I suggerimenti

Asti è la città dalle cento torri

Le rubrica per le gite fuori porta nel Nordovest questa settimana ci porta nel cuore del Piemonte.

Asti è la città dalle cento torri

Un punto di partenza per scoprire le bellezze del Monferrato? Asti è la città giusta ed è lei stessa ricca di storia da scoprire attraverso i suoi monumenti e le sue chiese. E’ conosciuta anche come «città delle 100 torri» per la numerosa presenza di questi manufatti.
La torre Troyana, o torre dell’Orologio, che svetta da Piazza Medici, è la più alta con i suoi 44 metri d’altezza e 199 scalini. Nell’Ottocento segnava le ore e la ritirata per la notte; era anche il segnale dell’apertura delle scuole e prima ancora, segnalava la chiusura delle botteghe e le punizioni che avevano luogo sulla pubblica piazza.
La torre Rossa è testimonianza dell’Asti romana e uno dei più antichi monumenti cittadini, situata lungo corso Alfieri, ora è campanile per la chiesa di Santa Caterina e si narra annessa all’antica chiesa di San Secondo, fosse stata la prigione del Santo prima del suo martirio.
Torre Guttuari, ancora oggi abitata. E’ stata al centro di importanti faide fra guelfi e ghibellini. In particolare si narra che la famiglia ghibellina dei Guttuari, proprietaria della torre e di numerosi palazzi della piazza, fu vittima di una rappresaglia da parte della famiglia guelfa dei Solaro, che distrusse numerose abitazioni. Da quel momento non si costruì più nulla in questo spazio, che invece venne adibito a sede del mercato.
Torre Comentina in piazza Roma, per secoli venne chiamata Torre di San Bernardino, nome della chiesa a cui fungeva da campanile; la chiesa venne distrutta nel 1897 per fare spazio al Palazzo Medici del Vascello. La torre venne utilizzata per diversi secoli quale postazione di comando per la corsa del Palio di Asti, che si svolgeva nel percorso “alla lunga” in Contrada Maestra.
La medioevale Torre Ponte di Lombriasco è inserita nel barocco Palazzo Gazelli di Rossana: vantava originariamente un’altezza di circa 36 metri, ma verso il finire del XVII secolo venne mozzata a piano inclinato. La torre è tutto ciò che rimane della residenza patrizia della famiglia Ponte, nobili guelfi vissuti alla fine del XIII secolo.
Non solo torri da ammirare ma anche la Cattedrale di Santa Maria Assunta, una delle più grandi cattedrali del Piemonte: Riedificata fra il 1309 e il 1354 sulla base dell’antecedente cattedrale romanica, subì varie ristrutturazioni nel corso dei secoli. Il bellissimo mosaico pavimentale dell’XI secolo nell’area del presbiterio appartiene alla precedente cattedrale romanica. Il campanile romanico risale al 1266.

I musei

Tra i musei più curiosi da visitare, quello dei fossili: nelle suggestive sale e nelle cantine del Palazzo Michelerio , di fondazione cinquecentesca, sono esposti i reperti archeologici e i fossili ritrovati nel territorio dell’astigiano, con alcuni reperti unici al mondo: si tratta di resti di balene (misticeti) e di delfini (odontoceti) attribuibili all’epoca pliocenica, ossia tra i 5,3 e l’1,8 milioni di anni fa, quando tutta la Pianura Padana era occupata dal mare. La Balena di San Marzotto d’Asti che rappresenta un esemplare unico al mondo e ancora oggi oggetto di studio.
A palazzo Ottolenghi è invece ospitato il Museo del Risorgimento. Dalle sale Risorgimentali si può scendere direttamente nel rifugio antiaereo, costruito nel 1943 per gli Uffici della Regia Prefettura. Con una struttura di cemento armato di circa due metri di spessore per le volte e un metro per tutte le pareti, il rifugio si compone di due locali adiacenti di circa 30 mq e ha una capienza complessiva di 20 persone. Nelle sale espositive dell’interrato, una serie di pannelli didattici e di vetrine raccontano la storia della città nel periodo tra la prima e la seconda guerra mondiale.

Il Palio

Tra i grandi eventi, un posto d’onore spetta al Palio che nel 2025 ha festeggiato i 750 anni. Il 10 agosto 1275 gli Astesi corsero il Palio presso le mura di Alba come era consuetudine in Asti durante le feste di San Secondo: è la prima attestazione della corsa. Da allora, il Palio ha sempre accompagnato il divenire storico della Città, rispecchiandone le alterne vicende. In otto secoli ha conosciuto trasformazioni, ma ha mantenuto inalterati i caratteri originali: il fascino della competizione agonistica dei cavalli, la passione partigiana, il rapporto privilegiato con il santo patrono e una grande valenza identitaria.

I personaggi

Ad Asti è nato Vittorio Alfieri che nel primo capitolo dell’autobiografia «Vita», scrive così: «Nella città d’Asti in Piemonte, il dì 17 di gennaio dell’anno 1749, io nacqui di nobili, agiati, ed onesti parenti», con evidente errore nell’indicazione della data, essendo egli nato il 16 gennaio. Suo padre, il conte Antonio Amedeo, morì quando il piccolo Vittorio non aveva ancora compiuto un anno. Alfieri legò alla città di Asti i ricordi più vividi della propria infanzia: la scoperta dei sentimenti e delle passioni, l’intenso legame con la sorella Giulia, la formazione del proprio carattere malinconico e orgoglioso. Nel 1758 lascia Asti per frequentare l’Accademia Reale di Torino.
Palazzo Alfieri è museo alfieriano che conserva la camera natale; oltre agli arredi settecenteschi, il museo espone dipinti, carte di archivio, libri antichi, cimeli, ma si trova anche una ciocca di capelli del poeta, che egli donò all’amata Contessa di Albany. Lei lo ricambiò con una sua ciocca, attualmente conservata nella Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze.
Cambiando periodo storico, è nato ad Asti, il 25 novembre 1950, Giorgio Faletti. Figlio unico di un commerciante ambulante e di una sarta, visse da bambino nel Borgo Torretta, in un modesto alloggio di Corso Torino 133; si laureò in giurisprudenza ma decise in seguito di intraprendere la carriera nel campo dello spettacolo. Non si dimentica la sua partecipazione al Festival di Sanremo del 1994, con «Signor Tenente» che vinse il Premio della Critica e si classificò secondo; come non si dimentica il suo bestseller «Io Uccido» nel 2002.