Un’azienda, la Novatir, che ha mosso i primi passi nel 1977 quando il titolare ha acquistato il primo mezzo, ora è attiva nel settore intermodale dei trasporti a livello nazionale e internazionale, specializzata in trasporti conto terzi, mettendo a disposizione un team di autisti qualificati.
Nel 2001 è subentrata la moglie Luisa Vergano: «Quando mio marito è mancato, avevamo tre figli, di 18, 16 e 8 anni – racconta Laura – e ci siamo dovuti “adattare”. Il maggiore, Domenico, pur frequentando il quarto anno di Agraria, era sempre stato appassionato di camion, diciamo che è cresciuto a pane e camion e non vedeva l’ora di lavorare; lui è autista e si occupa della manutenzione dei mezzi. Marta gestisce i dipendenti, io continuo a tenere la contabilità e a risolvere i problemi che si possono presentare ogni giorno. Silvia nel 2022 è partita per il Belgio, accettando un’offerta di un grande cliente che doveva poi aprire una sede in Italia. I ritardi l’hanno convinta a tornare da noi, dove è stata per un anno e mezzo ma poi il cliente ha effettivamente aperto e mia figlia ci ha lasciati. Io compirò 69 anni ma credo che continuerò: questo è un lavoro che ti entra nel sangue ed è difficile staccare, anche se non dormi di notte per le preoccupazioni, anche se i conti non sempre sono vantaggiosi a causa dei rincari e delle tasse. E’ un lavoro di sacrifici: deve piacere e a me piace. Credo che la pensione sia la morte del cervello per me, anche se ho cinque nipoti e potrei essere nonna a tempo pieno».
Una gestione famigliare che ha funzionato: «Sono fortunata perché i miei figli vanno d’accordo e si aiutano. A volte non mi ascoltano ma si cerca di procedere al meglio. Io spero ancora che Silvia torni perché averla per me è un aiuto prezioso. Sono orgogliosa di tutti e tre: sono cresciuti forse più in fretta rispetto ai loro coetanei, si sono responsabilizzati e si sono sempre dati da fare. Al momento è presto per capire se ci sarà una terza generazione alla guida di Novatir: i nipoti sono giovanissimi e solo uno di 13 anni ha manifestato dell’interesse verso l’impresa». Intanto si continua a lavorare.