Il progetto

Orientamento, il Piemonte riparte dai più giovani: «Il talento va scoperto prima ancora che coltivato»

I soggetti accreditati potranno presentare proposte in forma associata e lavoreranno insieme agli istituti scolastici, ai Centri per l’Impiego coordinati da Agenzia Piemonte Lavoro, all’Ufficio Scolastico Regionale, a Sviluppo Lavoro Italia, ai Comuni e alle altre realtà del territorio.

Orientamento, il Piemonte riparte dai più giovani:  «Il talento va scoperto prima ancora che coltivato»

Conoscere se stessi, scoprire le proprie inclinazioni e, soprattutto, iniziare presto a interrogarsi sul proprio futuro: è questa la direzione scelta dalla Regione Piemonte, che dopo i risultati ottenuti nel triennio 2023-2026 rilancia i servizi di orientamento destinati ai giovani tra gli 8 e i 24 anni.

Il nuovo avviso, rivolto ai soggetti accreditati, accompagnerà il prossimo anno scolastico 2026/27 e proseguirà fino al 31 dicembre 2028. Al centro c’è un’idea precisa: l’orientamento non deve iniziare quando arriva il momento di scegliere una scuola superiore o un percorso professionale, ma deve partire molto prima. Per questo il programma dedica particolare attenzione agli ultimi anni della primaria, coinvolgendo bambine e bambini nella scoperta di attitudini, passioni e professioni.

«Il talento va scoperto prima ancora che coltivato», sottolinea Daniela Cameroni, assessore della Regione Piemonte. L’obiettivo, spiega, è fare in modo che «nessun ragazzo debba scegliere il proprio futuro per caso o senza conoscere le opportunità» offerte dal territorio, mettendo in relazione giovani, formazione, professioni e imprese. Il nuovo programma conferma la presenza di oltre 500 orientatori nelle scuole, ma rafforza anche strumenti e modalità di intervento. Accanto ai laboratori in classe e alle consulenze individuali, uno spazio sarà riservato all’apprendimento in situazione. Studenti e docenti potranno visitare aziende e realtà imprenditoriali locali, confrontandosi direttamente con i lavori e le competenze richieste oggi e con quelle che saranno necessarie domani. Un ponte, dunque, tra scuola e mondo produttivo, costruito attraverso una rete che coinvolgerà tutte le otto province piemontesi.

I soggetti accreditati potranno presentare proposte in forma associata e lavoreranno insieme agli istituti scolastici, ai Centri per l’Impiego coordinati da Agenzia Piemonte Lavoro, all’Ufficio Scolastico Regionale, a Sviluppo Lavoro Italia, ai Comuni e alle altre realtà del territorio. Nel precedente triennio sono stati raggiunti oltre 400mila bambini, adolescenti e giovani. Più del 90% delle scuole secondarie di primo grado ha partecipato alla coprogettazione delle attività, mentre circa il 70% delle secondarie di secondo grado è stato coinvolto anche nelle iniziative legate alla formazione scuola-lavoro. Significativi anche i dati sulla scuola primaria: quasi 300 plessi raggiunti, oltre 2mila servizi di esplorazione delle professioni e più di 30mila bambini coinvolti. Sul fronte del rapporto con le imprese, invece, sono state realizzate oltre 500 visite orientative, con circa 9.500 partecipanti e quasi 200 aziende e realtà imprenditoriali coinvolte. Ora la sfida è trasformare questi numeri in un sistema ancora più capillare.