La fibra ottica continua ad avanzare in Italia, ma dietro la crescita nazionale si nasconde una geografia ancora molto disomogenea. E’ uno dei dati più interessanti che emergono dalla Relazione annuale 2026 dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM), che fotografa la situazione al 31 dicembre 2025. In un Nordovest generalmente più avanzato rispetto alla media italiana, Lombardia, Piemonte e Liguria raccontano tre situazioni differenti: la prima rappresenta uno dei territori più dinamici, la seconda si colloca in una posizione intermedia, mentre la terza mostra ancora significativi margini di recupero.
Nel complesso, la fotografia nazionale è quella di una forte accelerazione. A fine 2025 il 77,6% delle famiglie italiane risultava raggiunto dalla tecnologia FTTH, cioè dalla fibra fino all’abitazione, con una crescita di 6,9 punti percentuali rispetto all’anno precedente. La copertura era appena del 30% nel 2019. Il dato assume particolare rilievo se si guarda al Nordovest. Secondo AGCOM, proprio quest’area geografica, insieme al Centro, presenta valori superiori alla media nazionale per la diffusione tra le famiglie delle connessioni commercializzate a 100 Mbit/s o più.
Lombardia, la spinta della grande area urbana
Il caso lombardo trova il suo simbolo più evidente in Milano. La provincia è infatti al primo posto in Italia per penetrazione delle linee FTTH, con il 52% delle connessioni su rete full fiber. E’ un dato che fotografa il vantaggio competitivo dei territori maggiormente urbanizzati e caratterizzati da una forte concentrazione di popolazione e attività economiche. Non è soltanto una questione di infrastrutture. La stessa AGCOM sottolinea come densità abitativa e caratteristiche del territorio incidano sulla possibilità di sviluppare la rete e sulla sua effettiva penetrazione. Nei grandi centri urbani, infatti, gli investimenti possono raggiungere un numero elevato di famiglie e imprese con costi infrastrutturali più sostenibili. La Lombardia si inserisce quindi nella parte più avanzata del processo di trasformazione della rete fissa: non solo maggiore disponibilità di fibra, ma anche una domanda crescente di connessioni veloci e di servizi digitali evoluti.
Piemonte, un territorio da leggere oltre i grandi centri
Per il Piemonte la Relazione non mette a disposizione, nel testo principale, un dato regionale FTTH altrettanto puntuale. Il quadro nazionale consente però di collocare la regione all’interno di un Nordovest che, per le connessioni ad almeno 100 Mbit/s, si trova sopra la media italiana. Il Piemonte presenta inoltre una caratteristica importante per interpretare la crescita della fibra: la presenza contemporanea di grandi poli urbani e di territori più periferici. E’ proprio questa differenza territoriale che può determinare velocità diverse nell’espansione della rete. Un indicatore interessante arriva da Torino. Nel monitoraggio AGCOM sulla qualità delle connessioni, la città registra una velocità media di download di 355 Mbps e di upload di 67 Mbps, valori che testimoniano la disponibilità di infrastrutture ad alte prestazioni nel capoluogo piemontese. Il punto, dunque, non è soltanto portare la fibra nei centri principali, ma riuscire a trasformare la copertura in connessioni effettivamente attivate anche nelle aree meno dense.
Liguria, il vero tallone d’Achille del Nordovest
E’ invece la Liguria a rappresentare la principale criticità dell’area. Con una copertura FTTH pari al 66% delle famiglie, la regione è indicata da AGCOM tra le meno infrastrutturate d’Italia, davanti soltanto alla Calabria e alla Valle d’Aosta nella parte bassa della classifica. Il dato regionale diventa ancora più significativo se si scende a livello provinciale. Imperia, con appena il 5,1% di penetrazione delle linee FTTH, chiude la classifica nazionale delle province per diffusione della full fiber. La distanza rispetto a Milano, prima con il 52%, è enorme: oltre 46 punti percentuali. La conformazione del territorio aiuta a spiegare almeno in parte questo divario. AGCOM evidenzia infatti che i vincoli orografici possono frenare l’espansione delle reti, mentre la maggiore densità della popolazione favorisce la penetrazione dei servizi. Per una regione stretta tra mare e montagna come la Liguria, con numerosi comuni caratterizzati da una morfologia complessa e da una popolazione distribuita in modo non uniforme, la realizzazione delle infrastrutture presenta quindi difficoltà maggiori rispetto alle grandi aree metropolitane.
La sfida: non solo costruire la rete
La fotografia del 2025 suggerisce però che il problema italiano, e a maggior ragione quello del Nordovest, non si esaurisce nella posa dei cavi. Quasi il 60% della copertura FTTH attualmente disponibile è stata realizzata negli ultimi tre anni. Nel solo 2025 è stato realizzato il 19,2% dei pixel oggi coperti dalla fibra; oltre la metà dei nuovi pixel si trova nelle aree bianche, quelle dove l’intervento pubblico assume un peso maggiore. La copertura nazionale è dunque cresciuta rapidamente, ma AGCOM individua una seconda partita: trasformare la disponibilità dell’infrastruttura in attivazioni reali. La domanda delle famiglie rimane infatti un elemento decisivo. Quando una connessione già esistente, anche se non FTTH, viene percepita come sufficiente per streaming, smart working, gaming e domotica, l’utente può non avere motivi sufficienti per cambiare tecnologia. E’ una dinamica particolarmente importante per capire perché la distanza tra territori cablati e territori effettivamente connessi in fibra possa rimanere significativa. Imprese, la fibra diventa un’infrastruttura industriale. Il discorso cambia ancora quando si passa dalle famiglie alle imprese. La Relazione AGCOM rileva che la copertura FTTH raggiunge il 66% delle PMI italiane, contro il 77,6% delle famiglie. Il divario è legato anche alla presenza di imprese in aree periferiche, dove la disponibilità di infrastrutture è generalmente inferiore. La qualità della connessione diventa però sempre più strategica perché la rete fissa non serve più soltanto a telefonare o navigare. Nel 2025 i ricavi dei servizi dati su rete fissa sono cresciuti del 5,4%, mentre quelli dei servizi ad alto valore aggiunto hanno segnato un incremento del 15%, raggiungendo 3,4 miliardi di euro. Cloud, cybersecurity, IoT e altri servizi ICT stanno quindi trasformando la fibra in una vera infrastruttura produttiva. Un elemento rilevante per il Nordovest, dove si concentrano alcune delle principali aree industriali, finanziarie e dei servizi avanzati del Paese. Un Nordovest che procede, quindi, ma non allo stesso ritmo. La partita della fibra, insomma, non è più soltanto una corsa alla copertura. Dopo gli anni della grande infrastrutturazione, la sfida diventa duplice: completare le reti nelle aree più difficili e fare in modo che famiglie e imprese scelgano effettivamente le connessioni più performanti. Ed è proprio su questo passaggio, dalla fibra disponibile alla fibra utilizzata, che si giocherà la prossima fase della trasformazione digitale del Nordovest.