Il commento di Enzo Bucchioni

Il mondo del calcio vada a lezione dal tennis

Dopo cinquant’anni, dopo Panatta, un italiano è tornato a vincere. Anzi, Sinner ha stravinto.

Il mondo del calcio vada a lezione dal tennis

di Enzo Bucchioni

Perché il mondo del tennis funziona così bene e vince, mentre il calcio è ormai da troppo tempo in una crisi gravissima? Questa è la domanda che tutti gli sportivi si fanno, rimessa in moto ogni volta che Sinner regala emozioni. L’ultima occasione è stato il trionfo al Foro Italico. Dopo cinquant’anni, dopo Panatta, un italiano è tornato a vincere. Anzi, Sinner ha stravinto. Nel caso, il confronto con il calcio è stato impietoso anche fuori dal campo, a livello organizzativo, con un imbarazzante teatrino per il Derby di Roma piazzato nel calendario nella stessa domenica del tennis.

Una risposta a tutto questo c’è, basta analizzare cosa ha fatto la Federtennis negli ultimi vent’anni.

Anche il tennis era in una crisi gravissima, finiti i tempi dei Panatta e dei Bertolucci: portata avanti per qualche anno la loro eredità con scarsi risultati, all’inizio degli anni Duemila il movimento era in grande difficoltà. Calo degli iscritti, calo dei praticanti, quasi zero soddisfazioni a livello internazionale. Qualcuno ironizzava sottolineando come nei campi da tennis abbandonati convenisse piantare le patate. Ora ci crescono gli zecchini d’oro.

La musica è cambiata con l’avvento alla presidenza di un manager illuminato come Angelo Binaghi.

Cosa ha fatto? E’ ripartito dai giovani, come dicono tutti. Con una differenza: lui l’ha fatto davvero.

L’idea della realizzazione di numerosi centri tecnici federali dove convogliare i ragazzi migliori sotto la guida di tecnici e allenatori preparati è stata vincente. Soprattutto si sono rimesse al centro di tutto la specializzazione, la preparazione e la meritocrazia. E’ stata profonda anche la formazione dei tecnici a tutti i livelli, in particolare quelli destinati alle scuole tennis. Decisiva poi, l’idea di allargare e non di poco, il numero dei tornei giovanili a livello zonale, provinciale, regionale e interregionale. Un modo per alzare il livello e stimolare la competitività. Assoluta è ora la relazione fra la federazione e i circoli affiliati con condivisione dei programmi e protocolli attuativi.

Sono nati così non solo i Sinner, ma anche i vari Musetti, Berrettini, Paolini, Errani e qualche altra decina di nostri tennisti competitivi a tutti i livelli.

Oggi nella classifica Atp ci sono quattro italiani nei primi venti posti: Sinner, Musetti, Cobolli e Darderi. E da tre anni l’Italia è tornata a vincere la mitica coppa Davis.

Nessuna magia, ma soltanto idee chiare sugli obiettivi, lavoro duro, selezioni legate al merito, valorizzazione di tutte le risorse.

Un’estrema sintesi che giriamo al prossimo presidente della Federcalcio. Imitare il tennis, emulare Biraghi non credo sia così complicato. Lo vogliamo fare?