Calcio

Mondiali 2030, effetto domino

Continua la discussione sul possibile allargamento della Coppa del Mondo.

Mondiali 2030, effetto domino

di Matteo Mosconi

Archiviato un Mondiale, il calcio guarda già al prossimo. È sempre stato così, ma questa volta il dibattito va ben oltre le favorite o la sede della finale. Al centro della discussione c’è infatti l’ipotesi, sempre più concreta, di un nuovo ampliamento della Coppa del Mondo: dopo il passaggio da 32 a 48 nazionali inaugurato nell’edizione disputata tra Stati Uniti, Messico e Canada, la FIFA starebbe valutando un ulteriore salto fino a 64 squadre partecipanti nel 2030.
Un progetto che trova il favore di molte federazioni, entusiaste all’idea di avere più posti a disposizione e quindi maggiori possibilità di qualificazione. Diverso, invece, il discorso per i club europei, che osservano con crescente preoccupazione l’evoluzione del calendario internazionale. Se le nazionali vedono nell’allargamento un’opportunità di crescita, le società temono che il prezzo da pagare possa essere troppo alto, soprattutto in termini di salute dei calciatori e gestione della stagione.
Secondo quanto riportato da Il Fatto Quotidiano, un Mondiale con 64 partecipanti comporterebbe un aumento delle partite da 104 a 128, con una durata complessiva di circa 44 giorni. Cinque in più rispetto all’ultima edizione. Un torneo ancora più lungo, destinato inevitabilmente ad allargare la finestra estiva occupata dal calcio internazionale.
Ed è proprio il calendario a rappresentare il nodo principale. La FIFA ha già fissato le date del Mondiale 2030: inaugurazione l’8 giugno e finale il 21 luglio. Se dovesse arrivare anche l’espansione a 64 squadre, è probabile che il programma venga ulteriormente anticipato per consentire lo svolgimento di tutte le gare. Tradotto: ancora meno tempo tra la conclusione della stagione dei club e l’inizio della manifestazione iridata.
Basta guardare quanto accaduto quest’anno per capire il problema. La finale di Champions League si è disputata il 30 maggio, mentre il Mondiale ha preso il via appena 11 giorni più tardi. Nel 2030 il margine potrebbe ridursi ulteriormente, costringendo molti giocatori a passare direttamente dalla finale europea al ritiro con la propria nazionale, senza un vero periodo di recupero.
Dal punto di vista del format, l’allargamento cambierebbe anche la struttura della competizione. I gironi diventerebbero 16 e si qualificherebbero agli ottavi le prime due classificate di ciascun gruppo, eliminando così il meccanismo delle migliori terze introdotto con il torneo a 48 squadre. Resterebbero invece i sedicesimi di finale, aumentando ulteriormente il numero di incontri da disputare.
Le preoccupazioni dei club, però, non si fermano ai Mondiali. Nell’estate del 2029 è infatti prevista la seconda edizione del nuovo Mondiale per Club, competizione che potrebbe a sua volta essere ampliata fino a 48 squadre. Se questa ipotesi diventasse realtà, il calendario internazionale subirebbe un’altra pesante dilatazione, con ripercussioni inevitabili sull’inizio dei campionati nazionali e sulla programmazione della stagione successiva.
Si rischierebbe così un vero e proprio effetto domino. Le leghe sarebbero costrette a posticipare l’avvio dei tornei oppure a comprimere ulteriormente il calendario, aumentando il numero di turni infrasettimanali e riducendo gli spazi per il recupero fisico dei giocatori. Un aspetto che da tempo rappresenta uno dei principali motivi di scontro tra FIFA, UEFA e le società.