di Kristallia Antoniadou*
Negli ultimi anni i fili di trazione sono entrati a far parte degli strumenti a disposizione della medicina estetica per il trattamento del rilassamento dei tessuti del volto. Sebbene vengano spesso associati al cosiddetto “lifting non chirurgico”, è importante comprenderne le reali caratteristiche, le indicazioni e i limiti.
I fili di trazione sono dispositivi medici riassorbibili che vengono inseriti nel sottocute attraverso aghi o cannule con l’obiettivo di sostenere i tessuti e, contemporaneamente, stimolare una risposta biologica dell’organismo. La maggior parte dei fili utilizzati oggi è costituita da polidiossanone (PDO), un materiale biocompatibile impiegato da molti anni anche nella chirurgia per le suture. Esistono, inoltre, fili realizzati in acido polilattico (PLLA) o policaprolattone (PCL), materiali anch’essi riassorbibili che differiscono principalmente per la durata della permanenza nei tessuti e per la capacità di stimolare la produzione di collagene. Non tutti i fili sono uguali. La loro struttura determina la funzione clinica e il tipo di risultato che possono offrire.
I fili lisci, chiamati anche Basic o monofilamento, non hanno sistemi di ancoraggio e vengono utilizzati soprattutto per la biostimolazione dei tessuti. Inseriti in numero variabile e secondo specifici schemi, favoriscono la produzione di nuovo collagene, migliorano la qualità della pelle e possono contribuire ad aumentarne tono ed elasticità. Il loro impiego è indicato soprattutto nei pazienti che presentano una lieve perdita di compattezza cutanea.
I fili di trazione, invece, sono dotati di piccole spine bidirezionali o di coni che consentono di ancorarsi ai tessuti sottocutanei. Questa particolare conformazione permette al medico di riposizionare delicatamente i tessuti rilassati, ottenendo un effetto di sostegno immediato. Oltre all’azione meccanica iniziale, anche questi fili inducono una risposta biologica con formazione di nuovo collagene intorno al filo, contribuendo al mantenimento del risultato nel tempo.
L’inserimento dei fili viene eseguito in anestesia locale e, nella maggior parte dei casi, mediante una sottile cannula, che riduce il rischio di ecchimosi rispetto all’ago tradizionale. La procedura è ambulatoriale e richiede generalmente meno di un’ora. Dopo il trattamento il paziente può riprendere rapidamente le normali attività quotidiane, seguendo alcune semplici precauzioni nei primi giorni.
L’efficacia dei fili dipende soprattutto dalla corretta selezione del paziente. Essi trovano indicazione nei casi di rilassamento cutaneo lieve o moderato, quando è presente una perdita della definizione dell’ovale del volto o un iniziale cedimento dei tessuti. Nei casi di lassità marcata o di eccesso cutaneo importante, invece, il lifting chirurgico continua a rappresentare il trattamento più efficace.
È, inoltre, importante ricordare che i fili non sostituiscono gli altri trattamenti di medicina estetica, ma possono essere integrati con procedure biostimolanti, laser, radiofrequenza, ultrasuoni focalizzati o filler, nell’ambito di un programma terapeutico personalizzato volto al miglioramento complessivo della qualità dei tessuti. I risultati sono influenzati dall’età del paziente, dalla qualità della pelle, dal grado di rilassamento dei tessuti e dallo stile di vita.
L’effetto meccanico è visibile già al termine della procedura, mentre il miglioramento della qualità cutanea si sviluppa progressivamente nelle settimane successive grazie alla neosintesi di collagene. I fili vengono poi riassorbiti fisiologicamente dall’organismo, mentre parte dell’effetto ottenuto può persistere grazie al rimodellamento dei tessuti.
Come per ogni procedura medica, anche il trattamento con fili richiede una corretta indicazione clinica, una conoscenza approfondita dell’anatomia del volto e un’accurata esecuzione tecnica. La visita specialistica rappresenta, quindi, il momento fondamentale per valutare le caratteristiche del paziente, definire aspettative realistiche e scegliere il trattamento più appropriato.
I fili di trazione costituiscono oggi una delle opzioni disponibili nella moderna medicina estetica. Se utilizzati nelle giuste indicazioni e all’interno di un progetto terapeutico personalizzato, possono contribuire al miglioramento del rilassamento dei tessuti e della qualità della pelle, mantenendo un risultato naturale e rispettoso delle caratteristiche individuali del volto.
*specialista in Chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica