La Lombardia resta la locomotiva d’Italia ma sembra con una velocità che rallenta. Per l’economia lombarda la seconda parte del 2026 sarà decisiva per provare a cambiare un passo ancora troppo lento evidenziato negli ultimi anni.
Secondo i dati forniti da Cna Lombardia nel Terzo Focus 2026 sul monitoraggio dell’economia regionale, realizzato dal Centro Studi Sintesi, le previsioni relative ai macro indicatori confermano che la crescita dovrebbe essere moderata e lo sarà fino alla fine dell’anno, con l’incognita di una situazione geopolitica sempre più determinante sulle scelte economiche dell’Italia e della stessa Regione.
Le proiezioni 2026 evidenziano una crescita sottolineata da un aumento leggermente più consistente per il Pil in crescita dello 0,7%. Anche sul fronte consumi la previsione di aumento resta allo 0,7%, mentre arrivano segnali positivi dalla propensione agli investimenti che tornano a crescere del 2,7%. Numeri confortanti anche per l’occupazione che segna un record con oltre 4,6 milioni di lavoratori. Anche l’artigianato lancia timidi segnali di ripresa con +836 imprese nel secondo trimestre 2026 rispetto al primo trimestre.
Un’ulteriore conferma sulla difficoltà del tessuto economico lombardo è quella delle crisi aziendali. Come sottolinea la Cgil regionale, la Cassa integrazione straordinaria in Lombardia continua a crescere: nei primi sei mesi del 2026 sono state autorizzate 18,5 milioni di ore, contro le 16,1 dello stesso periodo del 2025, con un aumento è del 14,94%. Crescono anche le ore autorizzate attraverso i Fondi di solidarietà. A giugno 2026 in Lombardia sono state 145.174, contro le 109.692 dello stesso mese del 2025, con un incremento del 32,35%.
Il quadro emerge con chiarezza anche dalle principali vertenze aperte sul territorio lombardo.
A Castelbelforte, nel Mantovano, lo stabilimento Mantua.it del gruppo Italpizza ha annunciato 50 esuberi senza ricorrere agli ammortizzatori sociali. A Malpensa, invece, lo spostamento delle attività cargo di Amazon verso l’aeroporto di Montichiari, nel Bresciano, determina, secondo quanto comunicato, 190 esuberi tra le lavoratrici e i lavoratori di MLE-BCUBE. Tra le vertenze aperte c’è anche quella di SIAE a Cologno Monzese, che coinvolge circa 600 lavoratrici e lavoratori. L’azienda è stata ammessa all’amministrazione straordinaria ai sensi della Legge Marzano. Preoccupa anche il piano annunciato da Electrolux, che prevede 200 esuberi nello stabilimento di Solaro e 1.700 a livello nazionale. Le organizzazioni sindacali ne hanno chiesto il ritiro, giudicandolo più vicino a uno smantellamento della capacità produttiva che a una vera riorganizzazione industriale.
Cgil Lombardia ribadisce la richiesta di un ammortizzatore sociale universale, capace di tutelare non soltanto chi è assunto direttamente dall’impresa coinvolta nella crisi, ma anche chi lavora negli appalti, nei servizi e negli affidamenti, senza limiti legati al contatore delle prestazioni.