Calcio

La Serie A è sempre più americana

12 su 20 proprietà delle squadre sono straniere: di queste 10 sono statunitensi.

La Serie A è sempre più americana

di Michele Borrelli

Tra dicembre 2024 e gennaio 2025 in Serie A è avvenuto un sorpasso storico: le proprietà straniere sono diventate più numerose di quelle italiane. Il 18 dicembre 2024 il Genoa ha annunciato l’imprenditore rumeno Dan Sucu come nuovo proprietario del club rossoblù. In quel momento la metà dei club del campionato italiano aveva una proprietà straniera. Un mese dopo, il 15 gennaio del 2025, Presidio Investors ha acquisito da Maurizio Setti il 100% della proprietà dell’Hellas Verona Football Club. È il sorpasso: 11-9, undici proprietà straniere e solo nove italiane.
Anche la Serie  A 2025/26 contava undici proprietà straniere, con il Pisa (al 75% dell’imprenditore anglo-statunitense Alexander Knaster e al 25% del presidente Giuseppe Corrado)  al posto del Venezia.
Nella prossima Serie A ci sarà addirittura l’allungo: 12-8! Sono arrivate nella massima serie Venezia, Frosinone e Monza, tutte e tre con proprietà straniere. L’ultimo a passare di mano è stato proprio il Frosinone, diventato “americano” pochi giorni fa: il 1° luglio il presidente Maurizio Stirpe ha annunciato l’ingresso del fondo statunitense Clara Vista in società con l’80% delle quote.
A parte il Genoa, il Bologna canadese e il Como indonesiano, le altre nove proprietà non italiane sono americane, come quella del Frosinone. Tutte arrivate in questo decennio o in quello scorso.
Tra le società più blasonate le milanesi e la Roma. All’Inter, dalla sua fondazione Internazionale di nome e di fatto, il 22 maggio 2024 c’è stato il passaggio dalla proprietà cinese di Zhang al fondo statunitense Oaktree. Il Milan dal 2022 è controllato dal fondo statunitense RedBird Capital Partners, guidato da Gerry Cardinale, che ha rilevato il club dal fondo Elliott. Anche per la Roma è già “il secondo giro” con un proprietario non italiano. Nell’agosto 2020 Dan Friedkin comprò le quote da Pallotta, che prese il club nel 2011.
Altre due proprietà americane hanno scelto Bergamo e Firenze. All’Atalanta nel febbraio 2022 la famiglia Percassi ha ceduto il 55% delle quote de La Dea Srl a un gruppo di investitori capitanati da Stephen Pagliuca, Managing Partner e Co-owner dei Boston Celtics, oltre che Co-chairman di Bain Capital, uno dei principali fondi di investimento al mondo. Poi c’è il caso della Fiorentina, dove nel giugno 2019 la famiglia Della Valle ha ceduto il club all’imprenditore italo-americano Rocco Commisso, fondatore di Mediacom. Dopo la sua morte, nel gennaio 2026, la presidenza del club è passata al figlio Giuseppe.
Tra le altre quattro proprietà americane troviamo il Parma e le tre neopromosse Venezia, l’ultima acquisita il Frosinone e il Monza.
A Parma nel settembre del 2020 Krause Group aveva acquistato il 90% delle quote. A capo l’americano Kyle Krause, italoamericano, madre italiana, presidente e Ceo del gruppo che porta il suo nome.
A Venezia il club è controllato da VFC Newco 2020 LLC, gruppo di investitori nordamericani. Dal maggio 2026 la presidente è l’americana Francesca Bodie, subentrata a Duncan Niederauer, che resta socio di minoranza. Anche il Monza è da poco completamente americano. Fininvest nell’estate 2025 ha perfezionato la cessione delle quote societarie al fondo statunitense Beckett Layne Ventures.
Sempre dal continente americano arrivano i proprietari del Bologna. È il 2014 quando un gruppo di investitori nord-americani, rappresentati dall’imprenditore canadese Joey Saputo, decide di rilevare la proprietà rossoblù.
Un  capitolo a parte merita il Como, che si è qualificato per la prossima Champions League. Nell’aprile 2019 la Sent Entertainment, società con sede a Londra di proprietà di Robert Budi Hartono, magnate indonesiano del tabacco, ha acquistato il club, che ha compiuto una prodigiosa scalata dalla Serie D fino alla Serie A e appunto alla Champions, grazie anche a ingenti investimenti.