Immagine di copertina generata con l’AI
Sarà la guerra in Medio Oriente con tutte le sue conseguenze, soprattutto sotto l’aspetto energetico. Certo è che quando arrivano le grandi festività, com’è cattiva tradizione, spesso sono accompagnate dai rincari di diversi prodotti. E anche la Pasqua di quest’anno non fa eccezione.
Nel mirino le uova di cioccolato
A finire sul tavolo degli imputati quest’anno sono soprattutto le classiche uova di cioccolato. Su questo tema la percezione degli italiani non lascia scampo: secondo una rilevazione realizzata dall’Istituto Piepoli per Udicon – Unione per la Difesa dei Consumatori, quasi 9 italiani su 10 ritengono che oggi le uova di Pasqua costino molto più di qualche anno fa. Non solo: l’opinione più diffusa è che nel tempo si siano pure ridotte le loro dimensioni. Insomma, più piccoli e più cari. Un’opinione che ha un effetto immediato sulle abitudini di acquisto: tre italiani su quattro, infatti, hanno detto che il prezzo dei prodotti pasquali influenzerà le loro decisioni di spesa, spingendo molti a ridurre le quantità acquistate o a orientarsi verso alternative più convenienti. Anche secondo un sondaggio di IZI per L’aria che Tira, la spesa alimentare subirà una contrazione del 37%.
A dire che le uova di cioccolato abbiano subito un netto rincaro è anche il Codacons, che ha analizzato l’andamento dei prezzi al dettaglio dei dolci tipici pasquali: «Quest’anno acquistare un uovo di cioccolato risulterà più costoso anche se gli aumenti dei listini risultano più contenuti rispetto a quelli registrati nell’ultimo biennio», sostiene l’associazione dei consumatori. Nei supermercati e nei negozi alimentari, al netto di offerte e promozioni, il Codacons registra ritocchi al rialzo rispetto allo scorso anno che vanno dal +6% fino a raggiungere per alcuni marchi il +10%. Al chilo, infatti, il prezzo di un uovo di cioccolato di marca industriale può arrivare a superare nel 2026 i 77 euro, contro i 70 euro dello scorso anno. A seconda delle dimensioni, della marca e della linea prescelta (se per adulti o per bambini), il costo di un uovo di cioccolato venduto nelle catene della grande distribuzione va dai 7 fino ai 22 euro. Per quelle artigianali il prezzo medio varia tra i 30 e i 40 euro, mentre per le uova gourmet si arriva a superare anche i 100 euro a pezzo.
E per fortuna che il prezzo del cacao ha subito un tracollo! Oggi il prezzo medio sui mercati è di circa 3.300 dollari la tonnellata, contro il record di 12mila dollari di fine 2024, mentre un anno fa, a marzo 2025, le quotazioni erano attorno agli 8mila dollari la tonnellata, con un deprezzamento del -58% in 12 mesi. Comunque, sembra che uova e prodotti dolciari a base di cioccolato venduti oggi nei negozi siano stati realizzati col cacao acquistato in precedenza dalle industrie alimentari a prezzi sensibilmente più alti rispetto a quelli odierni, e i produttori devono ancora smaltire le quantità di materia prima acquisite durante le quotazioni record. Da consumatori che possiamo dire, se non prenderne atto? E sperare che l’anno prossimo, visto il calo di oggi, non ci siano ulteriori incrementi.
Va un po’ meglio con le colombe
Rincari più contenuti per le colombe pasquali che, secondo il Codacons, si attestano attorno al +3% per la versione classica, con i prezzi medi di quelle industriali che variano tra 5,40 e 15,90 euro. Quelle farcite invece costano di più: tra 8,50 e 19,90 euro. D’altra parte, insieme ai classici dolci regionali, almeno una colomba sulla tavola di Pasqua non manca mai. Lo confermano i dati dell’Osservatorio Divina Colomba promosso da Goloasi che ha coinvolto 300 artigiani che assicurano come il 66% di loro quest’anno prevede un aumento dei volumi, specie per la colomba classica. Quest’ultima, infatti, è la più venduta per il 53,9% degli operatori seguita dalle varianti al cioccolato (24,3%) e alla frutta (14,8%). Sei laboratori su 10, infatti, ne propongono tra 4 e 6 gusti, e 2 su 10 arriva a superare le sei tipologie.
Uova alle stelle e dolci più costosi
A costare di più non sono solo le uova di cioccolato, ma anche quelle delle galline. E’ allarme, quindi, per i dolci in generale, visto che le uova sono la materia prima alla base di molti piatti tipici della Pasqua. La cucina di questo periodo, infatti, fa largo uso di uova sia nei dolci che nelle pietanze salate: dalla pastiera napoletana a vari tipi di frittata. Secondo la Commissione Unica Nazionale (Cun) di settore, i listini delle uova da consumo hanno fatto segnare una crescita del 27% rispetto a inizio gennaio 2025 per le uova da allevamento a terra e del 23% per le uova in gabbia. La ragione? Soprattutto l’ondata di influenza aviaria che ha colpito il mercato europeo nel 2025, ma anche l’incremento dei costi energetici e dei mangimi per l’alimentazione delle galline.
La “shrinkflation”
C’è poi da segnalare la percezione dei consumatori di trovarsi di fronte a un fenomeno sempre più discusso negli ultimi anni: la riduzione delle quantità a parità di prezzo, la cosiddetta shrinkflation. E questo vale sia per le uova che per le colombe. Infatti, secondo la rilevazione realizzata dall’Istituto Piepoli per Udicon, l’84% degli italiani afferma di averla notata nei prodotti alimentari che acquista abitualmente, con confezioni più piccole o prodotti che pesano meno pur mantenendo lo stesso prezzo: e molte uova non fanno eccezione.
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