Ci sono paesi che si visitano e paesi che, invece, sembrano chiedere di essere decifrati. Rosazza appartiene senza dubbio alla seconda categoria.
Arrivando in questo piccolo borgo della Valle Cervo, nel Biellese, la sensazione è quella di entrare in un luogo dove nulla è lasciato completamente al caso: una rosa scolpita nella pietra, una stella a cinque punte, una clessidra, una scala, una fontana dai dettagli insoliti. Segni che attirano lo sguardo e alimentano domande. Gran parte di questo particolare volto del paese si deve alla figura di Federico Rosazza, senatore del Regno d’Italia e personaggio dalle molteplici passioni, che nell’Ottocento trasformò il borgo secondo una visione architettonica e simbolica decisamente originale. Il risultato è un paese in cui la montagna alpina incontra il neogotico, la storia locale si mescola a suggestioni esoteriche e una semplice passeggiata può trasformarsi in una piccola caccia al simbolo.
Il castello e il cuore del borgo
Il punto di partenza ideale è il centro di Rosazza, dominato dal caratteristico castello, imponente costruzione neogotica realizzata nel 1883. La torre, le merlature e i richiami all’architettura medievale e a culture antiche gli conferiscono un aspetto quasi fiabesco. L’edificio è oggi di proprietà privata e va quindi ammirato principalmente dall’esterno, lasciando che siano i suoi particolari architettonici a raccontarne la storia. Poco distante si trova il Palazzo Comunale, riconoscibile per i colori vivaci e per la sua torre dell’orologio, caratterizzata da una merlatura di tipo ghibellino. Anche qui l’architettura diventa un vero e proprio repertorio di simboli e dettagli da osservare con attenzione. A Rosazza conviene non avere fretta. Più che una visita da consumare in pochi minuti, è un itinerario da percorrere con il naso all’insù e gli occhi puntati sui particolari.
Rose, stelle e fontane
Sono proprio i simboli a rendere particolare la passeggiata. Lungo le vie del paese compaiono rose scolpite, stelle a cinque punte, clessidre e altri elementi che hanno alimentato nel tempo l’aura misteriosa di Rosazza e il suo legame con la simbologia massonica. Il consiglio è semplice: guardare anche ciò che normalmente passerebbe inosservato. Porte, muri, architravi, fontane e decorazioni possono nascondere particolari curiosi. Le fontane, dentro e fuori dal centro abitato, sono un altro elemento caratteristico dell’itinerario. Oltre alla loro funzione pratica e decorativa, alcune presentano forme e incisioni che contribuiscono a quel particolare linguaggio simbolico che accompagna tutta la visita.
La chiesa e la volta celeste
Tra gli edifici più suggestivi c’è la Chiesa dei Santi Pietro e Giorgio, costruita nel 1876. Al suo interno custodisce importanti dipinti storici, ma è anche l’esterno a meritare attenzione. Girando intorno alla chiesa, infatti, si incontrano decorazioni e simboli che sembrano proseguire quel dialogo tra architettura, religione e simbologia che caratterizza il borgo. Una volta entrati, invece, lo sguardo viene attirato dalla particolare volta celeste, altra immagine che contribuisce all’atmosfera fuori dal comune del paese.
Sul ponte
Per completare il percorso bisogna attraversare il torrente Cervo e raggiungere il Cimitero Monumentale, collegato al paese da un suggestivo ponte in pietra a tre arcate. E’ probabilmente uno dei luoghi in cui la componente simbolica di Rosazza emerge con maggiore forza. Monumenti, iscrizioni e decorazioni meritano di essere osservati senza pregiudizi e senza la necessità di trovare a tutti i costi una spiegazione a ogni dettaglio È proprio questa la particolarità di Rosazza: alcuni simboli sono documentati e legati alla storia del paese, altri hanno dato origine nel tempo a interpretazioni, racconti e leggende. E forse è proprio il confine tra storia e mistero a rendere la visita così interessante.
Un paese da cinema
Non sorprende che un luogo del genere abbia attirato anche il mondo del cinema. Rosazza è stata scelta come ambientazione per produzioni legate al mistero, tra cui «The Broken Key» di Luis Nero. Guardando le architetture del paese, il castello, le pietre lavorate e le montagne che fanno da sfondo, diventa facile capire perché una location così particolare possa trasformarsi sul grande schermo in un luogo sospeso tra realtà e fantasia.
Passeggiata con fantasia
Per chi arriva a Rosazza, dunque, il consiglio è quello di concedersi qualche ora senza una meta troppo rigida. Una passeggiata nel centro, una deviazione verso le fontane, il passaggio sul ponte e la visita al cimitero permettono di costruire un piccolo itinerario tra natura, architettura e storia. Chi vuole approfondire può visitare anche la Casa Museo di Rosazza, dedicata alla storia locale e alla figura di Federico Rosazza. E dopo la passeggiata non manca la possibilità di fermarsi in uno dei piccoli bar del paese o di godersi il verde del parco. Rosazza non promette risposte. Offre piuttosto indizi. E allora, occhi aperti, passo lento e fantasia accesa: qui anche una semplice rosa scolpita nella pietra può diventare l’inizio di una domanda.