di Federico Bertone
Il conto alla rovescia verso i Mondiali 2026 si accompagna a una polemica sempre più accesa sul fronte biglietti. A finire sotto accusa è la politica adottata dalla FIFA, che ha introdotto un sistema di prezzi dinamici capace di far lievitare i costi in modo significativo, spesso indipendentemente dall’importanza della partita o dal turno della competizione. Una scelta che ha scatenato la reazione delle associazioni dei consumatori europee. Football Supporters Europe ed Euroconsumers hanno infatti presentato una denuncia formale alla Commissione europea, accusando la FIFA di aver abusato della propria posizione dominante nella vendita dei tagliandi per la Coppa del Mondo 2026, che si disputerà tra Stati Uniti, Messico e Canada a partire dall’11 giugno. Secondo le due organizzazioni, la FIFA eserciterebbe un vero e proprio monopolio sulla biglietteria del torneo, sfruttandolo per applicare regole che in un mercato concorrenziale non sarebbero accettabili. E il nodo principale resta quello dei prezzi. I biglietti più economici per la finale risultano oggi disponibili a partire da oltre 4.000 dollari, una cifra più che settuplicata rispetto all’edizione 2022 e ben distante anche dalle stime iniziali fornite dalla stessa FIFA in fase di candidatura. Non meno controverso è il tema della trasparenza. Le accuse parlano di pubblicità ingannevole, con biglietti da 60 dollari per la fase a gironi di fatto introvabili, e di un sistema di prezzo dinamico privo di limiti chiari, che ha portato a rincari anche del 25% tra una fase di vendita e l’altra. A questo si aggiunge l’incertezza sull’esperienza d’acquisto: spesso i tifosi non conoscono con precisione né la posizione del posto né le squadre coinvolte al momento del pagamento. Le critiche riguardano anche le modalità di vendita, con la FIFA che avrebbe fatto leva su comunicazioni che evocano una disponibilità limitata o un accesso esclusivo, alimentando un senso di urgenza che spinge i tifosi a comprare senza avere tutte le informazioni necessarie. Infine, nel mirino finisce anche il sistema di rivendita: l’organizzazione indirizza verso la propria piattaforma ufficiale, applicando commissioni sia a chi vende sia a chi acquista, con un ulteriore aggravio dei costi. Per questo, Football Supporters Europe ed Euroconsumers chiedono un intervento immediato della Commissione europea. Tra le richieste: lo stop al prezzo dinamico per i tifosi dello Spazio economico europeo, il congelamento delle tariffe ai livelli annunciati a fine 2025 e maggiore trasparenza sul numero e sulla posizione dei biglietti prima dell’apertura delle vendite. «Il calcio è una passione universale, ma la FIFA lo sta trasformando in un lusso», ha spiegato Marco Scialdone di Euroconsumers, denunciando un sistema che rischia di escludere milioni di tifosi. Sulla stessa linea Ronan Evain, direttore esecutivo di Football Supporters Europe, secondo cui agli appassionati resta ormai una sola alternativa: pagare prezzi sempre più alti o rinunciare.