Calcio

Serie A, una stagione da 887 milioni

La cifra totale, che dovrà essere distribuita tra le varie società, tiene conto anche dei diritti televisivi delle partite.

Serie A, una stagione da 887 milioni

di Matteo Mosconi

Archiviata la stagione di Serie A 2025/26, che ha visto l’Inter conquistare il 21° scudetto della propria storia e il primo da allenatore per Cristian Chivu, l’attenzione si sposta sugli effetti economici del campionato. Il piazzamento finale, infatti, incide direttamente sulla distribuzione dei proventi derivanti dai diritti televisivi, una delle principali fonti di ricavo per i club del massimo campionato italiano.
Secondo le stime elaborate da Calcio e Finanza, nella stagione appena conclusa saranno distribuiti complessivamente 887 milioni di euro netti, una cifra leggermente inferiore ai circa 900 milioni della precedente annata. L’ammontare tiene conto dei versamenti effettuati da DAZN, Sky, Mediaset – per quanto riguarda Coppa Italia e Supercoppa Italiana – oltre ai ricavi provenienti dai broadcaster internazionali, al netto delle somme destinate ai contributi di solidarietà, alle leghe inferiori e al cosiddetto “paracadute” per le squadre retrocesse in Serie B.
La ripartizione delle risorse segue i criteri fissati dalla Legge Melandri, successivamente aggiornata dalla riforma Lotti. Il 50% dell’importo complessivo viene distribuito in parti uguali tra le 20 società di Serie A, per un totale di 443,5 milioni di euro. Il restante 50% viene invece assegnato sulla base di parametri sportivi e di radicamento territoriale.
Una quota del 28% è legata ai risultati ottenuti sul campo. In particolare, l’11,2% dipende dalla classifica dell’ultimo campionato, il 2,8% dai punti conquistati nella stagione appena conclusa, il 9,33% dai risultati conseguiti nelle cinque annate precedenti e il 4,67% dalla tradizione storica dei club.
Il 22% viene invece distribuito in base al cosiddetto radicamento sociale. In questa voce rientrano l’impiego dei giovani calciatori, che pesa per l’1,1%, il numero di spettatori presenti allo stadio negli ultimi tre anni, pari al 12,54%, e l’audience televisiva, che rappresenta l’8,36% del totale.
In termini di ricavi, l’Inter guida la graduatoria con oltre 80 milioni di euro, risultando l’unica società a superare questa soglia. Alle spalle dei nerazzurri si collocano Milan e Napoli. I rossoneri, nonostante il quinto posto in classifica, beneficiano soprattutto degli ottimi dati relativi all’affluenza allo stadio e superano i 71 milioni di euro, mentre i campioni d’Italia uscenti si attestano intorno ai 67 milioni.
Completano le prime posizioni Roma e Juventus, rispettivamente con circa 64,5 milioni e poco più di 63 milioni di euro. Nella parte bassa della classifica, invece, figurano Sassuolo, Parma, Cremonese e Pisa, tutte al di sotto dei 30 milioni di ricavi derivanti dai diritti televisivi.
Nel complesso, i primi quattro club concentrano oltre 285 milioni di euro, pari a circa il 32% dell’intero ammontare distribuito dalla Lega Serie A. Le ultime cinque società, invece, raccolgono complessivamente poco più di 140 milioni.
Il divario tra la squadra che incassa di più e quella che riceve meno è pari a circa 3,3 a 1. Un dato che evidenzia una distribuzione più sbilanciata rispetto alla Premier League, dove nella scorsa stagione sono stati ripartiti circa 3,4 miliardi di euro e il rapporto tra prima e ultima classificata si è fermato a 1,6 a 1.