La personalizzazione dei trattamenti e la valutazione precisa della riserva funzionale dell’organo sono aspetti fondamentali per ottimizzare l’efficacia delle terapie oncologiche complesse. A confermarlo è uno studio condotto dall’AOU Città della Salute e della Scienza di Torino e pubblicato sulla prestigiosa rivista internazionale La radiologia medica, focalizzato sull’impiego della SIRT (radioembolizzazione con microsfere d’Ittrio-90) nei pazienti affetti da epatocarcinoma (HCC), il più frequente tumore maligno del fegato. Un elemento importante di questo percorso è la valutazione della dosimetria, cioè il calcolo personalizzato della dose di radiazioni che il paziente riceverà nel corso del trattamento. In ambito oncologico, la dosimetria permette infatti di stabilire con precisione la quantità di radiazioni necessaria per distruggere il tumore, salvaguardando al massimo i tessuti sani circostanti. Tra i principali risultati, lo studio evidenzia come il punteggio ALBI sia in grado di predire in modo significativo la sopravvivenza globale dei pazienti.
Medicina
Trattare il tumore epatico: radioembolizzazione
Alla Città della Salute e della Scienza di Torino.