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All’iSimangaliso Wetland Park in una delle ultime aree selvagge del Sudafrica

La rubrica di viaggi di Stefano Ribaldi.

All’iSimangaliso Wetland Park in una delle ultime aree selvagge del Sudafrica

di Stefano Ribaldi

Il Maputaland si trova nell’est del Sudafrica, lungo la costa nord- orientale della provincia del KwaZulu-Natal ed è una delle ultime grandi aree selvagge del Sudafrica conosciuta anche come Elephant Coast. La sua posizione geografica ad oriente del continente ne fa un territorio di straordinaria importanza dal punto di vista naturalistico e culturale e rappresenta uno degli ecosistemi più ricchi e meglio conservati ed uno dei principali hotspot di biodiversità dell’Africa. Qui convivono i famosi Big Five (elefante, leone, leopardo, rinoceronte e bufalo) insieme a ippopotami, coccodrilli, giraffe, zebre, antilopi e a più di 500 specie di uccelli e le acque dell’Oceano Indiano ospitano tartarughe marine, delfini, squali balena e le balene megattere che migrano lungo questa costa.
Il cuore naturalistico del Maputaland è l’iSimangaliso Wetland Park che è stato il primo sito del Sudafrica inserito nella lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. Disse Mandela: «L’iSimangaliso Wetland Park dev’essere l’unico posto al mondo dove il mammifero di terra più antico del mondo (il rinoceronte) e il mammifero di terra più grande del mondo (l’elefante) condividono un ecosistema con il pesce più antico del mondo (il celacanto) e il cetaceo più grande del mondo (la balena)».
iSimangaliso significa miracolo in lingua zulu, un nome che riflette la straordinaria bellezza e la grande varietà di ambienti naturali presenti nel parco. Il Parco racchiude cinque ecosistemi interconnessi che vanno dalle barriere coralline oceaniche alle savane, passando per le dune costiere tra le più alte del mondo, paludi di mangrovie e il più grande sistema estuariale dell’Africa.
L’iSimangaliso Wetland Park è uno straordinario complesso di biodiversità che si estende per quasi 300 chilometri e comprende ambienti diversi tra di loro come il lago Sibaya, le dune marine che sono le più alte dell’Africa, foreste e aree subacquee protette, insomma, una regione che rappresenta uno dei più importanti laboratori naturali del pianeta.
L’economia del Maputaland è strettamente legata alle risorse naturali e negli ultimi decenni il turismo ecologico è diventato un’importante fonte di reddito per la popolazione locale. L’ecoturismo rappresenta anche uno strumento fondamentale per finanziare la conservazione delle aree naturalistiche e crea opportunità di lavoro per le comunità locali. La vastità dell’area, oltre a una attenta programmazione e regolamento dei flussi, fa sì da renderla aliena da ogni forma di overturism. Il territorio è abitato prevalentemente dal popolo zulu che mantiene vive numerose tradizioni culturali, linguistiche e artigianali, oltre una secolare accoglienza e disponibilità per gli appassionati del loro patrimonio naturalistico.