Il centro storico di Alessandria svela i segni stratificati di un lungo passato: si possono osservare tracce dell’impianto medievale della cittadina, così come eleganti palazzi che conservano i tratti architettonici tipici di tutto l’arco temporale tra Seicento e Novecento. Per una passeggiata, si può partire dalla Piazzetta della Lega Lombarda, considerata il salottino di Alessandria e poco distante, in via Milano, si trova la sinagoga: è il risultato della trasformazione di un edificio preesistente collocato nel cuore dell’ex ghetto. L’edificio fu inaugurato nel 1871, dopo quattro anni di lavori; si tratta di un’architettura eclettica con influenze neogotiche, specialmente nell’imponente facciata scandita da finestre ad arco e coronata da pinnacoli. L’Arco di Trionfo, invece, edificato nel 1768, è situato alla fine di via Dante Alighieri, e fu costruito come omaggio alla visita della città del Re di Sardegna, Vittorio Amedeo II. Di realizzazione ben più recente, è Galleria Guerci: il cuore dello shopping alessandrino. Inaugurata il 1° novembre 1895, propone un’architettura elegante e dallo stile retrò, che richiama un passato ottocentesco; danneggiata dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, è stata restaurata nel 1948.
Piazza della Libertà è la piazza principale di Alessandria, attorno alla quale si ergono alcuni dei più importanti palazzi storici. Il primo a catturare l’attenzione, con la sua facciata rossa che ne conferisce il nome, è Palazzo Rosso, noto anche come Palazzo degli Orologi. Un tempo teatro cittadino, oggi invece riveste la funzione di palazzo comunale. Impossibile perdere ogni riferimento grazie ai tre orologi che lo adornano: quello centrale che indica l’ora, quello di sinistra con le fasi lunari e quello di destra con il calendario. Di fronte a Palazzo Rosso, dal lato opposto della piazza, si erge il Palazzo delle Poste e Telegrafo, con il suo mosaico futurista che ne caratterizza la facciata. Lungo 38 metri, realizzato dall’artista Gino Severini, ripercorre con le sue immagini la storia delle telecomunicazioni. A destra di Palazzo Rosso si trova, invece, Palazzo Ghilini, uno degli esempi più maestosi del barocco settecentesco. Costruito nel 1732 su commissione del Marchese Tommaso Maria Ghilini, oggi è sede della Prefettura e dell’Amministrazione provinciale.
Accanto c’è Palazzo Cuttica, realizzato nella prima metà del XVIII secolo per volontà del marchese Luigi Cuttica di Cassine. Un vero gioiello dell’architettura che ospita una miscela di stili, da quello barocco a quello neoclassico, l’edificio è oggi sede del conservatorio Antonio Vivaldi e del Museo civico di Alessandria. Il percorso museale propone una selezione di opere e oggetti d’arte provenienti in prevalenza dall’area alessandrina. Nella prima sala sono esposti due arazzi di manifattura fiamminga del XVIII secolo. Nella sale successive è esposta la collezione archeologica di età pre-romana e romana di Cesare Di Negro Carpani, frutto di una intensa attività di collezionismo ottocentesco; per le sue caratteristiche storico-archeologiche, è di particolare importanza per la ricostruzione del quadro delle attuali conoscenze della preistoria e della storia antica dell’area alessandrina e tortonese. Seguono le sale che ospitano i paramenti sacri e la preziosa raccolta di corali miniati commissionati da Papa Pio V, in occasione della costruzione del convento domenicano di Santa Croce e Ognissanti a Bosco Marengo. Nella sale successive sono esposte opere dedicate a Napoleone Bonaparte e alla battaglia di Marengo. Nell’ultima sala sono presenti alcune importanti opere di pittura sacra piemontese del ‘500 e ‘600 come l’affascinante polittico dell’Incoronazione della Vergine, opera di Gandolfino da Roreto. In piazza della Libertà sorgeva anche il Duomo, abbattuto per ordine di Napoleone nel 1803; il nuovo Duomo, cioè la cattedrale di San Pietro, si trova in via Parma; il suo campanile è il terzo più alto d’Italia.
Tra i musei da visitare, di sicuro Museo Borsalino perché la storia di Alessandria è strettamente legata al noto marchio produttore di cappelli sin dal 1857. Il museo è diviso in tre aree tematiche che ripercorrono l’evoluzione del design e del costume attraverso l’esposizione di oltre duemila cappelli.
Poi, il Museo della Gambarina: Gambarina è il nome della vecchia caserma di origine settecentesca che ospita oggi il Museo Etnografico “C’era una volta”, detto Museo della Gambarina, una finestra sul passato ottocentesco della città. Al suo interno sono esposti manufatti originali dell’epoca, strumenti da lavoro, giocattoli, ma anche riproduzioni di ambienti domestici e addirittura di un’aula scolastica degli anni 30. Le Sale d’arte di Alessandria sono, invece, una tappa obbligata per gli amanti dell’arte che visitano la città. Quattro sezioni espositive che ripercorrono dal Medioevo al Novecento tutto il patrimonio artistico-pittorico di Alessandria.
Da non dimenticare, infine, la Cittadella di Alessandria: costruita nel 1728 su commissione di Re Vittorio Amedeo II, è uno degli edifici militari più importanti d’Europa, con cinta muraria, pianta a stella e sei baluardi circondati da fossati. La struttura, luogo del cuore Fai, è visitabile dal 1900 e per raggiungerla si può attraversare il fiume Tanaro percorrendo l’imponente Ponte Meier, progettato dall’omonimo architetto.
E i piatti tipici da gustare durante una pausa tra le visite? Il bagnet verd, una salsa che accompagna il bollito misto di carne e anche la bagna caoda. Parlando di primi, molto popolari sono gli agnolotti, pasta ripiena, o i rabaton, gnocchi di ricotta e spinaci.