L'indagine

Le regioni del Nordovest sono le più virtuose in materia di fumo

Con il 17,9% di fumatori nella fascia di popolazione dagli 11 anni in su, la Lombardia nel 2025 è la regione dove si fuma meno nel Nordovest.

Le regioni del Nordovest sono le più virtuose in materia di fumo

Le regioni del Nordovest sono l’area geografica più virtuosa in materia di fumo. Secondo l’indagine sugli stili di vita che Istat annualmente propone, il Nordovest con il 18% di fumatori dagli 11 anni in su è l’area geografica del paese dove il vizio della sigaretta (che sia elettronica o meno) è meno diffuso.

L’analisi dell’istituto di statistica è minuziosa e ricca di dettagli, ed è aggiornata al 2025. L’anno scorso – l’ultima annualità completa disponibile – il primato del fumo spetta alle isole, con il 21,3% del totale di popolazione da 11 anni in su. Mediamente nel Nordovest si fumano 10,2 sigarette al giorno, e nelle isole la quota sale a quasi 12.

La Lombardia è dove si fuma meno, nel Nordovest

Con il 17,9% di fumatori nella fascia di popolazione dagli 11 anni in su, la Lombardia nel 2025 è la regione dove si fuma meno nel Nordovest. I dati non sono molto differenti tra le regioni, ma comunque uno scarto esiste: in Piemonte la percentuale sale al 18,1% e in Liguria al 18,5%. La Valle d’Aosta si posiziona sulla media dell’area geografica, con il 18% di fumatori. Il numero medio di sigarette fumate ogni giorno varia tra le 10 e le 10,5.

Il primato nazionale però è altrove

Con una quota di fumatori pari al 13,9% della fascia di popolazione dagli 11 anni in su, è la provincia autonoma di Trento a detenere il primato nazionale in questo capitolo dell’indagine Istat. Il dato si registra in una regione che già di suo è caratterizzata da un livello molto basso, in Trentino Alto Adige infatti i fumatori sono il 15,9% del totale della fascia di popolazione indicata. Un dato che fa riflettere è quello della Calabria: in completa controtendenza rispetto all’area geografica in cui è inserita (il Sud è al 18,3%) la regione si posiziona al 16,7%.

Non si raggiungono i livelli per il mantenimento di una buona salute raccomandati dall’OMS

«Nel confronto europeo (Ue27), l’Italia – si legge nell’indagine dell’Istat – presenta una quota inferiore di fumatori abituali; tuttavia, il nostro Paese si distingue anche per la scarsa diffusione dell’attività fisica tra gli adulti, che spesso non raggiunge i livelli raccomandati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per il mantenimento di un buon stato salute. Secondo il Piano Nazionale della Prevenzione 2020-2025, i principali fattori di rischio, insieme alle condizioni ambientali e al contesto sociale, economico e culturale, sono responsabili di circa il 60% delle malattie croniche non trasmissibili, ossia di quelle cause più frequentemente responsabili della mortalità in Italia e nel mondo. Il Piano adotta una visione integrata della salute fondata sull’equilibrio tra benessere umano, ecosistemi e ambiente, sottolineando l’importanza di interventi di prevenzione primaria fin dalle prime fasi della vita, affinché producano benefici duraturi per l’individuo, la comunità e le generazioni future».

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