I consigli

Ecco come depurare l’organismo: i consigli di Luciano Lozio

Non basta il fegato, bisogna prestare cura anche a reni, intestino e farmaci.

Ecco come depurare l’organismo: i consigli di Luciano Lozio

Quando si parla di depurazione dell’organismo si pensa quasi automaticamente al fegato. Ma secondo il dottor Luciano Lozio, farmacista e farmacologo, il meccanismo è decisamente più complesso.
Il fegato svolge un ruolo fondamentale nel trasformare e preparare numerose sostanze affinché possano essere eliminate, ma gli organi direttamente deputati all’espulsione sono soprattutto intestino e reni, con la collaborazione di pelle e polmoni. Lozio paragona il nostro organismo a una casa nella quale i rifiuti devono essere prima separati, poi confezionati e, infine, portati all’esterno. Il fegato rappresenta una sorta di centrale di lavorazione: modifica le sostanze e utilizza diversi sistemi per renderle eliminabili. Ma perché il processo funzioni è necessario che anche gli organi posti alla fine della catena siano efficienti.

Particolare attenzione va riservata ai reni. Bere adeguatamente, sottolinea Lozio, non significa di per sé “depurarsi”, ma fornire ai reni il liquido necessario per svolgere correttamente la loro funzione. Non esiste però una quantità d’acqua identica per tutti: bisogna considerare anche quella introdotta attraverso brodi, frutta e verdura, oltre alla temperatura esterna e alla quantità di liquidi persi con la sudorazione. Lozio indica orientativamente tra un litro e mezzo e due litri complessivi di liquidi al giorno, valutando però le esigenze individuali.

Altro punto centrale è l’intestino. Una volta che il fegato ha preparato determinate sostanze per l’eliminazione attraverso la bile, un microbiota intestinale alterato può interferire con il processo e favorirne, secondo la spiegazione di Lozio, la trasformazione o il riassorbimento. Da qui l’attenzione rivolta a bifidobatteri e lattobacilli, che il farmacologo inserisce tra gli strumenti utili al mantenimento dell’equilibrio intestinale. Anche le tradizionali “cure depurative” a base di erbe vanno interpretate correttamente. Carciofo, boldo, bardana, tarassaco, fumaria e cardo mariano, spiega Lozio, non “lavano” direttamente il fegato: alcune di queste sostanze possono piuttosto favorire la produzione o il deflusso della bile. Il passaggio successivo, cioè l’effettiva eliminazione, resta però fondamentale.

Un capitolo particolarmente delicato riguarda, infine, i farmaci. Il farmacologo richiama l’attenzione sui sistemi enzimatici che metabolizzano molti principi attivi e sulle possibili interazioni. Anche prodotti apparentemente innocui possono modificarne il metabolismo: il succo di pompelmo, per esempio, può interferire con la degradazione di diversi medicinali, mentre l’iperico può avere un effetto opposto su alcuni sistemi metabolici.

Il messaggio è quindi quello di evitare il fai-da-te, soprattutto nelle persone che assumono più medicinali contemporaneamente. Depurare l’organismo non significa affidarsi periodicamente a un singolo prodotto, ma preservare l’efficienza dell’intero sistema: fegato, intestino, reni, microbiota, pelle e polmoni lavorano insieme e l’equilibrio di uno può condizionare quello degli altri.