di Micol Baronio
Un dolore alla mano non deve necessariamente preoccupare, soprattutto quando è comparso dopo un trauma o uno sforzo e scompare in breve tempo. Ma quando persiste, ritorna o limita i movimenti, il consiglio del dottor Giuseppe Pigoli, oncologo, patologo clinico ed esperto di nutrizione, è di non accontentarsi di trattare il sintomo: occorre capire che cosa lo provoca e verificare se il problema sia davvero circoscritto alla mano.
Nel caso della sindrome del tunnel carpale, ad esempio, l’irradiazione del dolore e le dita interessate possono già fornire indicazioni importanti. L’uso prolungato di computer e mouse può contribuire al disturbo, ma Pigoli invita a non dare automaticamente per scontata una causa lavorativa. Quando il problema dura da tempo e diventa invalidante, continuare soltanto con antidolorifici significa agire sul dolore senza eliminarne necessariamente l’origine. Il consiglio è quindi di sottoporsi a una visita specialistica ortopedica per valutare gli accertamenti e le possibili soluzioni, compresa, nei casi indicati, quella chirurgica.
Diverso il comportamento in presenza di tendiniti e tenosinoviti, spesso favorite dall’uso eccessivo e ripetitivo della mano. In questi casi Pigoli consiglia innanzitutto di interrompere, quando possibile, il movimento che ha provocato l’infiammazione. Il riposo è parte della cura e può essere utile un tutore, soprattutto durante la notte e, nei periodi di dolore più intenso, anche per alcune ore durante il giorno. Più si riesce a lasciare a riposo la parte infiammata, più si favorisce il recupero.
Lo stesso principio può essere applicato al cosiddetto dito a scatto che, però, se persiste o peggiora, richiede una valutazione ortopedica.
Particolare attenzione deve essere prestata alla comparsa di un cordone duro nel palmo, associato magari alla difficoltà di distendere anulare o mignolo. Potrebbe trattarsi della malattia di Dupuytren e Pigoli sconsiglia di aspettare che la limitazione diventi importante prima di consultare lo specialista.
Non bisogna inoltre osservare soltanto le mani. Rigidità marcata al mattino, stanchezza, dolori muscolari, malessere generale, psoriasi o un dito particolarmente gonfio possono indirizzare verso una patologia infiammatoria o autoimmune. In questi casi il medico può valutare esami specifici, compresi gli indici di infiammazione e gli accertamenti per le malattie autoimmuni.
Pigoli richiama, infine, il ruolo dello stile di vita quando alla base esiste una condizione infiammatoria generale. Controllare il sovrappeso, correggere l’alimentazione, evitare fumo e abuso di alcol e non eccedere con alimenti che determinano forti stimoli insulinici può rappresentare, secondo il medico, un primo intervento sul terreno infiammatorio.
Il consiglio conclusivo è, quindi, molto concreto: se si conosce la causa e il dolore passa, si può osservare l’evoluzione. Se, invece, persiste, ritorna, compare gonfiore o la mano perde funzionalità, aspettare non è una buona strategia: prima si individua la causa, prima è possibile intervenire in modo mirato.