Calcio

Il fuori gioco blocca la Premier League

Se nel calcio italiano di Serie A continua a tener banco la discussione sugli arbitri, in Inghilterra i direttori di gara protestano contro il sistema di analisi semi-automatico.

Il fuori gioco blocca la Premier League

di Matteo Mosconi

Mentre in Italia la discussione sugli arbitri continua ad accendere il dibattito in Serie A e attorno all’Associazione Italiana Arbitri, anche in Inghilterra iniziano a emergere malumori. Questa volta, però, non si tratta di scontri tra club e direttori di gara. A far discutere è la tecnologia del fuorigioco semi-automatico, messa in discussione dagli stessi arbitri della Premier League.
Secondo quanto riportato dal Telegraph Sport, diversi fischietti inglesi starebbero perdendo fiducia nel sistema attuale. Il motivo? I tempi troppo lunghi per prendere decisioni che, almeno sulla carta, dovrebbero essere rapide e precise. L’episodio che ha fatto esplodere il caso è stato quello della semifinale d’andata di Carabao Cup tra Newcastle United e Manchester City, quando per valutare un fuorigioco sono serviti ben cinque minuti e mezzo.
Un’attesa così lunga ha riacceso le critiche. L’obiettivo del fuorigioco semi-automatico era quello di rendere il gioco più fluido e ridurre le polemiche. Invece, in casi come questo, la partita si è fermata a lungo, con giocatori e tifosi costretti ad aspettare davanti ai maxischermi. Gli arbitri sostengono che più il controllo si prolunga, più cresce la pressione nei loro confronti, soprattutto verso chi si occupa del VAR.
Il caso specifico riguardava un’azione complessa, con più calciatori coinvolti e posizioni difficili da valutare. Tra i protagonisti c’erano Erling Haaland e il portiere Nick Pope. In un primo momento, il sistema non avrebbe funzionato correttamente, rendendo necessario un controllo più approfondito. Questo ha confermato un limite già noto: quando ci sono troppi giocatori nell’area o visuali ostruite, la tecnologia può andare in difficoltà.
A complicare il quadro c’è anche la scelta della Premier League di affidarsi a due sistemi diversi: uno per il VAR e uno per il fuorigioco semi-automatico. Il VAR è gestito da Hawk-Eye, mentre il fuorigioco è stato affidato a Genius Sports, che utilizza una rete autonoma di telecamere. In ogni stadio vengono installati circa 30 iPhone, capaci di registrare a 100 fotogrammi al secondo, per tracciare con precisione i movimenti dei giocatori.
Quando la tecnologia è stata presentata, nell’aprile scorso, la lega aveva promesso una riduzione significativa dei tempi di controllo. Tuttavia, era stato anche chiarito che nei casi più complessi si sarebbe tornati al tracciamento manuale delle linee. Ed è proprio in queste situazioni che emergono le criticità.
Un episodio simile si è verificato anche in Spagna, durante la semifinale di coppa tra Atlético Madrid e FC Barcelona, dove un gol dei blaugrana è stato annullato dopo un controllo durato quasi 8 minuti.
La sensazione è che la tecnologia, nata per aiutare e velocizzare, debba ancora trovare il giusto equilibrio tra precisione e rapidità. Perché nel calcio moderno, oltre alla correttezza delle decisioni, conta anche il ritmo del gioco.