Suggerimenti

Questa settimana il suggerimento per la gita fuori porta è a Varese

Questa settimana andiamo all'esplorazione di un'altra città lombarda da non sottovalutare.

Questa settimana il suggerimento per la gita fuori porta è a Varese

Varese è una cittadina da non sottovalutare in quanto propone delle tappe interessanti.

La gita fuori porta della settimana è a Varese

Di sicuro, gran parte della scena è occupata dal Sacro Monte, uno dei più importanti luoghi di pellegrinaggio in Italia, che fa parte del Patrimonio Mondiale dell’Unesco. Questo complesso religioso, eretto sul monte di Velate fra il 1604 e il 1698, è costituito da un percorso di 2 chilometri che si snoda attraverso 14 cappelle, ciascuna dedicata a un mistero del Rosario. Le cappelle sono decorate con affreschi e statue che illustrano scene bibliche. L’architetto Giuseppe Bernascone detto “Il Mancino” ne curò l’intera progettazione (cappelle, archi, fontane e viali) conferendo al complesso quel carattere di uniformità monumentale che lo contraddistingue. Al Sacro Monte di Varese lavorarono importanti artisti lombardi, quali Morazzone, Francesco Silva, i fratelli Recchi, Dionigi Bussola e Stefano Maria Legnani detto il Legnanino. Nel 1983 Renato Guttuso dipinse sulla parete esterna della cappella della Natività una versione contemporanea della Fuga in Egitto. Al termine del percorso in salita, dal caratteristico acciottolato, si entra nel piccolo borgo di Santa Maria del Monte con le tipiche vie coperte e l’antico monastero delle Romite Ambrosiane nei cui pressi è possibile visitare il Museo Baroffio e la Casa Museo Pogliaghi. Suggestiva anche la salita attraverso la funicolare del Sacro Monte di Varese, realizzata nel 1909 e ripristinata pochi anni fa. Dalla cima si apprezza una meravigliosa vista sul lago di Varese e oltre.

Nel periodo delle festività natalizie, dal 26 dicembre al 6 gennaio (tranne il 31 dicembre) la Casa Museo Pogliaghi sarà eccezionalmente aperta. La visita guidata, della durata di 60 minuti, permetterà di conoscere la figura dell’artista milanese Lodovico Pogliaghi, autore della porta centrale del Duomo di Milano, e di ricostruire la storia della residenza di Pogliaghi e della sua collezione internazionale di opere d’arte.

Da non perdere nemmeno Villa Panza, ora bene del Fai: costruita come casa di campagna alla fine del Cinquecento e parzialmente rinnovata alla metà del Settecento, la dimora nel 1823 divenne proprietà del duca Pompeo Litta Visconti Arese, che affidò a Luigi Canonica una revisione architettonica del parco e dell’edificio. Dopo la morte degli eredi Litta, nel 1935 fu acquistata da Ernesto Panza, che commissionò ulteriori interventi all’architetto Piero Portaluppi. Fu però Giuseppe Panza (1923-2010) a trasformarla radicalmente: collezionista visionario, raccolse dal 1955 alla morte oltre 2.500 opere di arte europea e americana contemporanea – 150 delle quali ancora esposte – ispirate ai temi della luce e del colore. Con grande rigore estetico, Panza riuscì a integrare le opere negli spazi della villa, trasformandola in un luogo sospeso tra una casa e un museo. Aperta al pubblico nel 2000, nel 2022 la collezione della villa si è arricchita grazie a una donazione di 108 opere da parte di Rosa Giovanna Panza; oggi ospita la maggiore collezione europea dell’eredità Panza, seconda solo al Guggenheim di New York. Da notare la galleria ricavata negli ambienti delle ex scuderie e rimesse, con le installazioni site-specific di Robert Irwin, James Turrell e Robert Wilson, le stanze luminose di Dan Flavin e il commovente tributo di Wim Wenders a Ground Zero. Completa la visita un bel giardino all’italiana.

Rimanendo in ambito di edifici storici, Palazzo Estense è uno dei più importanti. Costruito nel XVIII secolo, era la residenza estiva dei duchi d’Este, ha gli interni decorati con stucchi e un bel salone d’onore; è sede dell’Amministrazione Comunale e della Biblioteca Civica. Progettato dall’architetto Bianchi, è caratterizzato da uno stile barocchetto lombardo, non privo di influssi neoclassici. Alle sue spalle si apre un parco pubblico all’italiana ispirato ai giardini della residenza di Schönbrunn. Qui si trova villa Mirabello: ospita una ricca collezione archeologica, con l’imperdibile mummia, che si scoprì appartenere a un ragazzino, morto probabilmente di polmonite. Di pregio anche i tre aghi punteruolo in osso della Fontana degli Ammalati, recipienti ceramici e asce di bronzo dell’isolino Virginia e la Coppa Cagnola donata dal nobile Guido Cagnola. E il dipinto di Eleuterio Pagliano, che rappresenta lo sbarco a Sesto Calende nel 1859 del Battaglione dei Cacciatori delle Alpi, guidati da Garibaldi.

Il castello di Masnago, invece, è divenuto negli anni Ottanta la sede del Museo di Arte Moderna e Contemporanea della città di Varese. Tra i quadri imperdibili, troviamo la “Tamar di Giuda”, dipinta da Francesco Hayez, la “Bambina con fiori” di Giacomo Bella e infine “La torre di Velate e il Sacro Monte di Varese” di Renato Guttuso. Da non dimenticare la basilica collegiata di San Vittore, realizzata nel XVII secolo sulle vestigia di una struttura trecentesca, si eleva con la sua torre campanaria alle spalle di corso Matteotti. La passeggiata cittadina si può dipanare nei dintorni di piazza Monte Grappa che rappresenta il punto in cui convergono le vie principali del centro storico e che con il Natale si veste di luci e festa, anche con i mercatini aperti fino al 6 gennaio. In città si accenderanno oltre 500 mila lucine nelle vie e nelle piazze, mentre 15 chilometri di fili luminosi illumineranno il Giardino delle Meraviglie ai Giardini Estensi tutti i giorni dalle 17.30 alle 22. Un modo per visitare la città e immergersi un un’atmosfera davvero particolare.