«Vercellae Hospitales», che si terrà dal 10 al 19 aprile è la prima rievocazione in Piemonte a ottenere il patrocinio ufficiale del Comitato Nazionale per la celebrazione dell’Ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi. «Il pilastro è la Fiera del Libro Medievale, prestigioso spin-off del Salone Internazionale del Libro di Torino, che trova a Vercelli la sua sede naturale. Qui il Medioevo non si racconta: si vive. Arca diventa un hub nazionale di riflessione alta e accessibile, dove antiquari di rilievo e librerie del territorio dialogano in uno spazio tematico unico, mentre il Salone del Libro cura un ciclo di incontri con studiosi e autori di primo piano. Il risultato è semplice e raro: il tempo di San Francesco diventa autorevole, comprensibile, contemporaneo» dicono gli organizzatori. Dal 10 aprile al 3 maggio, lo stesso spazio ospiterà la mostra «E bene predicò: la forza dei francescani in Vercelli. Ipotesi di ricerca» che spiega perché è successo e che conseguenze ha avuto sulla città, sulle istituzioni, sulle persone. Libri rari, manoscritti, fonti originali provenienti da archivi e biblioteche di assoluto prestigio, come quella di Assisi, costruiranno l’articolato percorso in quattro sezioni.
Vercelli, uno dei capoluoghi di provincia piemontesi, offre molteplici attrattive, a partire dall’Abbazia di Sant’Andrea, edificata fra il 1219 ed il 1227 per volere del cardinale Guala Bicchieri, che rappresenta uno splendido esempio di fusione tra lo stile romanico lombardo-emiliano e l’architettura gotica d’oltralpe. Al suo interno, è ospitata una delle più belle sale capitolari d’Italia, e un incantevole chiostro rettangolare con cornici in cotto e pitture dell’inizio del ‘500. E poi il Salone Dugentesco, fondato nel 1224 dallo stesso cardinale, che costituisce il nucleo più antico dell’ex Ospedale Maggiore, sorto per accogliere i pellegrini che percorrevano la Via Francigena. L’area è stata oggetto negli ultimi anni di una profonda trasformazione che l’ha resa il nuovo polo culturale della città, vista la presenza dell’Università del Piemonte Orientale e delle Biblioteche civiche.
Proseguendo, in via Galileo Ferraris, all’interno della ex chiesa di San Marco, il polo espositivo Arca, appunto, che ospita iniziative culturali e mostre di alto livello: una struttura modernissima in vetro e acciaio, “cifra stilistica” della volontà e capacità di coniugare antico e contemporaneo.
Sul lato opposto della piazza, la chiesa di San Bernardo, sede del santuario diocesano di Maria Salute degli Infermi, poi si arriva alla chiesa di San Cristoforo, conosciuta anche come la “Capella Sistina di Vercelli”. Edificata nella prima metà del 1500, vanta capolavori di Gaudenzio Ferrari, tra cui spicca la pala d’altare della Madonna degli Aranci. Un nome attribuito nonostante lo sfondo rappresenti un melo con dipinti i frutti e nel dettaglio una varietà di mele coltivata in Valsesia. Da qui si raggiunge piazza Cavour, un tempo conosciuta come piazza Maggiore, nel cuore del centro storico, luogo d’incontro per tutti i vercellesi, caratterizzata dai portici ad arco acuto di epoca medievale e dominata dalla poderosa Torre dell’Angelo che deve il suo nome alla leggenda che la circonda: si dice infatti che un uomo, disperato e senza soldi, decise di buttarsi giù dalla Torre per farla finita. Accortosi troppo tardi di aver commesso un errore, si mise a pregare assiduamente finchè un angelo non venne in suo soccorso. A pochi passi , l’antico Broletto, originaria sede del Comune dal 1200 al 1800, sede di un’altra piazza molto amata dai vercellesi: piazza Palazzo Vecchio, o in gergo “piazza dei Pesci” a ricordare il mercato ittico che una volta qui si teneva. Qui svetta la Torre Civica. Proseguendo lungo via Foa si incontra la Sinagoga, prima in Italia a essere costruita in un edificio autonomo, eretta tra il 1875 e il 1878. Continuando lungo la via si trova la chiesa di San Giuliano, arricchita da un’opera del Lanino e Casa Centoris, famosa per l’eleganza del suo cortile interno, la cui facciata si stile bramantesco è stata recentemente restaurata
Poco più avanti, nell’omonima piazza, sorge Palazzo Tizzoni, storica dimora di una delle più importanti famiglie ghibelline della Vercelli medievale: di particolare interesse sono gli affreschi che decorano il Salone all’ingresso, unica opera profana a ora conosciuta dipinta dall’artista Guglielmo Caccia, detto “Il Moncalvo”. Entrambe le strutture sono visitabili solo durante particolari giornate di valorizzazione del patrimonio artistico.
Proseguendo lungo corso Libertà, sulla destra, nell’ex complesso del monastero di Santa Chiara, si trova il Museo Archeologico Civico (Mac): intitolato al padre barnabita Luigi Bruzza, illustre studioso che ottocentesco che si dedicò alla storia e all’archeologia vercellese, raccoglie una collezione archeologica composta da oltre seicento reperti provenienti da indagini stratigrafiche condotte in città negli ultimi trent’anni, integrandoli con infografiche e supporti multimediali.
Altra tappa obbligata è il Museo Borgogna, una bellissima casa-museo. Le collezioni comprendono opere di pittura (tra i quali una notevole sezione di dipinti murali strappati e staccati oltre a pale d’altare tra il XV e XVI secolo), scultura, grafica, arti decorative, lastre fotografiche e una biblioteca (storica e corrente). Le opere esposte su tre piani espositivi sono circa 800, coprono un arco cronologico dal XV al XXI secolo. La sezione di opere del XV e XVI secolo raccolte da Borgogna e attraverso i depositi da chiese, confraternite e dall’Istituto di Belle Arti di Vercelli, costituiscono un nucleo altamente rappresentativo del Rinascimento piemontese. La scuola pittorica territoriale è composta da pale d’altare e polittici, piccole opere di devozione privata,frammenti di cicli murali e tavole che erano scomparti di opere più complesse ma smembrate. Tra gli artisti più significativi: la bottega spanzottiana, Gerolamo Giovenone e Giovan Battista Giovenone, Bernardino Lanino, Defendente Ferrari e Gaudenzio Ferrari.
Riprendendo la passeggiata, poco più avanti, attraverso piazza San Francesco, si raggiunge il Castello Visconteo, a pianta quadrangolare, edificato a partire dal 1290 e divenuto prima residenza sabauda, poi carcere e, a partire dal 1838 e fino ai giorni nostri, sede del tribunale e pertanto non visitabile.
Percorrendo via Carducci, con una breve deviazione su via Verdi, caratteristica via ciottolata ricca di botteghe artigianali, è possibile visitare il Museo Leone: ospitato nella rinascimentale Casa Alciati e nel barocco Palazzo Langosco, espone reperti del Paleolitico, Neolitico ed Età del Bronzo e del ferro e una sala romana che ospita tra le più antiche attestazioni della storia di Vercelli. Al termine di via Verdi, il Teatro Civico, inaugurato il 4 luglio 1815 che ospita rassegne teatrali, musicali ed eventi.
Percorrendo via Monte di Pietà si raggiunge piazza D’Angennes, ricca di edifici storici ed importanti a partire dal Palazzo Arcivescovile, proseguendo con il Museo del Tesoro del Duomo (che raccoglie preziosi reliquari, opere di oreficeria, arredi liturgici e il “Vercelli Book”, famoso codice scritto su pergamena in lingua anglosassone risalente al X secolo), la Cattedrale di Sant’Eusebio e il Seminario Arcivescovile.
Turismo
Alla scoperta delle chiese e dei musei di Vercelli
Anche le torri sono tra i simboli della città e non mancano le leggende. Negli spazi espositivi centinaia di reperti storici e una rievocazione che rientra nelle celebrazioni per san Francesco