Il sistema manifatturiero del Nord fa squadra e porta a Bruxelles una piattaforma comune sulla politica industriale. Emilia-Romagna, Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto, riuniti nel Distretto Manifatturiero Unico del Nord, hanno elaborato un Position Paper sul Draft Report del Parlamento europeo relativo all’Industrial Accelerator Act (IAA). L’obiettivo è contribuire alla definizione di uno strumento capace di sostenere gli investimenti, rafforzare le filiere e aumentare la competitività dell’industria europea. Uno dei nodi riguarda le Industrial Manufacturing Acceleration Areas: la richiesta è di coinvolgere maggiormente le Regioni nella loro individuazione, considerando non soltanto i grandi insediamenti, ma gli ecosistemi territoriali nel loro complesso: PMI, grandi imprese, small mid-cap, reti d’impresa, cluster, università e centri di ricerca. C’è poi il tema della semplificazione, con la richiesta di procedure più chiare, tempi autorizzativi certi e strumenti digitali interoperabili. L’obiettivo è ridurre duplicazioni e differenze nell’applicazione delle regole tra gli Stati membri. Particolarmente delicato il capitolo sui nuovi requisiti europei. La posizione del Nord è per un’introduzione graduale e trasparente, che tenga conto della disponibilità effettiva di prodotti e tecnologie, della complessità delle filiere e dei tempi necessari per adeguare la capacità produttiva. Una questione che interessa direttamente comparti strategici come automotive e componentistica. Le eventuali deroghe dovrebbero considerare l’indisponibilità dell’offerta, l’assenza di alternative tecnicamente compatibili e costi manifestamente sproporzionati. Altro punto centrale è il principio di sussidiarietà. Le regole sui sostegni pubblici dovrebbero essere calibrate sulle caratteristiche dei diversi strumenti e sulle competenze dei livelli europeo, nazionale, regionale e locale, evitando soluzioni uniformi che possano ridurre l’efficacia degli incentivi nei singoli territori. Sul fronte finanziario si propone un maggiore coordinamento tra politica di coesione e strumenti europei a gestione diretta, con criteri preferenziali per i progetti inseriti nelle aree di accelerazione industriale. Viene inoltre indicata la possibilità di rivedere la disciplina degli aiuti di Stato, anche attraverso maggiorazioni delle intensità di aiuto per gli investimenti industriali strategici. Infine, viene chiesto un monitoraggio concreto dell’IAA, capace di misurare gli effetti su PMI, occupazione, investimenti, competitività e settori a valle, con possibilità di correggere gli strumenti qualora emergano criticità o ricadute differenti tra i territori. La richiesta è dunque quella di una politica industriale europea più pragmatica: regole semplici, tempi compatibili con quelli delle imprese e strumenti flessibili, senza perdere di vista le specificità dei sistemi produttivi locali.
Piattaforma comune sulla politica industriale
Industria, il Nord alza la voce in Europa e presenta le sue richieste: «Più flessibilità, meno burocrazia»
L’obiettivo del Position Paper presentato a Bruxelles è contribuire alla definizione di uno strumento capace di sostenere gli investimenti, rafforzare le filiere e aumentare la competitività dell’industria europea.