C’è ancora il tavolo delle carte, il cruciverba della domenica, la partita a scacchi o a un gioco di società.
Ma sempre più spesso il campo da gioco è diventato uno schermo, e la partita si disputa sullo smartphone, sulla console o davanti al computer. E’ questa la fotografia che emerge dai dati Istat 2024 sulle abitudini di gioco degli italiani, una fotografia particolarmente interessante se si guarda al Nordovest. Nelle tre regioni il gioco resta un passatempo largamente diffuso, ma le modalità cambiano sensibilmente a seconda dell’età e dello strumento utilizzato.
In Italia, nel 2024, il 52,9% della popolazione di 14 anni e più, pari a 27 milioni e 510mila persone, ha praticato almeno un’attività di gioco nel corso dell’anno. Nel Nord la percentuale sale al 57,6%, ben più del 45,9% registrato nel Mezzogiorno. E nelle tre regioni prese in esame i valori sono ancora più alti.
Piemonte, la regione delle carte e dei giochi di società
In Piemonte il 59,1% degli over 14 ha giocato almeno una volta nel corso dell’anno. E’ una delle percentuali più alte del Paese e racconta un’abitudine ancora fortemente legata alle forme tradizionali. Le carte sono protagoniste: coinvolgono il 43,3% della popolazione. Seguono i cruciverba, con il 36,4%, e i giochi di società, con il 29%. Non sono trascurabili nemmeno scacchi e dama, al 18,3%, e biliardo e bowling, al 17,3%. Ma non si tratta soltanto di passatempo occasionale. In Piemonte il 14,4% della popolazione di 14 anni e più gioca almeno una volta alla settimana, mentre il 17,4% lo fa almeno una volta al mese. Il quadro piemontese sembra dunque raccontare una regione nella quale il gioco continua ad avere una forte dimensione sociale e familiare: carte, parole crociate e giochi da tavolo rimangono pratiche diffuse anche mentre il digitale conquista spazio.
Lombardia, la partita si sposta sul digitale
In Lombardia la partecipazione complessiva al gioco è leggermente più bassa, ma comunque elevata: 56,8% tra le persone di 14 anni e più. Anche qui le carte superano quota 40%, con il 43,1%, mentre i cruciverba arrivano al 33,4% e i giochi di società al 26,6%. Il gioco settimanale riguarda il 13,8% della popolazione. La vera peculiarità lombarda emerge però quando si cambia prospettiva e si passa dai giochi tradizionali ai videogiochi. Nel 2024 il 32,2% della popolazione lombarda di 3 anni e più ha utilizzato videogiochi. E tra chi gioca online, la Lombardia raggiunge una quota del 51,9%, superiore a quella piemontese e ligure. Lo smartphone è il dispositivo più utilizzato, scelto dal 65,8% dei giocatori online. Seguono console, con il 46,9%, e computer, con il 21,7%. E’ il segnale di una trasformazione ormai evidente: il videogioco non è più soltanto sinonimo di console. È un’attività che passa sempre più spesso dal dispositivo che milioni di persone hanno quotidianamente in tasca.
Liguria, dove il gioco corre su due binari
La Liguria presenta un profilo ancora diverso. Il 59,3% della popolazione di 14 anni e più ha praticato almeno un’attività di gioco nel 2024, praticamente ai vertici del confronto con Piemonte e Lombardia. Anche qui le carte mantengono un ruolo importante, con il 41,9%, ma è soprattutto il dato sui cruciverba, pari al 39,1%, a distinguere la regione. La Liguria è inoltre quella che, tra le tre regioni considerate, presenta la maggiore quota di persone che giocano almeno una volta alla settimana: 15,6%. Eppure è anche la regione nella quale i videogiochi raggiungono la percentuale più alta: 32,9% della popolazione di 3 anni e più. Lo smartphone domina nettamente tra i giocatori online liguri: lo utilizza il 71,1%. La console arriva al 49,2%, il computer al 24,8%. Il risultato è quasi una fotografia a doppia esposizione: da una parte carte e cruciverba, dall’altra smartphone e videogiochi. Due mondi che non sembrano necessariamente sostituirsi, ma convivere.
Tre regioni, tre identità
Il confronto restituisce differenze interessanti. Il Piemonte è la terra del gioco tradizionale, con la percentuale più alta di partecipazione complessiva alle attività ludiche e numeri particolarmente elevati per carte, giochi di società e scacchi. La Lombardia guarda maggiormente al digitale, con una diffusione dei videogiochi superiore a quella piemontese e una quota di utilizzo dei videogiochi online del 51,9%. La Liguria tiene insieme i due mondi: è ai vertici per la partecipazione ai giochi tradizionali e contemporaneamente registra la percentuale più alta di videogiocatori tra le tre regioni. Non è, insomma, una storia di vecchi giochi che scompaiono e nuovi giochi che prendono il loro posto: è piuttosto una storia di convivenza.
Il vero spartiacque è l’età
A livello nazionale, il cambio generazionale è evidente. I videogiochi raggiungono il 78,6% tra gli 11-14enni e il 72,2% tra i 15-17enni. Tra i giovani di 18-24 anni la quota è ancora del 58,4%, per poi scendere progressivamente con l’età. Nel complesso, giocano ai videogiochi il 36,4% degli uomini e il 23,4% delle donne. E’ soprattutto tra gli adolescenti che il confine tra gioco, socialità e tecnologia diventa più sottile. Nella fascia 11-14 anni il 44,7% dei maschi gioca ai videogiochi ogni giorno, contro il 13,8% delle femmine. E il fenomeno non riguarda soltanto il tempo trascorso davanti allo schermo. Tra i videogiocatori online di 11 anni e più, il 41% utilizza giochi nei quali è possibile spendere denaro per acquistare strumenti o avanzare nel gioco. Tra questi, il 47,9%, pari a 1 milione e 464 mila persone a livello nazionale, dichiara di aver effettivamente effettuato acquisti durante il gioco.
E poi ci sono le scommesse
Un capitolo distinto riguarda il gioco con vincite in denaro. Nel 2024 il 31,9% degli italiani di 14 anni e più, 16 milioni e 609 mila persone, ha partecipato almeno una volta a una delle forme di gioco considerate dall’Istat. Il dato è più alto tra gli uomini, 37,8%, rispetto alle donne, 26,4%. Qui il Nord presenta un’incidenza leggermente inferiore rispetto al Centro e al Mezzogiorno: 30,3%, contro il 33,6% e il 33,1%. Il Gratta e Vinci è la modalità più diffusa, con il 25,1% della popolazione, seguito da lotto e lotterie 16,5% e Superenalotto 13,8%.
Una società che continua a giocare, ma cambia tavolo
Alla fine, i numeri raccontano qualcosa di più di semplici abitudini di svago. Raccontano il modo in cui cambia la socialità. In Piemonte una partita a carte continua a essere una pratica familiare per oltre quattro persone su dieci. In Lombardia più di una persona su due tra i videogiocatori online utilizza questo canale di intrattenimento. In Liguria lo smartphone diventa il principale strumento per giocare online, mentre i cruciverba restano una delle attività più diffuse. Il 52,9% degli italiani che nel 2024 ha giocato almeno una volta e il 29,7% che ha utilizzato videogiochi mostrano due facce dello stesso fenomeno. Dal tavolo delle carte allo smartphone, dunque, non cambia la voglia di giocare. Cambia il tavolo.