Luglio è il mese in cui la lavanda raggiunge il suo massimo splendore. I campi si tingono di viola, l’aria si riempie di profumi avvolgenti e il paesaggio dell’Alessandrino si trasforma in uno scenario capace di sorprendere e incantare. Dunque, che siate amanti della fotografia, delle passeggiate nella natura o semplicemente alla ricerca di un’esperienza autentica da vivere in famiglia o con gli amici, questo è il momento perfetto per scoprire un lato inedito del territorio.
Ecco alcuni percorsi alla scoperta della lavanda in Piemonte, con suggerimenti anche per visite culturali e tappe culinarie.
Lavanda in Valle Bormida e Alto Monferrato
Il viaggio inizia a Castelletto d’Erro: dal piccolissimo borgo e in particolare dalla Torre Quadrata o dalla Chiesetta di Sant’Anna si gode di un panorama incantevole sulle colline in fioritura con sullo sfondo il Monviso e l’appennino ligure. E’ possibile visitare un’azienda alla scoperta della lavorazione della lavanda, la sua distillazione per ottenere oli essenziali e acque profumate per uso cosmetico.
L’itinerario prosegue a Spigno Monferrato ai confini con la Liguria: da non perdere il ponte medievale di San Rocco a cinque arcate con pavimento in ciottoli, importante snodo di passaggio della vallata verso la Via Aemilia Scauri e l’Abbazia di San Quintino, fondata dal figlio di Aleramo primo Marchese del Monferrato. E’ anche possibile fare tappa per il pranzo in un agriturismo specializzato nella coltivazione di erbe officinali biologiche e di zafferano. Si prosegue nei suggestivi calanchi della Valle Bormida con sosta a Mombaldone per una passeggiata nel borgo medievale. A conclusione della giornata, a Ponti è presente un’azienda agricola che farà scoprire la Roccaverano DOP, formaggio a pasta molle 100% caprino pluripremiato e vera specialità della zona.
Basso Monferrato
L’itinerario inizia a Quargnento dove sulle sovrastanti colline si trova una delle coltivazioni più estese della zona. Qui la lavanda infatti viene trasformata in olio essenziale (per ottenere una boccetta da dieci millilitri di olio essenziale, occorrono circa due chili di lavanda, pari a cinque metri quadrati di coltura) con estrazione in corrente di vapore, e in parte fatta essiccare, raccolta in mazzetti per poi essere sgranata manualmente e racchiusa in sacchetti confezionati artigianalmente con tessuti ricercati per meglio esaltarne la profumazione. Sarà possibile anche possibile degustare il gelato alla lavanda, grazie anche alla produzione di lavanda alimentare dell’azienda. Pranzo a Fubine con visita agli infernot comunali, tipiche cavità ipogee della zona, patrimonio Unesco. Il viaggio alla ricerca dei campi blu lavanda prosegue a Cuccaro con la sosta alla panchina gigante nr.99: dipinta di viola e circondata da campi di lavanda permetterà di ammirare il paesaggio collinare circostante e di scattare spettacolari foto ricordo, soprattutto al tramonto. Per gli appassionati, possibilità di visita e degustazione in cantina per scoprire i vini tipici del territorio.
Val Borbera e Tortonese
L’itinerario inizia dalla Val Borbera: la valle incastonata tra le quattro regioni, è un luogo incantevole e incontaminato dalla straordinaria bellezza naturalistica. Partenza da Pertuso con le scenografiche strette, una gola fluviale di straordinario valore naturalistico del torrente Borbera, un canyon tra le pareti scoscese e le acque smeraldo con colazione nell’area attrezzata di Boscopiano. Si prosegue verso a Vendersi, il paese degli Spaventapasseri. In questo villaggio grazie all’opera ingegnosa di alcune abitanti, sono comparsi questi manichini realizzati con materiali e accessori di riciclo che hanno reso l’atmosfera gioiosa e magica. Ci sono più di 70 spaventapasseri dislocati nel borgo ed ognuno di loro ha un nome e una storia ispirata proprio dalle persone che una volta lo abitavano. In cima al paese vi accoglierà un profumatissimo campo di lavanda reso ancora più affascinante dal contesto naturalistico in cui è inserito. Possibilità di acquistare saponette e prodotti ottenuti dalla lavanda qui coltivata. Arrivo al Castello di Borgo Adorno: alle falde del Monte Giarolo in posizione strategica sulla incontaminata Val Borbera domina dall’alto e controlla l’antica via di collegamento tra la suddetta valle e la confinante val Curone verso le terre tortonesi. Passando poi da Dernice, si arriva al borgo medievale di Garbagna, uno dei borghi più belli d’Italia e famoso per la ciliegia bella di Garbagna presidio Slow Food. Passeggiata per il paese e possibilità di acquisto di altre specialità del territorio come il salame nobile del Giarolo. L’itinerario prosegue attraversando le colline della Valle Grue fino a Viguzzolo, alle porte dell’antica città romana di Tortona. Da non perdere oltre la Pieve di Santa Maria risalente all’anno mille, gli spettacolari campi di lavanda coltivati da un esperto giardiniere. E per concludere la nostra giornata, sosta a Tortona, magari per un aperitivo con un bicchiere di Derthona Timorasso Colli Tortonesi DOC, il vitigno principe della zona.
Anche il Pinerolese, zona poco distante da Torino ma anche dal cuneese, diventa un territorio da scoprire.
Sale San Giovanni
Per anni prima che la coltivazione della lavanda si diffondesse in molte zone del Piemonte, questo piccolo borgo era conosciuto come la piccola Provenza. La coltivazione è nata come necessità per scoprire coltivazioni adatte al terreno di questa zona dell’Alta Langa. Sale San Giovanni è oggi un centro famoso per la produzione di erbe officinali. I raccolti sono destinati principalmente alla produzione di olii essenziali per la cosmesi d aromaterapia. La strade per accedere ai campi a giugno e luglio sono raggiungibili solo a piedi o in bici. Suggeriamo il percorso verde di 2.5 km e a seguire il laboratorio di erbe officinali ad Arboreto Prandi.
Oltrepò Pavese, il cuore della produzione lombarda
Anche la Lombardia offre scenari spettacolari, con distese viola che regalano panorami suggestivi e profumi inconfondibili. Il cuore della produzione lombarda di lavanda si trova nell’Oltrepò Pavese, un territorio collinare che negli ultimi anni è diventato una meta sempre più apprezzata dagli amanti della natura, della fotografia e del turismo rurale. Tra i borghi più interessanti da visitare ci sono Santa Maria della Versa, Golferenzo, Fortunago, Montalto Pavese e Rovescala, dove è possibile unire la visita ai campi a degustazioni di prodotti tipici e passeggiate tra le colline. Uno dei luoghi più conosciuti è Sant’Angelo Lodigiano, in provincia di Lodi, dove alcune aziende agricole hanno creato suggestivi campi di lavanda aperti al pubblico durante il periodo della fioritura. Il territorio ospita numerose aziende agricole che, oltre alla coltivazione della lavanda, producono oli essenziali, saponi, creme, candele e altri prodotti artigianali. Molte organizzano visite guidate, laboratori ed eventi dedicati alla raccolta e alla lavorazione della pianta, offrendo ai visitatori un’esperienza immersiva tra natura e tradizioni locali. Negli ultimi anni la lavanda è diventata anche un’importante attrazione turistica per la Lombardia. Sempre più persone scelgono questi luoghi per una gita fuori porta, attratte dalla bellezza dei paesaggi e dalla tranquillità delle campagne. Oltre all’Oltrepò Pavese, piccoli campi di lavanda si trovano anche in altre aree della regione, come la Brianza e il Lago di Garda, contribuendo alla diffusione di questa coltivazione. Sul versante orientale della regione, infatti, alcune aziende agricole nei dintorni del Lago di Garda, in particolare nell’area di Desenzano del Garda, Lonato del Garda e Pozzolengo, hanno introdotto la coltivazione della lavanda accanto agli uliveti e ai vigneti. Il contrasto tra il viola dei fiori e l’azzurro del lago crea paesaggi molto suggestivi, particolarmente apprezzati da fotografi e turisti.
In Liguria, a Carpasio, anche un museo dedicato
In Liguria, la lavanda cresce soprattutto nell’entroterra della provincia di Imperia, dove il clima mite, il sole e i terreni ben drenati creano le condizioni ideali per la sua coltivazione. Le aree più rinomate sono quelle del Colle di Nava, della Valle Arroscia e della Valle Argentina, territori che in estate si trasformano in un susseguirsi di campi dai vivaci toni viola e dal profumo intenso. Tra la fine di giugno e la metà di luglio, periodo della fioritura, questi paesaggi offrono uno spettacolo unico, attirando appassionati di fotografia, escursionisti e amanti della natura. Passeggiando tra i borghi dell’entroterra è possibile visitare aziende agricole che producono olio essenziale, cosmetici e specialità gastronomiche alla lavanda, vivendo un’esperienza autentica che unisce tradizione, cultura e bellezza del paesaggio ligure. Da non perdere a Carpasio, il Museo della Lavanda, il primo in Italia. Racconta la storia del borgo e della coltivazione della lavanda. Qui anche il Giardino delle Lavande con 30 diverse tipologie di piante.