I suggerimenti di Vassiliki Tziveli*

Perché il lunedì ci mette così in crisi

*mental coach e giornalista.

Perché il lunedì ci mette così in crisi

di Vassiliki Tziveli*

Ogni settimana si ripete lo stesso copione. La domenica sera il tempo sembra accelerare, il relax lascia spazio ai pensieri e il lunedì viene vissuto come un ostacolo da superare. C’è chi fatica ad addormentarsi, chi si sveglia già stanco, chi avverte un senso di pesantezza ancora prima di iniziare la giornata. Eppure il lunedì, in sé, non ha nulla di diverso dagli altri giorni e a cambiare è solo il significato che gli attribuiamo.
Il lunedì rappresenta molto più dell’inizio della settimana lavorativa o scolastica, è uno specchio del nostro stato emotivo che ci mette davanti al rapporto che abbiamo con il nostro lavoro, con gli impegni, con le responsabilità e, soprattutto, con noi stessi.
Molte persone credono di odiare il lunedì, ma in realtà faticano ad affrontare una routine che non sentono più propria. Quando ci alziamo senza entusiasmo, quando ogni giornata sembra uguale alla precedente, quando viviamo aspettando soltanto il fine settimana, il problema non è il calendario, ma il modo in cui stiamo vivendo la nostra vita.
Naturalmente esiste anche una spiegazione psicologica. Dopo due giorni di maggiore libertà, il cervello deve riadattarsi a ritmi, orari e richieste diverse. Questo passaggio può generare una sensazione di fatica e di resistenza, soprattutto se durante il weekend abbiamo modificato drasticamente gli orari del sonno o ci siamo completamente disconnessi dalla quotidianità.
Tuttavia, quando quel disagio si ripete ogni settimana con la stessa intensità, vale la pena fermarsi ad ascoltarlo. Il lunedì diventa allora un indicatore prezioso che può raccontarci che siamo stanchi, che abbiamo bisogno di recuperare energie, che stiamo portando avanti obiettivi che non sentiamo più nostri o che abbiamo trascurato il nostro equilibrio tra vita personale e lavoro. Ignorare questi segnali significa continuare a vivere in automatico, aspettando continuamente il prossimo weekend, le ferie o le vacanze per sentirci davvero bene.
Questo vale anche per bambini e adolescenti. Dietro il rifiuto di tornare a scuola non sempre c’è pigrizia. A volte si nascondono ansia, difficoltà relazionali, paura del giudizio o semplicemente il timore di non sentirsi all’altezza. Liquidare tutto con un “ti passerà” rischia di far sentire i ragazzi poco compresi. Ascoltare, invece, permette di cogliere ciò che quelle emozioni stanno cercando di comunicare.
La vera sfida non è imparare ad amare il lunedì, ma costruire una quotidianità che non ci faccia desiderare continuamente di fuggire. Nessuno può vivere ogni giorno con entusiasmo assoluto, ma tutti possiamo chiederci se la direzione che stiamo seguendo sia davvero coerente con i nostri valori, i nostri obiettivi e il nostro benessere. Forse il lunedì non è il nemico che immaginiamo ma può diventare l’occasione di ripartire con maggiore consapevolezza, fare piccoli cambiamenti e ricordare che la qualità della nostra vita non dipende solo da ciò che accade nel fine settimana, ma da come scegliamo di vivere ogni singolo giorno.

*mental coach e giornalista