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Un paesaggio modellato dall’acqua

Un viaggio nel mondo nascosto delle grotte, tra stalattiti e stalagmiti, corsi d’acqua sotterranei e testimonianze della Preistoria: diverse mete suggestive in Lombardia, Piemonte e Liguria.

Un paesaggio modellato dall’acqua

C’è un modo particolare di viaggiare e di esplorare il territorio: invece di salire verso la cima di una montagna, si scende dentro la montagna stessa. Bastano pochi metri per lasciarsi alle spalle il paesaggio conosciuto e ritrovarsi in un mondo fatto di roccia, acqua e silenzio. Le grotte sono, in fondo, libri scritti dalla natura. Le pagine sono le pareti calcaree, le parole sono le concrezioni, i torrenti sotterranei e i resti degli animali che hanno abitato questi ambienti. E alcune di queste cavità raccontano anche la presenza dell’uomo preistorico.

Lombardia: sette grotte affacciate sul Ceresio

Per cominciare il viaggio possiamo fermarci sulle sponde lombarde del Lago di Lugano, a Claino con Osteno, in provincia di Como. Qui si trovano le Grotte di Rescia, un piccolo e sorprendente sistema di sette cavità naturali. La particolarità delle grotte è anche geologica: si sono formate all’interno di depositi di travertino e costituiscono un ambiente nel quale l’acqua continua a modellare la roccia. Il percorso permette di osservare da vicino concrezioni, sorgenti e piccoli corsi d’acqua, fino ad arrivare all’orrido di Santa Giulia, dominato da una cascata alta circa 70 metri. E’ una meta adatta anche a chi cerca una gita senza affrontare un’escursione speleologica vera e propria. Il percorso turistico è infatti relativamente breve e si inserisce in un contesto paesaggistico particolarmente piacevole, tra il lago e le montagne.

Piemonte: dove la speleologia diventa spettacolo

Se c’è una regione nella quale il mondo sotterraneo ha una tradizione particolarmente importante, questa è il Piemonte. In provincia di Cuneo, a Frabosa Soprana, le Grotte di Bossea rappresentano una delle grandi attrazioni del territorio. La visita accompagna il pubblico attraverso ambienti di notevoli dimensioni, modellati dall’acqua e caratterizzati da canyon, sale, concrezioni e corsi d’acqua sotterranei. Bossea ha anche una lunga storia turistica: fu attrezzata per la visita del pubblico già nell’Ottocento ed è considerata la prima grotta turistica italiana. Oggi le visite sono condotte da guide specializzate e permettono di conoscere non soltanto le forme della grotta, ma anche il suo ecosistema e il suo valore scientifico. Sempre nel Cuneese meritano attenzione le Grotte dei Dossi, nel territorio di Villanova Mondovì. Sono particolarmente interessanti anche per la loro storia: furono tra le prime cavità italiane illuminate con la luce elettrica e rappresentano una testimonianza importante della lunga passione piemontese per il turismo sotterraneo. Nella vicina Val Maudagna si incontrano poi le Grotte del Caudano, nel territorio di Frabosa Sottana. Il sistema, scavato dall’acqua, presenta gallerie su più livelli e importanti testimonianze paleontologiche. E’ un ambiente che racconta non soltanto la geologia delle montagne piemontesi, ma anche la storia degli animali che le abitarono migliaia di anni fa. Per chi ama invece un’esperienza più articolata, il territorio del Marguareis, nelle Alpi Liguri, custodisce uno dei grandi patrimoni speleologici dell’area. Qui si trovano sistemi carsici vastissimi, tra cui il complesso di Piaggia Bella. Non si tratta però di semplici attrazioni turistiche: sono ambienti destinati soprattutto a speleologi esperti e attività specialistiche.

Liguria: quando nelle grotte entra la Preistoria

Scendendo verso il mare, il viaggio cambia completamente atmosfera. In provincia di Savona, le Grotte di Toirano sono probabilmente il punto d’incontro più spettacolare tra geologia, archeologia e turismo. Il complesso comprende diverse cavità, mentre il percorso aperto ai visitatori attraversa principalmente la Grotta della Bàsura e la Grotta Inferiore di Santa Lucia. La Bàsura è famosa soprattutto per le tracce lasciate dall’uomo preistorico: impronte di piedi, mani e altri segni testimoniano il passaggio di gruppi umani circa 14mila anni fa. Nella stessa area sono state rinvenute importanti testimonianze legate all’orso delle caverne. La visita diventa così qualcosa di più di una semplice passeggiata tra stalattiti e stalagmiti: è un viaggio nella profondità della Terra e, contemporaneamente, nella profondità della nostra storia.

Poco distante, a Borgio Verezzi, le omonime grotte offrono invece uno spettacolo quasi cromatico. Le concrezioni assumono sfumature diverse, dal bianco al giallo, dal rosso al rosa, mentre lungo il percorso compaiono laghetti sotterranei e formazioni calcaree dalle forme più curiose. Sono conosciute anche come Grotte di Valdemino e rappresentano una delle attrazioni naturalistiche più note della Riviera delle Palme. La visita guidata consente di percorrere una parte del complesso sotterraneo in un ambiente completamente diverso da quello della vicina costa.

Non solo grotte turistiche

La Liguria possiede un patrimonio sotterraneo molto più vasto di quello accessibile al normale visitatore. La Regione censisce infatti oltre 1.400 cavità naturali, distribuite soprattutto nelle aree carsiche dell’entroterra. Alcune hanno un’importanza soprattutto speleologica o scientifica, altre sono legate alla storia dell’uomo. E’ il caso delle Grotte dei Balzi Rossi, a Ventimiglia, uno dei luoghi più importanti della Liguria per la conoscenza della Preistoria. Altre cavità, come la Grotta del Treno di Bergeggi, fanno parte invece di quel patrimonio naturale che può essere conosciuto attraverso percorsi e iniziative dedicate alla valorizzazione delle aree carsiche.

Un’escursione al fresco, ma con rispetto

C’è anche un motivo molto pratico per scegliere una grotta come destinazione di una gita: sottoterra la temperatura rimane generalmente molto più bassa e stabile rispetto a quella esterna. E’ quindi importante portare un capo caldo anche nelle giornate estive e indossare scarpe adatte, soprattutto nei percorsi più lunghi. Prima di partire, però, è sempre consigliabile verificare modalità di accesso, orari e prenotazioni: molte grotte visitabili prevedono ingressi contingentati o visite guidate e alcune hanno calendari stagionali. Il consiglio più importante riguarda infine il comportamento. Una grotta non è un museo costruito dall’uomo: è un ambiente vivo e delicato. Non si toccano le concrezioni, non si lasciano rifiuti e non si esce dai percorsi autorizzati. Anche una semplice impronta può danneggiare un equilibrio formatosi in migliaia, o milioni, di anni. Dal Ceresio alle Alpi Marittime, fino alle grotte affacciate sulla Riviera, il sottosuolo del Nordovest offre dunque un itinerario sorprendente. Un turismo lento, fresco e curioso, capace di trasformare una normale gita domenicale in un piccolo viaggio nel tempo.