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Dalle regioni del Nordovest si continua a partire per l’estero

Dalla Lombardia arrivano quasi 22.000 espatri all’anno, mentre Piemonte e Liguria confermano la vocazione verso l’America centro-meridionale. Non è più solo fuga: aumentano i rientri.

Dalle regioni del Nordovest si continua a partire per l’estero

C’è una Lombardia che parte, un Piemonte che guarda oltre Atlantico e una Liguria che, più delle altre due regioni, conserva il legame con l’America centro-meridionale. La fotografia degli italiani residenti all’estero scattata dall’Istat racconta un Paese sempre più mobile e, soprattutto, una popolazione emigrata che non può più essere descritta soltanto con la parola “fuga”. Alla fine del 2025 gli italiani residenti stabilmente all’estero erano 6 milioni e 604 mila, circa 183mila in più rispetto all’anno precedente. La crescita è stata del 2,8%, inferiore al +4,6% registrato nel 2024. Nel Nordovest, però, i numeri restano particolarmente significativi.

Lombardia, quasi un espatriato su cinque parte da qui

È la Lombardia a fare la parte del leone nei nuovi espatri. Nel 2025 sono stati circa 22mila gli italiani che dalla regione hanno trasferito la propria residenza all’estero: il 19,8% del totale nazionale. In pratica, quasi un espatrio su cinque ha origine lombarda. Ma la Lombardia non è soltanto una terra di partenze. E’ anche la principale destinazione italiana per chi torna dall’estero: nel 2025 ha raccolto il 18,4% dei rimpatri, davanti a Sicilia, Lazio e Piemonte. Il fenomeno emerge anche osservando la consistenza della comunità lombarda all’estero. Gli iscritti AIRE (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero) riconducibili alla Lombardia sono 692.257, il 10,8% del totale nazionale. Dove vivono? Non c’è una sola direzione. Il 28,3% si trova nell’Unione europea, il 30,4% negli altri Paesi europei e il 29,2% in America centro-meridionale. Una distribuzione che restituisce il profilo internazionale della regione: fortemente europea, ma con una presenza consistente anche oltreoceano.

Piemonte, quasi metà degli italiani all’estero è in America Latina

Il Piemonte presenta numeri più contenuti, ma una caratteristica molto più marcata. Gli iscritti AIRE sono 386.036, pari al 6% degli italiani residenti all’estero. La vera particolarità sta però nella destinazione. Il 45,4% degli italiani iscritti AIRE dal Piemonte vive in America centro-meridionale. E’ una quota nettamente superiore a quella lombarda e racconta la profondità delle relazioni costruite nel tempo tra il Piemonte e Paesi come Argentina e Brasile. L’Unione europea raccoglie invece il 30,1%, mentre il 14,8% vive negli altri Paesi europei. Non si tratta soltanto di nuova emigrazione. Il dato nazionale mostra infatti quanto la componente generazionale sia ormai decisiva: al 31 dicembre 2024 soltanto il 30,3% degli italiani residenti all’estero era nato in Italia. In Argentina la quota scende al 9,2%, in Brasile addirittura al 4,4%. Dietro quei numeri ci sono quindi anche figli, nipoti e discendenti degli emigrati italiani che hanno acquisito o mantenuto la cittadinanza.

Liguria, oltre un ligure su due vive in America

Ancora più netto è il caso ligure. Gli italiani iscritti AIRE con riferimento alla Liguria sono 185.252, il 2,9% del totale nazionale. Ma qui il dato geografico sorprende: il 52,6% vive in America centro-meridionale. E’ la quota più elevata tra le tre regioni considerate. L’Unione europea pesa per il 25,1%, gli altri Paesi europei per il 13%, mentre l’America settentrionale raccoglie il 5,3%. Per una regione storicamente legata ai porti e alle grandi correnti migratorie, la fotografia dell’Istat restituisce dunque una continuità evidente: ancora oggi più di un italiano ligure residente all’estero su due si trova dall’altra parte dell’Atlantico.

Giovani in partenza, adulti al ritorno

C’è poi un’altra cifra che aiuta a leggere il fenomeno: l’età. Nel 2025 l’età media degli italiani che hanno lasciato il Paese è stata di 34 anni. Oltre un terzo degli espatriati, il 36,2%, aveva tra 25 e 34 anni; un altro 13,2% aveva tra 18 e 24 anni. Chi torna è mediamente più grande: l’età media dei rimpatriati sale a 36,8 anni. La fascia 25-34 anni resta la più numerosa, ma cresce il peso delle persone con almeno 50 anni, che rappresentano il 26% dei rimpatri, contro il 16,5% degli espatri. E’ una fotografia compatibile con percorsi di vita diversi: partire per studio o lavoro, costruire un’esperienza all’estero e, in una fase successiva, decidere di tornare.

Nel 2025 109mila partenze e 56mila rientri

A livello nazionale gli espatri sono stati 109 mila, in diminuzione del 22,7% rispetto al 2024. I rimpatri sono stati invece circa 56 mila, con una flessione del 3,4%. Il saldo migratorio resta positivo per circa 53 mila unità.Il forte calo degli espatri va comunque letto con prudenza: il 2024 era stato un anno eccezionale per le iscrizioni all’AIRE, anche a seguito dell’introduzione di norme più stringenti, che hanno concentrato molte registrazioni in quell’anno.

La destinazione privilegiata resta l’Europa. Nel 2025 il 75,5% degli espatri, circa 82 mila persone, ha avuto come meta un Paese europeo. Spagna e Germania hanno registrato circa 13 mila trasferimenti ciascuna, seguite da Svizzera, Regno Unito e Francia. Insieme, questi cinque Paesi hanno accolto il 53,3% degli italiani che sono espatriati.

La fotografia del Nordovest

Il risultato finale è una mappa migratoria tutt’altro che uniforme. La Lombardia è la grande regione della mobilità contemporanea: numeri assoluti elevatissimi, una forte proiezione europea e quasi 22 mila partenze nel solo 2025. Il Piemonte mantiene invece un legame fortissimo con la diaspora storica: quasi metà dei suoi italiani all’estero vive in America centro-meridionale. La Liguria porta questa caratteristica ancora più in là: oltre il 52% degli iscritti AIRE risiede nell’area centro-meridionale americana.

Tre territori, dunque, tre storie migratorie. Ma con un elemento comune: l’emigrazione non è più un fenomeno lineare. Si parte, ci si sposta tra diversi Paesi, si torna, oppure si rimane all’estero per generazioni mantenendo la cittadinanza italiana.

E mentre 6,6 milioni di cittadini italiani vivono fuori dai confini, il Nordovest continua a essere uno dei principali motori di questa mobilità. Una parte del futuro demografico di Lombardia, Piemonte e Liguria, insomma, si sta ancora scrivendo anche fuori dall’Italia.