I borghi storici del Piemonte diventano protagonisti di un percorso per sviluppare un turismo che coniughi storia, cultura e sostenibilità ambientale, promuovendo la mobilità lenta.
Dall’Alto Piemonte al Lago Maggiore: i borghi del turismo consapevole
Nel cuore dell’Alto Piemonte, il viaggio alla scoperta del turismo a basso impatto trova la sua gemma a Orta San Giulio. Adagiato sul versante occidentale della penisola su cui domina il Sacro Monte di Orta (sito patrimonio Unesco inserito in un’area naturale protetta) questo borgo storicamente preservato dalle auto sembra affiorare al centro del lago d’Orta. Il reticolo di graziose vie strette e tortuose, i palazzi barocchi e le antiche residenze digradanti verso l’acqua regalano una felicissima posizione panoramica. Da qui, i visitatori possono percorrere a piedi l’anello panoramico del Sacro Monte, per poi raggiungere la splendida e mistica Isola di San Giulio a bordo dei battelli della navigazione pubblica.
Spostandosi verso la Val d’Ossola, l’incanto medievale di Vogogna si conferma “porta verde” e sede del Parco Nazionale della Val Grande, la zona più selvaggia d’Italia, a due passi dalla dolce regione dei laghi Maggiore e d’Orta. Da qui, costeggiando il castello, si sviluppa una passeggiata lungo l’antica mulattiera che sale alla frazione montana di Genestredo, un percorso tra architetture in pietra e terrazzamenti che conduce fino ai resti dell’antica Rocca.
Il Ricetto di Candelo, definita la Pompei medievale del Biellese, rientra appieno nel modello di economia circolare e conservazione. Si tratta di una struttura fortificata tardo-medievale sorta per iniziativa della popolazione di Candelo negli anni a cavallo tra XIII e XIV secolo, utilizzata come deposito per i prodotti agricoli in tempo di pace e come rifugio in tempo di guerra o di pericolo. Il Ricetto rappresenta il borgo più intatto del Piemonte ed è simbolo della memoria del territorio, in grado di offrire un esempio unico di conservazione architettonica con la sua pianta pentagonale, che ha un perimetro di circa 470 metri e una superficie di 13 mila mq, largo 110 metri e lungo 120.
Il Ricetto oggi fa da traino a un’offerta di turismo che include numerose attività all’aria aperta: dalle passeggiate al trekking, fino al cicloturismo, all’equitazione e alla pesca sportiva lungo il torrente Cervo. In questo contesto, la Riserva Naturale della Baraggia, un autentico unicum paesaggistico, regala spettacolari fioriture cromatiche in ogni stagione, dal giallo delle ginestre in primavera al rosa del brugo a fine estate, fino alle calde tonalità autunnali delle felci. Un luogo soprannominato “la savana biellese”. Sotto il profilo geologico e paesaggistico, l’area del “Baraggione” offre una suggestiva balconata panoramica a strapiombo sul torrente Cervo. Sono numerosi i sentieri ombreggiati da querce secolari, tutti agevolmente percorribili a piedi.
A fare da cerniera con la città, lo storico borgo del Piazzo di Biella, aggiunto da poco tra i Borghi più Belli d’Italia, terzo in provincia dopo Candelo e Rosazza. Fondato nel 1160, conserva oggi un’immagine storica autentica, che non ha più subito sensibili stratificazioni dalla fine del XIX secolo. Accessibile risalendo le ripide stradine strette dette “coste”, il Piazzo offre scorci panoramici sulle montagne biellesi e sulla città. I vicoli acciottolati attraversano il borgo tra portici bassi, palazzi storici e antiche dimore nobiliari.
Rosazza rientra tra i Borghi più Belli d’Italia e il suo nome ha origine da “rua” (roggia), più specificatamente da “rusascia” il torrente che scorre ai piedi del Borgo unitamente al Cervo. Alla confluenza dei due corsi d’acqua si trova il paese, un vero e proprio inno a due elementi costantemente abbinati: l’acqua e la pietra. L’architettura dal richiamo medievale è caratterizzata da merlature guelfe e finte rovine, il tutto arricchito da numerosi simboli legati alla massoneria, all’esoterismo e all’occulto.
Rassa, piccolo paese walser in provincia di Vercelli, si trova in Val Sorba ed è storicamente suddiviso in cantoni. Tra questi, il cantone di Pavaraj è caratterizzato da un bellissimo ponte che attraversa il Sorba. Il cantone di Sant’Antoniu sorge proprio nel punto di incontro tra le lunghe Valli Sorba e Gronda e da sempre rappresenta il punto di partenza storico per esplorare il territorio. Il circuito si estende infine alla sponda orientale del Lago Maggiore con Maccagno Imperiale, tra i borghi più antichi della provincia di Varese. Questo affascinante borgo duecentesco è diviso in due nuclei dal corso del fiume Giona: Maccagno Inferiore a sud, raccolto attorno a un tranquillo golfo, e Maccagno Superiore a nord, all’imbocco della verde Val Veddasca. Il Borgo Inferiore consente ancora oggi di ammirare la Contrada Maggiore, con le sue case addossate le une alle altre, tra strette viuzze, la Torre Imperiale e il Santuario della Madonna della Punta, che si affaccia direttamente sul lago.
Da ammirare per il suo patrimonio architettonico e paesaggistico, il borgo rappresenta un luogo che unisce storia, natura e bellezza da vivere tra sport e relax. Maccagno offre 12 km di coste e una notevole varietà di spiagge, tra lidi attrezzati e insenature riparate tra le rocce, con balneabilità garantita dai costanti prelievi dell’Arpa di Regione Lombardia. La passeggiata sul lungolago, da Maccagno Imperiale a Maccagno Superiore, rappresenta un anello di 4 km separato dal traffico. La palestra di roccia, in fondo alla passeggiata di Maccagno Superiore, offre una parete naturale attrezzata in sicurezza per grandi e piccoli. Nella boscosa Val Veddasca vi è una fitta rete di sentieri mappati grazie alla locale sezione del CAI. Maccagno è l’unico comune della provincia di Varese a ospitare una stazione sciistica.