Rapporto Enea

Ecobonus 2025, Lombardia prima

La regione del Nordovest è quella dove si sono registrati gli investimenti più elevati per la riqualificazione energetica di edifici sia pubblici che privati.

Ecobonus 2025, Lombardia prima

Nel 2025 le regioni del Nordovest hanno investito oltre un miliardo e mezzo di euro in interventi di riqualificazione energetica. Nello specifico, sul territorio lombardo ci sono stati lavori dichiarati all’Enea per 1.013,42 milioni di euro, in Piemonte per 414,78 milioni di euro e in Liguria per 116,83 milioni di euro. In Valle d’Aosta il totale degli interventi dichiarati all’Enea per fini fiscali è stato di 18,5 milioni di euro. Il Nordovest quindi, nella sua interezza, occupa oltre il 40% del totale nazionale degli investimenti sugli edifici, che è stato di 3,6 miliardi di euro. Il tutto è valso un risparmio energetico che, nei territori del Nordovest, ha totalizzato 383,32 GWh annui, divisi in 241,68 per la Lombardia, 118,27 in Piemonte, 18,38 in Liguria e 4,99 in Valle d’Aosta. Anche sotto questa partita la quota del Nordovest sul totale nazionale è considerevole (45,4%): il risparmio energetico in Italia nel 2025 – grazie agli interventi dichiarati all’Enea per gli Ecobonus – è stato di 842,35 gigawattora nell’intero anno.

E’ il quadro tracciato dal rapporto annuale pubblicato dalla stessa Enea, che riconosce il primato lombardo espressamente: «La Lombardia – scrivono gli autori del report – concentra il 28,02% degli investimenti attivati su base nazionale e il 28,69% dei risparmi energetici. Segue il Veneto con il 13,64% degli investimenti e il 14,92% dei risparmi». «Rispetto al totale nazionale così come al numero regionale di abitazioni, gli investimenti e i risparmi energetici sono concentrati prevalentemente nell’Italia settentrionale».

L’intervento più frequente è la sostituzione degli infissi

Il report mostra poi come l’intervento più frequente, tra le 305.035 schede presentate all’Enea nel corso del 2025, sia la sostituzione degli infissi. Il lavoro specifico infatti prevale sia negli investimenti e anche per i risparmi energetici, oltre che per numero di interventi. In termini di spesa è necessario dividere la geografia del paese in zone climatiche: qui emerge come la climatizzazione invernale prevalga nelle zone climatiche più fredde, mentre in altre zone prevale l’isolamento termico dell’involucro opaco (sostanzialmente i muri e i tetti degli edifici).

I risultati per epoca di costruzione degli edifici oggetto di riqualificazione

Sono moltissimi gli edifici vecchi e disabitati nel nostro Paese, nonostante in certe aree più che in altre persista una corsa alle nuove edificazioni (ma questo è un altro discorso). In questi termini è interessante osservare come nel 2025 si siano distribuiti gli interventi di riqualificazione energetica dichiarati all’Enea anche in base all’età dell’edificio, oltre che alla posizione geografica. Emerge così che la maggior parte dei lavori dichiarati nel 2025 abbiano riguardato gli edifici costruiti negli anni ‘60 (21,56%) e ‘70 (18,71%). Questi sono i due gruppi prevalenti nella maggior parte delle Regioni, con una eccezione che riguarda il Nordovest: in Liguria prevale il secondo dopoguerra, ossia gli edifici costruiti nel periodo compreso tra il 1946 e il 1960 (27,78%). «Gli edifici costruiti fino al 1945, assimilabili al patrimonio storico per la prevalenza delle tecniche costruttive tradizionali, hanno raccolto meno investimenti dei fabbricati realizzati fra il secondo dopoguerra e la fine degli anni ‘80 – scrivono gli autori dello studio – Se gli edifici del primo dopoguerra (5,99%) sono separati da quelli costruiti fino al 1918 (6,73%), entrambi i gruppi sono superati anche dagli edifici degli anni ‘90 (9,34%). Su base regionale gli edifici storici concentrano la quota maggiore dell’investimento soltanto in Trentino Alto Adige (17,63%) e, seppur con percentuali maggiori, sono il secondo gruppo in Toscana (19,85%) e in Piemonte (19,62%). La maggior quota regionale di investimento si osserva in Liguria (24,87%), nella quale però gli edifici storici sono il terzo gruppo per investimento».