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Conti Uefa in perdita di 46 milioni di euro

Conti Uefa in perdita di 46 milioni di euro

di Federico Bertone

Neppure la nuova Champions League, più ricca e centrale che mai, è riuscita da sola a tenere in equilibrio i conti della UEFA. Il bilancio della stagione 2024/25 si chiude infatti con una perdita di 46 milioni di euro, segnando il ritorno in rosso dopo l’utile di oltre 208 milioni registrato nell’esercizio precedente. Un risultato che certifica come il massimo torneo per club resti il pilastro del sistema, ma non sia sufficiente a compensare l’assenza di eventi straordinari come gli Europei. I ricavi complessivi si fermano a 5,014 miliardi di euro, in netto calo rispetto ai 6,776 miliardi del 2023/24, stagione drogata positivamente dall’impatto di Euro 2024. Il ridimensionamento era atteso e si riflette soprattutto sulle voci più legate alla presenza del pubblico: biglietteria e hospitality crollano rispettivamente a 58,3 e 41,8 milioni di euro, contro i picchi dell’anno precedente. In flessione anche i ricavi commerciali, che scendono sotto gli 800 milioni. A tenere in piedi il bilancio restano i diritti televisivi, che con 4,065 miliardi rappresentano oltre l’80% delle entrate UEFA. E qui emerge con forza il peso della Champions League, vero cuore economico del calcio europeo. La competizione, rinnovata nel formato e sempre più centrale nella strategia dell’organizzazione, genera da sola oltre 3,1 miliardi di euro di ricavi da diritti audiovisivi, in crescita rispetto ai 2,7 miliardi della stagione precedente. A questi si aggiungono i proventi di Europa e Conference League, oltre a segnali positivi sul fronte commerciale e hospitality della Champions. Numeri importanti, ma non abbastanza per colmare il vuoto lasciato dalla mancanza di un grande torneo per nazionali. Sul versante delle uscite, la UEFA continua a privilegiare la redistribuzione. Le spese complessive ammontano a 4,602 miliardi di euro, con 3,861 miliardi destinati a club e federazioni partecipanti alle competizioni. È la voce dominante del bilancio, in ulteriore crescita rispetto all’anno precedente, trainata soprattutto dalla Champions League. A questa si aggiungono 468,9 milioni di pagamenti di solidarietà, in netto calo rispetto al 2023/24, quando i proventi dell’Europeo avevano consentito un sostegno straordinario ai programmi HatTrick e ai fondi sociali e ambientali. Il combinato disposto tra ricavi in diminuzione e livelli di redistribuzione elevati porta così a un risultato netto negativo di 46,2 milioni di euro. Le riserve complessive scendono a 521,8 milioni, restando comunque sopra la soglia minima di sicurezza fissata dalla UEFA. Migliora invece la liquidità, che sale a 461,7 milioni, mentre i debiti complessivi si riducono a circa 2,1 miliardi, quasi interamente legati a passività operative verso club e federazioni e non a esposizioni bancarie. Il messaggio che arriva da Nyon è chiaro: la nuova Champions League è più forte che mai, ma da sola non basta. Senza l’apporto ciclico dei grandi eventi per nazionali, anche il motore più potente del calcio europeo fatica a evitare il rosso.