Ricerca, formazione e regole

IA e medicina: studi per costruire sicurezza

Gli ultimi aggiornamenti della ricerca scientifica.

IA e medicina: studi per costruire sicurezza

L’IA sta entrando nella medicina, aprendo nuove possibilità per prevenire, diagnosticare e trattare le malattie. L’obiettivo medico deve però essere chiaro: usare l’IA per supportare le decisioni cliniche e migliorare la cura del paziente, senza sostituire competenza, responsabilità e giudizio del medico. A Novara, Daniele Angioni, Medico di Medicina Generale, ha pubblicato con colleghi due studi sull’IA nella pratica clinica. «L’IA può fornire risposte errate, ma autorevoli e corredate da citazioni reali, usate però fuori contesto. Una fonte autentica non garantisce una conclusione corretta: va verificata. “E se la risposta fosse giusta, ma ci facesse ragionare peggio?” evidenzia un altro rischio: anche una risposta corretta può ridurre verifica, dubbio e valutazione di alternative. Da qui l’algovigilanza cognitiva: monitorare non solo gli errori dell’IA, ma anche il suo effetto sul ragionamento e sull’autonomia dei professionisti.Come nella farmacovigilanza, occorre quindi sorvegliare nel tempo l’uso dell’IA, per costruire ricerca, formazione e regole di sicurezza».