«Borghi in maschera» è il carnevale più grande d’Italia. L’associazione Borghi delle Vie d’Acqua riunisce 56 Comuni della bassa vercellese, un’area del Piemonte compresa tra i fiumi Sesia, Dora Baltea e Po. Questa zona pianeggiante della Pianura Padana, tra le province di Vercelli, Alessandria e Pavia, è un mosaico di terre fertili irrigate da secoli da una fitta rete idraulica: canali maestri come il Cavour, ponti canalicoli, sifoni e prese d’acqua che nutrono vasti campi di riso, grange monastiche e castelli di pianura. Un territorio in cui l’acqua ha modellato nel tempo il paesaggio, l’economia e l’identità delle comunità locali, dove si fondono tradizioni culinarie robuste (panissa vercellese, agnolotti, bagna cauda) con paesaggi percorribili a piedi o in bicicletta lungo strade bianche e la Via Francigena. Qui, tra nebbie autunnali, murales urbani vivaci come quelli di Rive e il suggestivo “Custode delle Risaie”, storia e contemporaneità si intrecciano.
L’associazione nasce con l’obiettivo di valorizzare i borghi attraverso progetti condivisi di promozione culturale e turistica, mettendo in rete Comuni, amministrazioni e realtà locali e favorendo una visione coordinata del territorio. Ecco, quindi, «Borghi in Maschera» che valorizza le tradizioni carnevalesche locali attraverso una programmazione condivisa che riunisce sfilate, fagiolate, rievocazioni storiche ed eventi popolari. Un progetto che, già nelle precedenti edizioni, ha dimostrato la forza di una visione coordinata del Carnevale come patrimonio culturale diffuso, capace di unire territori, comunità e identità.
«Il Carnevale è una delle espressioni più autentiche dell’identità dei nostri borghi, un patrimonio di colori, maschere, tradizioni e sapori che attraversa i secoli e continua a rinnovarsi – dichiarano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore alla Cultura Marina Chiarelli – Il progetto valorizza il Piemonte attraverso sfilate, rievocazioni storiche ed eventi gastronomici che ne raccontano la ricchezza culturale. La programmazione coordinata degli appuntamenti offre a famiglie e visitatori nuove occasioni di scoperta, contribuendo a rafforzare l’attrattività turistica regionale».
La Provincia di Vercelli con la collaborazione dell’Università del Piemonte Orientale ha anche organizzato un seminario sul connubio cibo-carnevale, dove l’antropologia e la storia si incontreranno.
Fino alla fine del periodo del Carnevale, dunque, sfilate, feste, fagiolate, carri e maschere in questi comuni: Albano Vercellese, Alice Castello, Arborio, Asigliano Vercellese, Balzola, Bianzè, Borgo D’Ale, Borgo Vercelli, Buronzo, Caresana, Caresanablot, Carisio, Casanova Elvo, Cigliano, Costanzana, Crescentino, Crova, Desana, Formigliana, Ghislarengo, Greggio, Lenta, Livorno Ferraris, Maglione, Moncrivello, Morano sul Po, Olcenengo, Palazzolo Vercellese, Pertengo, Pezzana, Prarolo, Rive, Robella, Ronsecco, Rovasenda, Salasco, Sali Vercellese, Saluggia, San Germano Vercellese, San Giacomo Vercellese, Sant’Antonino, Santhià, Stroppiana, Tricerro, Trino, Tronzano Vercellese, Villanova Monferrato, Villareggia, Villata. Per tutto il calendario dettagliato borghidelleviedacqua.it.
Carnevali storici
Per l’edizione 2026 dello Storico Carnevale di Ivrea nasce un’iniziativa che valorizza le fagiolate, una delle tradizioni più autentiche e identitarie della città: il Passaporto delle Fagiolate, un percorso pensato per accompagnare cittadini e visitatori alla scoperta delle 11 fagiolate cittadine e del loro piatto simbolo, i faseuj grass. L’idea nasce dal desiderio di dare risalto a un patrimonio culturale che vive grazie ai rioni, ai volontari, ai cuochi e alle comunità che ogni anno, con passione e dedizione, mantengono viva una tradizione secolare. Le fagiolate non sono solo un appuntamento gastronomico: sono un rito collettivo, un modo di ritrovarsi, di riconoscersi, di condividere un gesto semplice che parla di appartenenza e memoria. Il Passaporto invita a compiere un viaggio attraverso i quartieri, le loro storie e le loro ricette. Ogni assaggio verrà registrato con un timbro sul passaporto, seguendo il calendario ufficiale delle degustazioni e distribuzioni. Non si tratta di una gara tra fagiolate, ma di una sfida tra assaggiatori, un modo per scoprire come uno stesso piatto possa essere interpretato in modi diversi, arricchito da piccoli segreti custoditi da ogni rione. Chi poi si presenterà domenica 15 febbraio alla Fagiolata di San Bernardo, ultima tappa utile, con almeno otto timbri, riceverà un riconoscimento dedicato. Un gesto simbolico che premia la curiosità, la partecipazione e l’amore per una tradizione che continua a unire la comunità eporediese. Per tradizione, poi, il mercoledì delle Ceneri, primo giorno di Quaresima, dopo aver dato l’arrivederci al Carnevale, tutti i cittadini si ritrovano in Borghetto (il quartiere di Ivrea oltre la Dora) per mangiare insieme Polenta e Merluzzo offerta dal Comitato della Croazia.
Domenica 15 febbraio torna anche la tradizionale Battaglia delle arance e sono 51 i Carri da getto che ne prenderanno parte, un momento clou insieme a quello del 14 febbraio quando si terrà l’attesa presentazione della Vezzosa Mugnaia, simbolo di libertà ed eroina della festa sin dalla sua apparizione nel 1858, dal balcone del Municipio in Piazza di Città.
Turismo
Borghi in maschera per Carnevale
50 Comuni uniscono le forze per creare il Carnevale più grande d'Italia.