di Micol Baronio
Tenere il cellulare in tasca, sotto la giacca o appoggiato direttamente al corpo è diventato un gesto automatico. Eppure, come sottolinea Michele Sinitari, esperto di elettrosmog di 1Life Solution, le stesse indicazioni ufficiali dei produttori invitano a mantenere una distanza precisa tra lo smartphone e il corpo durante la trasmissione. Apple indica 5 millimetri di separazione dal busto; Google, per alcuni modelli Pixel, da 5 millimetri a un centimetro; Huawei e Motorola 5 millimetri; Sony arriva a 10 millimetri, mentre OnePlus parla anche di 15 millimetri.
Non si tratta di una semplice formalità: sono le distanze utilizzate per verificare il rispetto dei limiti di esposizione alle radiofrequenze. Se il telefono è aderente al corpo, questa separazione viene completamente annullata. Il primo consiglio di Sinitari è quindi quello di non tenere lo smartphone costantemente nelle tasche dei pantaloni, della camicia o della giacca, soprattutto mentre sta trasmettendo. Durante una telefonata è preferibile utilizzare il vivavoce o un sistema a mani libere, evitando di mantenerlo a lungo vicino alla testa. Quando non è necessario averlo addosso, meglio appoggiarlo su un piano, aumentando la distanza dal corpo.
Una cautela ancora maggiore serve quando il segnale è debole. In assenza di una buona copertura, infatti, il telefono continua a cercare la rete e tende a impegnare maggiormente il proprio comparto radio. Per questo sarebbe opportuno limitare le chiamate e non tenere il dispositivo aderente al corpo in ascensore, nei parcheggi sotterranei, in metropolitana o in altre zone nelle quali il segnale arriva con difficoltà.
Attenzione anche durante gli spostamenti in automobile o in treno. Il telefono passa continuamente da una cella all’altra e deve gestire frequenti variazioni di copertura. La combinazione tra movimento, segnale instabile e contatto diretto con il corpo rappresenta una delle condizioni meno prudenti. In queste situazioni è meglio riporre il cellulare lontano dal corpo e rimandare, se possibile, telefonate lunghe o trasferimenti pesanti di dati.
Un’altra condizione critica è l’utilizzo dello smartphone come hotspot. In questo caso il telefono non si limita a ricevere, ma trasmette continuamente per mantenere collegati computer o altri dispositivi. Lo stesso accade durante videochiamate, dirette streaming, caricamento di file, backup su rete mobile e utilizzo prolungato dei dati. Il consiglio concreto è non tenere il telefono in tasca o in mano, ma appoggiarlo a una certa distanza.
Sinitari richiama infine l’attenzione sulle custodie. Diversi produttori sconsigliano accessori contenenti parti metalliche, perché possono modificare il comportamento del dispositivo durante la trasmissione. Non basta, quindi, avere una cover: occorre verificare che sia adatta e che non impedisca di rispettare la distanza indicata dal produttore.
La regola da ricordare è molto semplice: quando il telefono sta trasmettendo, soprattutto con poco segnale o un traffico dati intenso, è meglio non tenerlo attaccato al corpo. Aumentare la distanza e ridurre il tempo di contatto sono due accorgimenti immediati che non richiedono di rinunciare alla tecnologia.