di Michele Borrelli
L’Italia dello sport vince quasi ovunque, come mai nella storia: nell’atletica, nel nuoto, nello sci, nella pallavolo, nel tennis, alle Olimpiadi estive e invernali, alle Paralimpiadi, nel motociclismo e in Formula 1, nel rugby contro gli inglesi e addirittura nel baseball contro gli americani! Ma nello sport nazionale per eccellenza, il calcio, continua a soffrire.
Tocca alla Nazionale
Ci risiamo: la Nazionale azzurra deve ripassare dalle forche caudine dei play-off per qualificarsi ai prossimi Mondiali, come è già successo nel 2017, quando, con Ventura CT, non riuscì ad andare oltre lo 0-0 con la Svezia a Milano (dopo lo 0-1 dell’andata), e nel 2022, quando i campioni d’Europa in carica furono eliminati dalla Macedonia del Nord a Palermo con un gol subito nei minuti di recupero. Nel secondo caso gli azzurri di Mancini avrebbero poi dovuto affrontare in finale il Portogallo in trasferta.
Il prossimo 26 marzo a Bergamo arriva l’Irlanda del Nord, che, ironia della sorte, è la terza Nazionale che ha eliminato l’Italia nelle qualificazioni ai Campionati del mondo nel lontano 15 gennaio 1958, vincendo 2-1 a Belfast quando agli uomini di Foni sarebbe bastato il pareggio.
Nessuna possibilità quindi che l’attuale commissario tecnico Gennaro Gattuso possa sottovalutare il primo dei due impegni, anche se obiettivamente le difficoltà principali sulla strada verso i Mondiali in USA, Canada e Messico si presenteranno eventualmente nella finale di martedì 31 marzo nella trasferta in casa della vincente tra Galles e Bosnia.
Importante quindi preparare il doppio impegno come si fa con un test, la semifinale, propedeutico a un esame, la finale. Anche se Gattuso ha finora alternato due sistemi di gioco a seconda dell’avversario e quindi difficilmente vedremo due schieramenti simili il 26 e il 31 marzo.
Se il CT resterà sulla sua linea, contro l’Irlanda del Nord, squadra compatta e con un sistema di gioco difensivo, l’Italia si potrebbe schierare con quattro difensori, due mediani, due esterni d’attacco e due punte. Nelle ultime partite di ottobre e novembre giocare con due punte è stato il carattere distintivo della Nazionale di Gattuso. Mentre quando si alzerà il tasso tecnico dell’avversario, in Galles o in Bosnia, è più probabile che rivedremo il modulo più usato dai giocatori del nostro campionato: il 3-5-2. Quindi sempre con le due punte, ma con la difesa a tre.
La formazione
Traducendo numeri e idee in uomini, in porta si riparte dal miglior giocatore a disposizione: Donnarumma. Nella difesa a quattro potrebbero giocare Cambiaso, Mancini, Bastoni e Dimarco, con Barella e Tonali a centrocampo, Politano e Zaccagni esterni offensivi e Kean e Retegui coppia d’attacco. Esposito e Scamacca o Raspadori sono le alternative in avanti anche nel sistema con la difesa a tre, che vedrebbe invece con Mancini e Bastoni anche Calafiori. Politano può giocare anche a tutta fascia a destra, lo fa anche nel Napoli, così come Dimarco nell’Inter a sinistra. In questa seconda opzione, con il 3-5-2, ci sarebbe un esterno offensivo in meno e un centrocampista in più, Locatelli o Cristante favoriti, con Barella e Tonali che resterebbero i punti fermi di Gattuso in mezzo al campo.
Al di là di uomini e sistemi di gioco, l’ex eroe di Berlino 2006 è stato chiamato al posto di Spalletti dopo la prima débâcle con la Norvegia dello scorso giugno per ritrovare essenzialmente lo spirito di squadra. Perché è vero che l’Italia non è in questo momento storico paragonabile alle migliori Nazionali del mondo, ma è pur sempre tredicesima nel ranking FIFA , mentre l’Irlanda del Nord è alla posizione numero 69, la Bosnia al numero 71 e il Galles, la nostra probabile avversaria in finale, è trentacinquesimo.