In quattro anni è quasi raddoppiato l’uso della sigaretta elettronica e di prodotti a tabacco riscaldato non bruciato, dal 3,9% nel 2021 al 7,4% nel 2025.
Sono maggiormente utilizzate dai 18-34enni (16,5%), mentre il consumo diminuisce nelle età successive, fino a raggiungere il livello più basso tra gli over 65 (1,4%). Ridurre il numero di fumatori è il primo obiettivo della proposta di legge d’iniziativa popolare per aumentare di 5 euro il costo di tutti i prodotti da fumo e da inalazione di nicotina. A circa tre mesi e mezzo dal lancio della campagna «5 euro contro il fumo» (https://5eurocontroilfumo.it), sono state raccolte il 90% delle 50mila necessarie per presentare la proposta di legge al Parlamento, che poi dovrà discutere il disegno di legge. La campagna è promossa da Aiom (Associazione Italiana di Oncologia Medica), Fondazione Airc per la ricerca sul cancro, Fondazione Umberto Veronesi e Fondazione Aiom. Tutti i cittadini maggiorenni possono firmare, andando sulla piattaforma del Ministero della Giustizia.
«Occorre intervenire prima che sia tardi perché la salute non è un pretesto: è la nostra ragione di essere – spiega Chiara Occulti, chief marketing e fundraising officer di Airc – fin dalla nostra fondazione. Tutti i promotori speravano di raggiungere questi numeri di sostenitori della proposta di legge a iniziativa popolare e per il 31 maggio (Giornata mondiale senza tabacco) sarebbe un bel regalo superare anche le 50mila firme. Non è stato semplice in quanto l’argomento apre a pareri contraddittori ma i dati parlano».
Il cancro è sempre più curabile e due sono le leve: sostenere la ricerca e sensibilizzare rispetto alla prevenzione e quindi ai corretti stili di vita: il no al fumo rappresenta, quindi, un elemento cardine, prestando attenzione soprattutto alle fasce più fragili, come i giovani:
«La stima, basata sull’esperienza anche di altri Paesi europei – spiega Occulti – è quella di una riduzione del 37% dei fumatori. Se pensiamo che ogni anno nel nostro Paese ci sono 93mila morti per cause riconducibili al fumo (che non provoca solo tumori ma anche altre patologie cardio-vascolari e respiratorie), è evidente come sia necessario intervenire. Fino a quando non si riuscirà a vietare il fumo, promuoviamo non una campagna “contro” ma una a favore della salute pubblica».
L’aumento su tutti i prodotti, incide appunto sulle abitudine dei giovani e giovanissimi:
«I nuovi strumenti, come le sigarette elettroniche, sono diventati oggetti di moda, che non hanno le controindicazioni dell’odore cattivo e hanno una penetrazione in crescita. Bisogna scardinare questa tendenza».
Le regioni del Nordovest sono le più virtuose in materia di fumo