Il commento di Stefano Ribaldi*

Genova torna a essere la capitale della conoscenza

*autore e produttore TV.

Genova torna a essere la capitale della conoscenza

di Stefano Ribaldi*

Dal 22 ottobre al 1° novembre Genova torna a essere la capitale della conoscenza. Per undici giorni il Festival della Scienza trasformerà palazzi storici, musei, biblioteche e spazi della città in un grande laboratorio diffuso. La parola scelta per la ventiquattresima edizione è “Prospettive”: non semplicemente un tema, ma quasi una dichiarazione di metodo.
Guardare la realtà da un’altra posizione, cambiare scala, osservare ciò che normalmente rimane invisibile, immaginare il futuro senza pretendere di conoscerlo in anticipo.

Il Festival arriva in un momento in cui la scienza è entrata prepotentemente nella vita quotidiana. Intelligenza artificiale, genetica, clima, energia, esplorazione spaziale non appartengono più soltanto ai laboratori: sono diventati temi economici, sociali e perfino esistenziali.

In questo racconto un ruolo importante è affidato al Consiglio Nazionale delle Ricerche, che porta al Festival non soltanto i risultati della ricerca, ma soprattutto il suo metodo. Il CNR rappresenta infatti una delle grandi infrastrutture della conoscenza italiana: una rete di istituti e ricercatori che attraversa discipline diversissime, dall’ambiente alla fisica, dalle scienze della vita alle tecnologie, fino allo studio del patrimonio culturale.

Uno degli esempi più suggestivi arriva dall’Antartide. Attraverso le attività proposte dal CNR, il continente più remoto della Terra diventa una sorta di gigantesco laboratorio naturale dal quale osservare il cambiamento climatico, gli oceani, l’atmosfera e gli equilibri del pianeta. Studiare ciò che accade a migliaia di chilometri da noi significa, paradossalmente, capire meglio quello che sta accadendo qui. E’ esattamente il senso di «Prospettive»: cambiare il punto di osservazione per comprendere fenomeni che ci riguardano direttamente.

Il viaggio continua con Barbara Mazzolai dell’Istituto Italiano di Tecnologia e i robot bioispirati, macchine che imparano dalle piante e dagli organismi viventi. Arthur McDonald, Nobel per la Fisica 2015, porterà il pubblico dentro uno degli enigmi dell’universo, quello dei neutrini. Fabiola Gianotti, dopo dieci anni alla guida del CERN, incontrerà invece la musica insieme al maestro Ruben Jais quasi a ricordare che formule e partiture cercano, con linguaggi diversi, un ordine dentro la complessità.

Si passa dalla genomica alle neuroscienze, dagli atomi ultrafreddi agli orologi atomici, fino all’antropologia forense. E poi c’è la scienza da toccare e sperimentare: l’INFN permetterà di “ascoltare” le onde gravitazionali, Galaxy Lab utilizzerà l’intelligenza artificiale per classificare le galassie, mentre una Earthquake Escape Room affronterà terremoti, prevenzione e monitoraggio sismico.

La scienza non è un catalogo di certezze, ma un esercizio permanente del dubbio: Genova, città che per secoli ha guardato l’orizzonte per cercare nuove rotte, sembra ancora una volta il luogo giusto da cui cambiare prospettiva.

*autore e produttore TV