il trasporto pubblico locale. Secondo una ricerca dell’Istat infatti nel 2024 le flotte hanno registrato un importante rinnovamento: circa la metà degli autobus circolanti non va più a gasolio, a fronte di una netta crescita dei mezzi elettrici o ibridi. Tuttavia la dinamica della domanda nell’anno preso in esame è ancora debole, e resta evidente un divario tra le regioni del Nord e quelle del Sud Italia.
Crescono in maniera importante anche le infrastrutture del trasporto rapido di massa cosiddette a impianti fissi: tram, filobus e metropolitana. La cosa è resa possibile da un capitolo specifico del Pnrr, dedicato proprio allo “sviluppo del trasporto rapido di massa”. «L’estensione delle reti in esercizio – si legge nel report dell’Istat – aumenta in misura significativa per la metropolitana (212,3 km, +7,3% rispetto al 2023) e il filobus (305,3 km, +4,2%), mentre resta sostanzialmente invariata per il tram (360,8 km, -0,5%). Nei capoluoghi metropolitani, dove si concentra l’85% di queste infrastrutture, si contano, in media, 22,8 km di tramvie per 100 km2 di superficie urbanizzata (105,5 a Milano e 64,6 a Torino), 13,6 km/100 km2 di filovie (94,5 a Cagliari e 90,4 a Bologna) e 13,2 km/100 km2 di metropolitana (58,5 a Milano e 23 a Napoli)».
La maggioranza dell’offerta di trasporto pubblico locale è rappresentata dagli autobus. Questa forma di trasporto riguarda il 56,9% dell’offerta di TPL nei Comuni capoluogo italiani. Quota che supera il 90% in 4 capoluoghi su 5. Gli autobus a basse emissioni nel 2024 sono il 48,4% del totale, con un incremento di 8,1 punti percentuali sull’anno precedente e 16,8 punti percentuali dal 2019. «La quota complessiva aumenta in tutte le ripartizioni e raggiunge il 63,8% nei capoluoghi del Nord-est; resta invece nettamente inferiore alla media nel Nord-ovest (42,5%) e nel Mezzogiorno (39,5%). Il valore aggregato dei capoluoghi metropolitani (47,5%) è prossimo alla media nazionale ma riporta al suo interno una variabilità molto ampia: la quota dei bus a basse emissioni supera il 75% a Bologna e Bari e il 50% a Venezia, Roma e Catania, mentre all’estremo opposto, con valori molto inferiori alla media, si collocano Genova, Firenze e Reggio di Calabria».
Bus elettrici e ibridi giocano la parte del leone (+54,9% dall’anno precedente), a discapito di quelli alimentati a gas, che registrano incrementi marginali (+9,7%). I bus a gas rimangono comunque più numerosi di quelli elettrici o ibridi: sono il 29,9% degli autobus in esercizio nei Comuni capoluogo, contro il 18,4% dei bus elettrici e ibridi. Gli autobus alimentati a gas sono più diffusi nel Nord-est (46,5%) e nel Centro (36,6%), mentre quelli elettrici e ibridi si concentrano nel Nord-ovest (26,4%). «Anche a seguito degli investimenti realizzati, non si rilevano differenze sostanziali tra le quote di autobus Euro 6 o a emissioni zero delle città del Nord (61,7%), del Centro (59,1%) e del Mezzogiorno (61,7%)», specificano dall’istituto di statistica: «Restano ancora in circolazione, tuttavia, quote consistenti di veicoli Euro 5, immatricolati da più di 11 anni (26,5%), e delle classi precedenti, immatricolati da più di 16 anni (il 12,5% nell’insieme dei capoluoghi, e il 22% nelle città del Sud)».
L’offerta di TPL si è stabilizzata, dopo il forte recupero post pandemia: nel 2024 i servizi hanno prodotto nei comuni capoluogo 4.699 posti-km per abitante. Rispetto al 2023 è il 2% in più, ma è lo stesso valore del 2021, segno della stabilizzazione. Continua a ridursi la differenza tra le città del Centro-Nord e quelle del Mezzogiorno, dove l’offerta negli ultimi 2 anni è cresciuta del +13,2% a fronte di una flessione del -2,5% del Centro e del -1,3% nelle città del Nord. «Il divario territoriale- concludono dall’Istat – resta comunque molto ampio (5.979 posti-km/ab. nel Nord e 5.263 nel Centro, contro i 2.240 del Mezzogiorno). Milano si conferma la città con l’offerta più alta di Tpl (16.374 posti-km/ab.), seguita da Venezia (9.950), Roma (7.293) e Firenze (7.072), tutte sopra la media dei capoluoghi metropolitani (6.820)».