Inchiesta cambiamento climatico

Con Legambiente a Milano contro la «cooling poverty»

Il capoluogo lombardo è stato toccato dalla campagna lanciata dall’associazione ambientalista «Che caldo che fa», che ha l’obiettivo di contrastare la cosiddetta «cooling poverty», ossia l’incapacità di una struttura di mantenere i propri ambienti al fresco.

Con Legambiente a Milano contro la «cooling poverty»

«Milano è stata tra le città più colpite in Europa dall’ondata di calore ancora in corso – commenta Lorenzo Baio, vicepresidente di Legambiente Lombardia – La sua posizione nelle classifiche sul caldo anche a livello globale deve farci riflettere su almeno due fatti poco contestabili: siamo poco attrezzati per gestire in modo equo gli effetti della crisi climatica in città e abbiamo il dovere di farlo in modo efficace e al passo con gli effetti della crisi climatica. Milano può e deve essere un laboratorio di soluzioni, trovando però rapidamente la strada delle realizzazioni concrete».

Il capoluogo lombardo è stato toccato dalla campagna lanciata dall’associazione ambientalista «Che caldo che fa», che ha l’obiettivo di contrastare la cosiddetta «cooling poverty», ossia l’incapacità di una struttura di mantenere i propri ambienti al fresco. Gli attivisti di Legambiente a Milano hanno puntato il dito nello specifico sul quartiere Giambellino, dove – secondo le ricerche e i sondaggi effettuati – il 58% degli edifici e strutture monitorati (114 su un totale di 197) risultano direttamente esposte al sole nelle ore più calde della giornata. Scuole, uffici pubblici, fermate del bus, farmacie e anche addirittura aree giochi per i più piccoli sono sotto il sole a picco proprio nel momento della giornata in cui le radiazioni solari sono più calde e pericolose per le fasce più deboli della popolazione. «Preoccupanti anche i dati registrati sulla “temperatura operativa”, novità di questa tappa, un parametro introdotto grazie alla collaborazione di Legambiente Lombardia con eERG – end-use Efficiency Research Group del Dipartimento di Architettura e Studi Urbani – DAStU del Politecnico di Milano, che ha effettuato i rilevamenti al Giambellino». Per temperatura operativa si intende quella percepita da un individuo in relazione agli scambi avuti con l’ambiente circostante: l’esempio più lampante è quello di una pavimentazione molto calda perché la superficie che la compone è totalmente esposta al sole. A metà giugno Legambiente ha registrato nei pressi della fermata metro M4 “Segneri” una temperatura operativa di 44,6°C, a fronte di una temperatura ambientale di 33,°C. Un altro esempio da manuale è la fermata dell’autobus di San Cristoforo, di fronte alla metro M4: qui la pensilina di vetro e metallo funge da vera e propria lente di ingrandimento, rendendo impossibile – quando esposta al sole diretto – starci sotto.

Legambiente ha organizzato a fine giugno nel capoluogo lombardo un evento per sensibilizzare sul tema, nella tappa di un viaggio che sta attraversando tutto il Paese e che è tornato nel Nordovest il 22 luglio, a Torino.

Emergenza caldo Dal 1961 temperature più alte di 4 gradi